Mercedes Future Talk a Berlino, anche Stoccarda pensa alle auto robotiche

Mercedes ha portato a Berlino esperti e giornalisti per discutere del futuro della robotica nel campo dell'automotive.

Mercedes Future Talk, robotica ed automotive

Mercedes ha invitato giornalisti ed esperti a Berlino per parlare di auto robotiche, in un periodo in cui l'argomento è davvero caldo. Google, infatti, potrebbe creare un distacco troppo vasto per essere colmato facilmente: l'evento Mercedes Future Talk di ieri ci ha dato l'occasione di scrutare nei progetti futuri del brand di Stoccarda, in modo da cercare di capire quali potrebbero essere le sue risposte.

La presentazione in California di un’auto capace di guidarsi da sola anche nel caos del traffico cittadino è stata un vero e proprio terremoto nell’industria automobilistica, abbastanza da far correre ai ripari Intel dal lato della tecnologia e Mercedes nel settore automotive. Il marchio di Stoccarda, tuttavia, ha scelto di porre (e porsi) alcune domande fondamentali sulla robotizzazione - ormai quasi inevitabile - dei mezzi di trasporto personali.

  • Che cosa è un robot?
  • Quanto è confortevole e sicuro per l’essere umano essere condotto per strada da un mezzo completamente automatizzato?
  • Come è possibile fare in modo che l’auto robotica comunichi con l’essere umano: utente, altre macchine, pedoni?

Il robot e le aspettative


Mercedes Future Talk, robotica ed automotive

Non ci sono risposte a questo problema, come ha dovuto ammettere anche Martina Mara, che lavora alle relazioni tra umani e robot al Ars Electronica Futurelab. Da un lato ci troviamo ad immaginare un androide sin dalla nascita del termine "robot", ma allo stesso tempo, nessun dizionario è confuso in merito: un robot non deve necessariamente imitare l'umano. Un'auto, quindi, può tranquillamente essere un robot- forse meglio di un androide, che per noi diventa spesso difficile da accettare, secondo il principio dell’uncanny valley.

Non è quindi l’umanità del robot a definirlo tale. Quello che è rilevante è quanto tale robot sia utile, grazie alla propria “intelligenza” e capacità di interagire con un essere umano in modo confortevole.

Robot e comfort


Mercedes Future Talk, robotica ed automotive

È premura di Mercedes far riconoscere come inaccettabile che un robot possa portare a termine una funzione senza comunicare nulla dei propri intenti. È allarmante se il mezzo di trasporto compie operazioni, per quanto necessarie, senza che l’utente ne sia informato in anticipo, e senza dare alcuna spiegazione in seguito.

Il Prof. Kohler, leader del team Ricerca e Sostenibilità e Capo Responsabile per l’Ambiente presso Daimler AG ha posto molta enfasi sulla questione: Mercedes è molto interessata ai possibili timori degli utenti, a quello che essi possono accettare o meno da un robot.

Mercedes Future Talk, robotica ed automotive

Ci sono due possibilità tipo nel campo dell’automazione automobilistica:


  • Con un livello di automazione elevato l’utente è estromesso dalla guida

  • Con un livello di automazione parziale l’utente guida ancora

Il secondo tipo di concezione dell’automatismo su strada è evidentemente più gradevole per il brand. È abbastanza comprensibile: il primo rimuoverebbe gran parte delle emozioni della guida, su cui un marchio automobilistico dal pedigree sportivo come Mercedes punta moltissimo.

D'altro canto Kohler ritiene che la robotizzazione sia utilissima nelle situazioni di pericolo, come gli incroci. "Fondere" robot ed essere umano senza che ci siano delle interruzioni nette tra i due è quindi importante, un po' come capita oggi con cruise control e ABS, che entrano in gioco solo quando necessario.

