Microsoft, arriva su Bing il modulo per il diritto ad essere dimenticati

Il modulo Bing per chiedere di essere dimenticati dal motore di ricerca è online

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Bing non è certo un motore di ricerca diffuso, soprattutto in Europa, quindi il modulo per il diritto ad essere dimenticati potrebbe sembrare superfluo all'utenza Internet; non è proprio così, però, perché, pur corrispondendo soltanto al 3% di tutti coloro che usano i motori di ricerca, questi utenti vanno tutelati come quelli di Google e Yahoo, che al momento sono i principali search engine del mondo, con il colosso di Mountain View che domina incontrastato, pur con qualche momento non proprio positivo negli USA.

Come ben sapete, il diritto all'oblio è una questione emersa soprattutto negli ultimi tempi e che attirerà senz'altro l'attenzione di una marea di legali e giuristi appassionati di nuove tecnologie: entrano in ballo, in effetti, il diritto all'informazione e quello alla riservatezza (riservatezza relativa, ovviamente, visto che a monte c'è comunque la scelta di finire su Google). Come coniugare entrambi? La giurisprudenza deve farne ancora di strada, ma la Comunità Europea ha chiesto alle aziende di provvedere immediatamente al rispetto di questo diritto ad essere dimenticati e sia Microsoft sia Google, ma non solo, hanno dovuto adeguarsi.

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Modulo Bing finalmente online


Ecco che oggi, dopo che l'azienda lo aveva annunciato diverso tempo fa, il modulo Bing per il diritto all'oblio è finalmente online ed è perfettamente funzionante: ciò non vuol dire che chiunque scriva a Microsoft possa vedere cancellati tutti i contenuti; bisogna comunque rispettare - e questo anche su Google - certi requisiti: l'adeguatezza, la rilevanza e la pertinenza dello scopo.

Via | PC World

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