Facebook ammette: i setting della privacy vanno spiegati meglio

Facebook finalmente ammette di non aver fatto un buon lavoro nello spiegare i suoi convoluti setting per la gestione della privacy, e promette di sviluppare dei metodi migliori per restituire il controllo dei dati agli utenti.

Sono molti anni che Facebook viene accusato dalla stampa specializzata - e invero, dalla maggior parte degli utenti - che i setting per la privacy che ha escogitato e poi progressivamente cambiato negli anni non sono user friendly. Per una volta in social network sembra aver colto le proteste, anche se nessuno lo accuserà mai di essere stato tempestivo!

In una conferenza con i reporter citata oggi su Techcrunch, infatti, Facebook ha espresso l’intenzione di voler modificare la maniera con cui consente agli utenti di gestire le proprie informazioni e la condivisione di esse con amici e sconosciuti. Assieme alle nuove procedure, inoltre, saranno anche diffuse delle spiegazioni più accurate su come far funzionare i setting sulla privacy.

Facebook e la privacy


Facebook sostiene di fare 80 triliardi di test per la privacy ogni singolo giorno, e di diffondere 4.000 questionari agli utenti ogni 24 ore. In base a queste risposte, ha deciso di modificare le spiegazioni sui setting, pubblicandoli online come tutorial.

I 4.000 test sono diffusi in 27 lingue, tra le quali ovviamente c’è anche l’italiano, quindi ci sono buone probabilità che vi sia stata data la possibilità di rispondere a uno di essi in passato. I PR hanno detto che Facebook convoglia alcune citazioni da queste risposte agli schermi dei team dedicati allo sviluppo dei setting sulla privacy per comunicare loro l’urgenza di alcune delle questioni più importanti che affliggono il prodotto.

È ironico fare pressioni sull’urgenza delle modifiche, quando una delle lamentele più tipiche degli utenti è che i cambiamenti alle politiche sulla privacy sono troppo frequenti, imprevedibili e a volte insondabili. Purtroppo gestire una faccenda spinosa come la condivisione dei dati pubblica e privata non ha una soluzione semplice, solo compromessi. C’è chi è paranoico e vorrebbe controllare tutto, chi è disinteressato, chi invece è molto preoccupato ma sente di non essere in grado di approfondire i metodi per configurare in modo ottimale il setup, e vorrebbe un’interfaccia semplice.

I due team dedicati a questo lavoro avranno mesi di lavoro molto tormentati davanti a sé. Purtroppo per loro, siamo abbastanza certi che nessuno verrà a ringraziarli.

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