Larry Page di Google sulla privacy: "Vantaggioso per tutti condividere i dati nel modo giusto"

Larry Page è comparso sul palco del TED e ha parlato di privacy online, dei pericoli ma anche dei vantaggi della condivisione dei dati libera e consapevole.

Larry Page è salito sul palco del TED a Vancouver, e intervistato da Charlie Rose ha parlato alla platea - e invero a tutto il mondo, della sua visione del problema privacy.

Condividere dati online è improvvisamente diventato fonte di timore, tutto a causa del comportamento del Governo Americano e delle sue spie, irrispettose dei diritti dei propri cittadini e ancor meno di quelli degli stranieri.

Però secondo Larry Page è un errore “buttare via il bambino assieme all’acqua sporca”, e per provare il suo punto ha raccontato le sue esperienze personali. Larry soffre di un problema alla gola, che tra le altre cose gli rende difficile parlare. Molto esitante a esprimere in pubblico le proprie paure, ha tuttavia scelto di condividerle online. Per Larry si è rivelata una buona decisione, perché gli hanno risposto in migliaia - tutti altri individui affetti dagli stessi problemi.

Page stima che 100.000 vite potrebbero essere salvate ogni anno se le persone potessero condividere i propri dati medici anonimamente online, consentendo ai medici ricercatori di esaminarli e poi mettersi in contatto con loro (sempre dietro una barriera protettiva di riservatezza, ovvio).

Ovviamente dati medici e privacy generica dei dati personali non sono proprio la stessa cosa, ma Page non ha esitato a metterli sullo stesso piano.

”Il mondo sta cambiando”


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Secondo Page la privacy è un problema estremamente importante nel mondo d’oggi, un mondo che ogni giorno è differente, in costante evoluzione:



    “Quando ti porti dietro uno smartphone, esso sa dove sei. Ci sono molte più informazioni su di te di quanto non succedesse in passato - chiaro che poi la gente si ritrova a porsi domande spinose. Secondo me la cosa più importante che dobbiamo fare è mettere le persone in grado di fare le proprie scelte. Bisogna mostrare loro quali dati stanno venendo raccolti, la loro cronologia delle ricerche, i dati sulla loro posizione. Noi [di Google] siamo molto entusiasti della modalità incognito di Chrome, e stiamo creando altri meccanismi simili [nei nostri prodotti] - ma l’importante è concedere più consapevolezza di quello che sta succedendo alla gente.”

USA, perdita della democrazia


Tuttavia Page, il cui business multimilardario si basa esclusivamente sulla raccolta dei dati comportamentali e personali, questo va detto, non si è trattenuto dal criticare il proprio governo. “Non ci può essere privacy senza sicurezza”. Per il fondatore di Google quella attuale non è una condizione di democrazia, dato che un’azienda privata come la sua si vede costretta a difendere gli utenti dalle azioni del loro stesso governo. Page non l’ha detto, ma è esattamente quello che Google fa nei paesi canaglia tenendo lontane le polizie segrete dal contenuto delle caselle di Gmail, oppure crittografando i risultati di ricerca.

Il governo, dice, ha compiuto un’ingiustizia su tutti - e l’ingiustizia non è la raccolta di dati in sé, quanto la maniera occulta con cui è stata portata a termine, senza neppure spiegare i parametri delle operazioni, il tipo di sorveglianza a cui ha sottoposto tutti i cittadini. Il segreto in cui si è ammantata l’NSA è il problema principale, e la ragione per il disastro mediatico che ha colpito il governo.

Il giorno prima di Page anche il suo collega Sergey Brin è comparso al TED - fotografato assieme a lui, in telepresenza, c’era anche Edward Snowden. Vedete il video in cima a questo articolo.

Via | Re/Code

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