Twitter, è crollo in Borsa col -17.8%

Ecco perché la Borsa ha fatto registrare un crollo del 17.8% per Twitter

Che Twitter non stesse proprio navigando in buone acque lo si era capito quando era emerso che la crescita dell'utenza non era stata moltissima: niente di preoccupante, però, perché il social network regge comunque su una base di 500 milioni di utenti, tra attivi, fake e non attivi. Il punto è che sembra che la piattaforma non riesca a trovare un modo per far fruttare tutti questi numeri: motivo per il quale - come vederemo adesso - il crollo in Borsa non poteva che essere dato per scontato.

E quando parliamo di "crollo", non esageriamo: una volta scaduto il vincolo per dipendenti e manager di vendere le azioni - quello che in gergo si chiama lock up -, c'è stata una vera e propria corsa, a tal punto che - come riporta, tra gli altri, il Corriere - ha chiuso a -17.8%, con un valore di 31.8 dollari per azione: meno della metà, pensate, rispetto al valore raggiunto a dicembre 2013 e leggermente superiore al prezzo di debutto, che era pari a 26 dollari. Un disastro o quasi, insomma, a cui Twitter dovrà porre rimedio subito, prima di precipitare nel baratro.

Crollo nonostante le rassicurazioni


uccellino twitter

Eppure, nei giorni scorsi le rassicurazioni erano state parecchie: i cofondatori Jack Dorsey ed Evan Williams, oltre all'amministratore delegato Richard Costolo, non avevano intenzione di vendere nulla, così come gli investitori della prima ora; lo stesso hanno fatto molte altre società, per esempio Benchmark e Rizvi Traverse Management, che ha una partecipazione del 14% ed è il maggiore azionista dell'azienda. Insomma, non c'era stato alcun allarme, ma non è bastato agli azionisti, che non vedono prospettive di guadagno in Twitter, intanto alla ricerca del suo modello di business e guadagno.

Non è un bel momento - come avrete senz'altro capito - ma certo non si può dire che l'azienda sia finita, e l'ultimo accordo con Amazon lo testimonia perfettamente.

Via | Corriere.it

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