Facebook cambia l'algoritmo e cambia l'umore degli utenti: emozioni contagiose sul social network

Facebook cambia l'algoritmo e modifica l'umore degli utenti: ecco cosa dovete sapere a proposito dell'ultimo studio sul social network

facebook Lo studio sull'utenza Facebook è stato condotto da alcuni sociologi della Cornell University in collaborazione con il team di Mark Zuckerberg e mette in evidenza come le emozioni condivise in rete possano modificare gli stati d'animo dell'utenza. Detta così, sembra semplice; il punto è che Facebook e gli studiosi sono dovuti intervenire sull'algoritmo del social network per arrivare a questo risultato. Vediamo tutti i dettagli.

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L'esperimento è stato condotto su 689.003 utenti di Facebook scelti in modo assolutamente causale: l'obiettivo era dimostrare che il passaggio da un'emozione all'altra può avvenire non soltanto nella realtà (se vedo una persona triste, tenderò, in linea di massima, a non essere particolarmente felice), ma anche attraverso i social network. Tutto è stato pubblicato su Proceedings of The National Academy of Science, e questo è significativo perché la pubblicazione su riviste scientifiche attribuisce non poco valore ai risultati a cui si è pervenuti (che poi possano essere smentiti da altre ricerche, questo è un altro conto: al momento, però, di smentite non s'è vista neanche l'ombra).

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Modalità della ricerca: cambia l'algoritmo cambia l'umore


Per fare questo, Facebook non ha fatto altro che modificare il suo algoritmo, dando spazio prima alle parole associate a emozioni positive e poi alle keyword legate a emozioni negative: il risultato è stato proprio quello di cui abbiamo parlato, con l'utenza felice e triste a seconda delle parole a cui si è dato spazio, modificando l'algoritmo del social network.

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Nessuna violazione della privacy, ovviamente, anche se ci sorge spontanea una riflessione: a Zuckerberg è bastato cambiare le parole chiave rilevanti del suo Facebook per influenzare quasi 700mila utenti... a cosa potrebbero portare questi interventi in futuro?

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