Skype è sul telefono di casa, grazie a talkyoo

talkyoo Non si tratta di VoIP e con Skype ha in comune soltanto la possibilità di effettuare "audioconferenze" gratuite: per usare talkyoo non serve neppure un computer. Al punto da chiedermi se avesse un senso parlarne qui.

È proprio l'analogia con Skype ad avermi convinto: il concetto alla base di talkyoo è il medesimo, ma si propone di superare i limiti (anche a livello qualitativo) del popolare client VoIP attraverso la rete telefonica tradizionale.

In sostanza, per aprire delle conversazioni con talkyoo occorre semplicemente un telefono — non ha importanza se sia fisso o, cellulare: per l'Italia al momento sono attivi 2 centralini (uno è a Milano e l'altro a Roma) che si occupano di organizzare le conferenze in apposite "stanze" che sono assegnate agli utenti mediante registrazione via e-mail.

Il funzionamento è simile a quello degli SkypeCasts (che non sono più disponibili): un utente registrato telefona al centralino – pagando la sola interurbana, a seconda della tariffa sottoscritta con l'operatore – allegando il codice ricevuto via e-mail, che identifica la propria stanza. Tutti coloro che vogliono partecipare devono fare altrettanto, non importa che siano registrati al servizio.

Il codice personale è unico e permanente: tutte le conversazioni che l'utente creerà andrano organizzate con lo stesso numero — semplificando notevolmente le procedure. L'unico limite del servizio (che garantisce una qualità audio pari a quella di una normalissima telefonata, quale di fatto è) riguarda il costo delle chiamate interurbane, che nonostante i passi avanti è ancora decisamente alto nel nostro Paese.

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