Megaupload, slitta al 2015 l’udienza per l’estradizione di Kim Dotcom

Kim Dotcom resta in Nuova Zelanda: l'udienza per l'estradizione negli Stati Uniti è slittata ancora una volta. Se ne riparlerà nel febbraio 2015.

Portrait Session with MEGA Limited Executives

E’ ancora lontana da una conclusione la vicenda giudiziaria legata a Megaupload e al suo fondatore Kim Dotcom, con quest’ultimo che si trova ancora in Nuova Zelanda in attesa di capire se gli Stati Uniti riusciranno o meno a ottenere la sua estradizione.

La nuova udienza, in programma per lo scorso aprile e poi slittata al mese di luglio, è stata rimandata ancora una volta. Dotcom, lo ha confermato lui stesso con un tweet, dovrà ora attendere il 16 febbraio 2015, ma visti i precedenti non rimarremo sorpresi se si deciderà di rimandare ulteriormente.

La chiusura di Megaupload e l’arresto di Kim Dotcom, al secolo Kim Schmitz, risalgono al 19 gennaio 2012. Il fondatore del discusso cyberlocker, è stato rilasciato pochi giorni dopo insieme alle altre sei persone arrestate in quell’occasione.

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Il caso, però, è complesso: l’arresto, portato a termine dall’FBI in collaborazione con le autorità Neozelandesi, è coinciso anche con la confisca di beni del valore complessivo di oltre 200 milioni di dollari. Quel sequestro, però, come stabilito di recente dall’Alto Tribunale della Nuova Zelanda, è stato dichiarato nullo in quanto effettuato in maniera prematura e con un vizio che ha impedito a Dotcom di difendersi nel modo più giusto.

Tra il materiale sequestrato ci sono anche 135 tra computer e hard disk, inviati illegalmente all’FBI dalle autorità neozelandesi. Quei file sono criptati, solo Kim Dotcom può accedervi, ma nonostante l’illegalità dell’operazione e la sensibilità dei dati in essi contenuti, l’FBI non ha ancora proceduto a inviarne una copia al proprietario.

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Si tratta di un particolare fondamentale: proprio grazie ai dati contenuti in quegli hard disk, Dotcom potrà difendersi in tribunale nel migliore dei modi. Al momento, però, dall’FBI non vogliono sentire ragioni e le udienze continuano a slittare.

Ora tutto è rimandato al febbraio 2015: se Kim Dotcom venisse estradato, rischierebbe di trascorrere diversi anni in carcere negli Stati Uniti. Le accuse che gli vengono contestate parlano di 175 milioni di dollari in puri guadagni da parte di Megaupload, mentre le Major di Hollywood e dell’industria musicale sono riuscite a stabilire che il loro mancato guadagno, causato dalle attività del cyberlocker di Dotcom, si attesta a intorno al mezzo miliardo di dollari.

Via | TorrentFreak

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