Brendan Eich di Mozilla si spiega: "Se non siamo pronti a includere tutti, falliremo"

Il CEO di Mozilla finalmente si esprime, intervistato da CNet: spiega che la compagnia che sviluppa Firefox deve essere aperta ai punti di vista differenti, comprendendo sia chi sostiene i diritti dei gay sia chi si oppone ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Brendan Eich si è fatto intervistare da CNet e ha parlato del disastro mediatico che ha colpito lui e la sua compagnia, Mozilla, quando è saltato fuori il suo finanziamento di $1.000 alla campagna per bandire i matrimoni gay dalla California nel 2008. Eich, prima di questo scandalo, era famoso per aver creato JavaScript (qui sopra vedete una sua recente conferenza in merito) e per le sue ottime capacità manageriali, che l'avevano fatto scegliere per capitanare la compagnia in questi momenti tormentati.

Sono più di 70.000 le persone che hanno chiesto le dimissioni da CEO di Eich, compresi i dipendenti di Mozilla. Dopo giorni passati a esprimere dispiacere con poche frasi sparse, il dirigente ha finalmente trovato il modo di esprimere la propria posizione, un tentativo molto diplomatico per evitare un putiferio anche peggiore. Qualcuno potrebbe certamente accusarlo di voler rigirare la frittata, e siamo certi che le reazioni più o meno piccate di chi la pensa in modo diverso non tarderanno ad arrivare.

Includere tutti?


    “Se Mozilla non può più operare rispettando i propri principi che mirano a includere le persone, piuttosto che escluderle, e di essere un luogo in cui le persone possono lavorare sulla mission aziendale senza dare peso al background o credenze etiche o religiose, allora ritengo che siamo destinati al fallimento”

Il discorso di Eich, insomma, verte sull’apertura mentale che accoglie a braccia aperte tanto chi fa campagne a favore dei diritti al matrimonio LGBT, quanto chi fa le campagne esattamente contrarie. Mozilla lotta da anni per l’apertura totale nel mondo della tecnologia su web, ma questo genere di “apertura” non va tanto giù a chi è coinvolto nell’attivismo.

L’intervista di CNet sembra gettare luce su un Eich che pare lottare contro l'imbarazzo, e che dimostra di voler essere preso in considerazione come CEO per i propri meriti professionali, mettendo completamente da parte le sue convinzioni di carattere personale.

Il direttore esecutivo dice di aver sofferto molto quando ha visto lo sguardo dei suoi colleghi che credono nel diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, quando quella vecchia donazione è venuta alla luce. Eich non aveva mai espresso opinioni simili sul posto di lavoro, e non ritiene di essere razzista o sessista. L'aver scelto uno schieramento non era un reato nel 2008 nè oggi, ma è solo manifestare una opinione, che - ci tiene a farlo notare - è un diritto protetto dalla costituzione in America. I suoi principi etici, sostiene lui, non sono faccende che vengono fuori quando è impegnato a guidare Mozilla. Tutti i suoi colleghi sono compagni e commilitoni nella consueta guerra commerciale che la corporation affronta ogni giorno, indipendentemente da fede e convinzioni.

Eich non sa neppure se tornando indietro nel tempo donerebbe di nuovi quei fatali $1.000, visto che ritiene quella del 2008 come una faccenda morta e sepolta.

Un appello agli utenti


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Brendan Eich completa la sua difficile intervista con un appello a tutti i supporter di Mozilla e di Firefox: di non permettere che questa faccenda metta in pericolo la corporation. Senza Mozilla - dice - sparirebbe l’unico browser che lui definisce “user-centric”. Sparirebbe l’unica corporation in grado di creare un Firefox OS, che rappresenta un grande rischio e un piano a lungo termine per occupare i segmenti del mercato che iOS, Android e Windows Phone non hanno il coraggio di raggiungere.

Eich si ritiente il miglior CEO possibile in questo momento, e intende restare in sella finchè il consiglio direttivo non deciderà altrimenti.

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