Kim Dotcom: $5 milioni a chi troverà le prove dei metodi illegali usati per incastrarlo

Kim Dotcom contro gli USA: l'imprenditore offre 5 milioni di dollari a chi riuscirà a provare che gli Stati Uniti hanno violato la legge per incastrarlo, in combutta con le multinazionali che controllano i copyright.

Dotcom Faces Security And Intelligence Committee

Kim Dotcom, il bislacco imprenditore di origini tedesche che ha creato Megaupload, offre ben 5 milioni di dollari a chiunque sia in grado di trovare le prove di comportamenti illegali nel caso anti-pirateria informatica che gli Stati Uniti hanno imbastito nei suoi riguardi.

Megaupload era un servizio di cyberlocker, un sito su cui si possono uploadare contenuti per poi condividerli con altri, ed è stato chiuso nel gennaio 2012 dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Dotcom e gli altri che lavoravano al sito in posizioni di responsabilità sono stati accusati di reati contro il copyright, additati come pirati informatici e addirittura identificati come una società a delinquere.

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L’opinione di Dotcom è ovviamente diametralmente opposta: secondo lui il governo USA, il governo neozelandese (paese in cui vive) e le Major di Hollywood hanno fatto comunella per abbattere lui e il suo servizio, e non si sono fermate di fronte a nulla, anche usando metodi illegali per raccogliere prove allo scopo di incastrarlo.

Per questa ragione Dotcom offre 5 milioni di dollari a chiunque fosse in grado di dargli nuove informazioni su casi di corruzione o metodi illegali sfruttati per metterlo sulla graticola di un caso giuridico internazionale. A Dotcom non interessa se si tratta di “whistleblower” in stile Snowden oppure di un hacker White Hat capace di portare alla luce le tracce di eventuali operativi federali coinvolti nelle operazioni che hanno fatto da base per le accuse mosse contro Megaupload - Quello che importa a Dotcom è che qualcuno venga a salvarlo dalla sua situazione attuale, aggravata dal rifiuto da parte degli Stati Uniti di restituirgli i dati sequestrati al momento dell'attacco contro Megaupload. Secondo Dotcom in quei dati c'è anche il materiale necessario alla sua difesa - e le prove dei reati commessi dalla polizia.

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Il Dipartimento di Giustizia americano è nel frattempo impegnato nel concretizzare il procedimento di estradizione di Dotcom, il cui termine dovrebbe scadere il 7 luglio. Se gli americani dovessero mettere le mani sul corpulento imprenditore, siamo sicuri che non uscirebbe di galera molto presto. Le accuse a lui rivolte parlano di 175 milioni di dollari in puri guadagni da parte di Megaupload, mentre le Major di Hollywood e dell’industria musicale sono riuscite a stabilire che il loro mancato guadagno, causato dalle attività del cyberlocker, si attesta a mezzo miliardo.

Nonostante sia piuttosto ragionevole definire come illegale il business di Megaupload, non ci sentiamo troppo di parte nel dire che il business statunitense ha deciso di bersagliare Dotcom come un vero e proprio capro espiatorio nella sua interminabile crociata contro la pirateria dei contenuti.

Via | The Guardian

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