Heartbleed colpisce anche i router, Cisco Systems e Juniper Network lanciano l'allarme

Anche i router sono stati colpiti dall'ultimo clamoroso bug dell'Era Digitale: Heartbleed continua a fare danni

Continua la bufera Hearbleed e con lei ad aumentare il numero dei danni: non tutti i siti web hanno fatto in tempo a risolvere la falla che li ha recentemente colpiti che già vien fuori un'ulteriore e temibile conferma. A darla sono i colossi Cisco Systems e Juniper Network, produttori di router, switch, firewall e tutti gli altri prodotti per la rete; a rischio, quindi, sarebbe gran parte dei network delle aziende, per i quali potrebbe anche essere urgente la sostituzione dell'apparecchio.

I dati di Cisco non sono sottovalutabili: l'azienda ha infatti messo in evidenza che una dozzina dei suoi prodotti è vulnerabile, mentre sessantacinque sono sott'osservazione. The Wall Street Journal, invece, ha fatto notare che a rischio sono pure molti prodotti Juniper Networks, per i quali la sostituzione sarebbe obbligatoria; altri dettagli non sono ancora arrivati, ma è chiaro che riparare un software è diverso dalla riparazione di un router: ecco perché potrebbero passare settimane o addirittura mesi, prima che il problema venga risolto.

Ricordiamo che Heartbleed ha messo KO il protocollo OpenSSl, con il quale - come molti di voi sapranno - si criptano le informazioni (password e non solo) che passano per circa due terzi dei server di rete; la situazione era già difficile prima: con gli snodi a rischio adesso lo è ancor di più, e tutto sembra destinato a far discutere maggiormente rispetto allo stesso spaventoso Datagate.

Il bug frutto di un "errore"


hearbleed router
Robin Saggelman

- colui che ha scritto gran parte del codice OpenSSL - è intervenuto sulla vicenda, spiegando che si è trattato di "un errore", comunque non visto - aggiungiamo noi - da altri programmatori: come ben sapete, il progetto è open source, dunque aperto a qualsiasi tipo di contributo. Ricordiamo pure che questo errore risale a due anni fa e che per quasi due anni, quindi, due terzi del traffico web è stato a rischio: non è proprio un bel momento, insomma, per il mondo della tecnologia.

Via | Repubblica.it | Engadget

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