Diritto a essere dimenticati, Google scrive a tutti gli utenti

Google ha creato un altro form, dove ognuno può dire il proprio parere sul diritto a essere dimenticati.

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Dopo aver creato un consiglio di esperti per affrontare lo spinoso argomento del diritto a essere dimenticati, Google ha iniziato a contattare i possessori di account sulla propria piattaforma, tentando così di coinvolgerli nel dibattito in corso. David Drummond, vertice dell'area legale di Google, ha infatti inviato il seguente messaggio via Gmail:

Al momento, abbiamo ricevuto richieste di rimozione per ogni genere di contenuto: reati gravi, foto imbarazzanti, episodi di bullismo o di insulti online, vecchie denunce, articoli di giornale screditanti, accuse di frode, e molto altro. Per ognuna di queste richieste, siamo tenuti a prendere in considerazione sia il diritto di un individuo all'oblio sia il diritto del pubblico di accedere all'informazione.

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L'email di Drummond rimanda al sito takeaction.withgoogle.com/a/ECJ-Italia, dove è disponibile un form che tutti quanti i cittadini dell'Unione Europea possono usare per dire la propria, rispondendo in particolare alla domanda

Come dovrebbe essere bilanciato il diritto all'oblio di una persona con il diritto del pubblico di sapere?

La strategia di Google sembra infatti essere quella di rimarcare il conflitto tra il diritto a essere dimenticati e la possibilità per le persone di ottenere informazioni su Internet, che in alcuni casi potrebbero essere oscurate sui motori di ricerca (non solo Google) e quindi praticamente irraggiungibili. Dopo aver rimosso alcuni contenuti "per errore", l'azienda di Mountain View ha affidato la faccenda al suddetto consiglio speciale, composto anche da Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, Sylvie Kauffmann, direttore editoriale di Le Monde, e Frank La Rue, Special Rapporteur dell'ONU in materia di diritto alla libertà di espressione e di opinione.

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