Comunicazione tra uomo e robot


Mercedes Future Talk, robotica ed automotive

Alexander Mankowsky

, futurologo di Daimler, ha ulteriormente focalizzato il discorso sui problemi di comunicazione tra robot e esseri umani. Sulla strada, diventa una questione di vita o di morte: gli incidenti automobilistici sono spesso il frutto di una mancata comunicazione.

La frecciata contro Google qui è stata molto evidente. Accanto a foto di strade trafficate in cui né pedoni, né ciclisti, né automobili obbediscono al codice della strada, ma piuttosto gestiscono il pericolo dell’interazione tramite la gestualità, Mankowsky ha visualizzato un’immagine fatta da Google in cui una “Google Car” priva di conducente (di fatto vuota, ma inserita nel traffico) e ferma al semaforo.

Mentre tra pedoni e altre macchine c’è comunicazione, niente di tutto ciò avviene con l’auto priva di conducente di Google, di fatto un buco nero nel traffico, un robot le cui intenzioni non sono - per ora - intelleggibili.

Il futuro secondo Mercedes


Mercedes Future Talk, robotica ed automotive

Il dialogo organizzato da Mercedes ha avuto come risultato finale più domande che risposte. I partecipanti si sono trovati a vagliare diversi punti di vista nei confronti dello stesso problema, ma alla fine della giornata non sono molte le conclusioni tratte.

Mercedes e l’alleato tecnologico Ars Electronica Futurelab hanno presentato alcuni esempi pratici di tecnologie già esistenti che sono in grado di interagire con gli esseri umani, e che cercano di comprendere le sue gestualità e necessità. Purtroppo non ci siamo trovati di fronte a nessuna novità incredibile, anche perché si tratta di un campo così difficoltoso in cui un piccolo particolare, una settimana in più di studio, può fare la differenza:

Mercedes Future Talk, robotica ed automotive

  • Abbiamo interagito personalmente con una delle macchine della catena di montaggio di Daimler AG. Può essere spostata con un solo dito, pur essendo abbastanza forte da schiacciarci come noccioline - ma per ottenere questo risultato, si blocca spesso e si “allarma” per ogni movimento anomalo, congelandosi per la sicurezza dell’utente
  • Abbiamo osservato alcune installazioni artistiche, come un robot con una pianta che rifugge il tocco umano - non molto pratico, ma divertente
  • Abbiamo "giocato" con dei quadricotteri, che si potevano controllare con la gestualità del corpo e che erano in grado di percepire la presenza di esseri umani sul tragitto (purtroppo non sempre, come ha scoperto un collega che si è ritirato precipitosamente dal tragitto del drone)

Gestualità


Mercedes Future Talk, robotica ed automotive

Da tutto questo abbiamo potuto riconoscere in Mercedes il desiderio di implementare alcune forme di automazione robotica nelle proprie vetture, pur sperando di mantenere vivo lo “spirito” che rende le auto con la stella sul cofano inconfondibili. La casa automobilistica non esita a cavalcare un po’ i timori generali dell’utenza: più che l’auto in grado di muoversi per conto proprio, guardata con molto sospetto da Stoccarda, Mercedes spera di sviluppare controlli gestuali più raffinati, in modo che l'auto capisca non solo il nostro linguaggio, ma anche i nostri gesti.

Ma questa sorta di dialogo con le macchine incontra diversi ostacoli funzionali, compromettendo il “comfort” di cui già si parlava. Perché un'auto dovrebbe accendersi con un gesto di saluto quando invece può già farlo quando si rende conto della nostra mera presenza? Perché è importante riconoscere la mano tesa di un pedone che chiede all’auto di fermarsi quando la vettura può percepirlo prima del suo stesso pilota e fermarsi automaticamente per lasciarlo passare?

Come ha giustamente fatto notare un giornalista: le smart TV hanno talvolta controlli gestuali, ma di solito tutti cercano piuttosto il telecomando. Semplicità ed immediatezza: le parole d'ordine per il futuro saranno sicuramente queste.

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