In Gran Bretagna si discute sul futuro della pirateria online

In Gran Bretagna si discute sul futuro della pirateria onlinePochi giorni fa abbiamo pubblicato la notizia secondo cui gli investimenti contro la pirateria, vicini ai 365 milioni di sterline all'anno, siano ben superiori agli effettivi danni provocati dal download illegale nei confronti dell'industria musicale.

Di diversa opinione è il direttore generale della BPI (British Phonographic Industry), Geoff Taylor, secondo cui queste cifre potrebbero essere esagerate. Infatti Taylor ha affermato che, da febbraio ad oggi, una società antipirateria ha monitorato e raccolto gli indirizzi IP di 100.000 utenti presumibilmente coinvolti in attività illegali di file sharing e clienti del provider BT.

Secondo Taylor è vergognoso che un provider importante come BT non faccia nulla per limitare questo problema e che gli ISP non possono sottrarsi alle loro responsabilità. Se si utilizza un servizio per violare la legge, è giusto prendere delle misure per salvaguardare un business.

BT ha risposto a queste accuse dichiarando che per molti anni la società è stata tra le poche ad offrire un servizio in Regno Unito, e che lo stesso avrebbe potuto essere utilizzato per infrangere qualsiasi altra lette. Tuttavia nessuno, tranne l'industria musicale, si è lamentato così tanto negli ultimi anni.

E' chiaro invece un altro aspetto: l'industria musicale in Inghilterra non vuole seguire lo stesso cammino della RIAA negli Stati Uniti, ovvero intraprendere azioni legali contro gli utenti, e quindi sta facendo di tutto per convincere gli ISP ad intervenire.

Tuttavia gli ISP non vogliono fungere da "boia", tanto più che non esiste una materia legale adatta al caso. Per cui ora tutte le attenzioni sono sul Governo che dovrà decidere cosa fare.

Via | Torrentfreak.com

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: