Google per la privacy: arriva il plugin per Chrome con la codifica end-to-end

Google ha mantenuto le sue promesse e ottenuto dei risultati dalla sua sperimentazione per un metodo facile di implementare maggiore sicurezza nelle comunicazioni tramite email.

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Il nuovo plugin End-to-End per Chrome è ancora in fase Alpha, ma fa alcune promesse piuttosto importanti, prima tra tutte quella di consentire il trasferimento di dati tra utente e utente sicuro e privato, grazie al consueto standard OpenPGP.

Google aveva già dei piani per implementare un simile ritrovato, prestando però una particolare attenzione alla facilità d’uso dello stesso. Questo metodo è decisamente più robusto della “semplice” crittografia HTTPS implementata di default da Gmail, e soprattutto risulta essere parecchio flessibile. Per prima cosa, ora Chrome potrà estendere a tutti i servizi, anche quelli degli altri, la protezone di OpenPGP, sempre che usino lo stesso plugin.

Google vuole rendere sicure le mail grazie al potere di PGP

Se vi sembra prematuro rilasciare in un mondo selvaggio popolato da hacker cinesi e NSA un codice open source, allora devo subito smentirvi: anche se il nuovo plugin End-to-End è un prototipo, può essere esaminato, crackato, violato a piacere - l’idea è che il maggior numero possibile di White Hat comunichino a Google tutti i dati permanenti per proteggerlo da simili manipolazioni.

Una volta che il plugin sarà considerabile come sicuro (o per lo meno quando non sarà violato ogni secondo giorno), allora sarà anche disponibile nel Chrome Web Store, dove gli utenti normali potranno approfittarne.

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Google conclude i suoi comunicati di oggi con una nota di speranza, lodando i servizi dei concorrenti che sanno passando in massa a un modello crittografato come quello implementato da Gmail. Purtroppo questo ottimismo è smorzato dalle cifre reali: qualcosa come il 40-50% delle mail spedite tra Gmail e altri servizi risulta ancora essere in chiaro per parte del tragitto. Che questi numeri siano in calo è positivo, ma si può solo sperare che le big dell’informatica si diano una mossa.

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