Google Cloud DataFlow, l’azienda di Mountain View svela il successore di MapReduce

Il successore di MapReduce si chiama Google Cloud DataFlow: ecco i primi dettagli emersi ieri durante il keynote d'apertura di Google I/O.

In principio fu MapReduce, brevettato e introdotto da Google qualche anno fa per la computazione distribuita su grandi quantità di dati in cluster di computer. Ora BigG fa un passo avanti, manda in pensione MapReduce e lancia il più avanzato Cloud DataFlow, svelato in anteprima ieri sera durante il keynote d’apertura di Google I/O 2014.

A presentarlo ci ha pensato l’ormai storico Eric Schmidt, che ha mostrato in tempo reale tutte le potenzialità del servizio, giocando con l’analisi di 400 tweet al secondo durante un goal del Brasile per scoprire quali sono stati i sentimenti degli utenti di Twitter e capire come l’andamento della partita ha influenzato la loro interazione sociale.

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Google I/O 2014

Cloud Dataflow, vero e proprio successore di MapReduce, si basa sulla tecnologia interna di Google, da Flume a MillWheel, e promette di fare per le intere pipeline quello che MapReduce faceva per i singoli flussi.

La prima SDK di Cloud Dataflow utilizza Java, ma fornisce anche una dashboard che permette di monitorare le pipeline direttamente dalla console di sviluppo.

Per il momento il servizio è stato lanciato in forma di beta privata, ma non è chiaro se Google deciderà di dare un prezzo a Cloud Dataflow una volta che sarà lanciato al pubblico. Lo spazio dedicato ieri a questa novità è stato piuttosto ridotto, ma possiamo star certi che maggiori informazioni saranno diffuse nelle prossime ore, mentre questa edizione di Google I/O è ancora in corso.

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