Come lavorare in Google, ecco i requisiti che cerca l'azienda (l'esperienza è all'ultimo posto)

Come lavorare in Google? Ecco i requisiti che dovete avere

Molti potrebbero pensare che i requisiti che cerca Google per assumere i suoi dipendenti sono in linea con il panorama italiano ("Si cercano persone con esperienza e fortemente motivate" etc), ma i fatti stanno proprio diversamente, e questo non può che far onore all'azienda, anche se - diciamocelo - pure Diesel segue queste criteri da circa un decennio (e non solo lei, s'intende).

Apprendiamo del modo di lavorare dell'azienda dall'intervista che Thomas L. Friedman, famoso editorialista statunitense, ha fatto a Laszlo Bock, vicepresidente delle risorse umane di Google, che non ha certo lesinato particolari; ma vediamo i requisiti:


  • Abilità generale cognitiva, cioè la capacità di imparare: "La capacità di comprendere le informazioni e i loro significati al volo. O di mettere assieme e capire il significato di pezzi di informazioni che sono sparsi o distanti fra di loro".

  • Leadership emergente, "[...] opposta al modello tradizionale di leadership. Se cercassimo un leader tradizionale, chiederemmo ai candidati se sono stati presidenti di club degli scacchi, o vicepresidenti del reparto vendite, e quanto eventualmente ci hanno messo a raggiungere quelle posizioni. Non ci interessa". A Google interessa, invece, che un dipendente "faccia un passo in avanti, nel momento giusto, e prenda il comando. E che a un momento ugualmente opportuno sappia passare la mano, e lasci che qualcun altro dia gli ordini. Ciò che rende efficace un capo è avere disponibilità a cedere il proprio potere".

  • Umiltà e responsabilità, per entrare dentro al problema e risolverlo assieme, "facendo ognuno la propria parte. Non si tratta di umiltà 'semplice', che crea spazi affinché altre persone diano il proprio contributo: è una questione di umiltà intellettuale. Chi non la possiede è incapace di imparare cose. Le persone 'di successo' raramente sperimentano il fallimento, e quindi non sanno come sfruttarlo per imparare. Per loro, al contrario, se si riesce a fare qualcosa di positivo è perché loro stessi sono stati dei geni. E se accade qualcosa di negativo è colpa di qualche idiota, o dell’insufficienza di risorse, o del mercato che si è spostato [...] Ci vogliono un grande ego e un piccolo ego nella stessa persona, nello stesso momento".


Esperienza sì, ma fino a un certo punto


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  • Esperienza. Conta ma fino a un certo punto: "Un esperto in una certa cosa ti dirà 'Ho già visto accadere questa cosa in passato, almeno cento volte: ecco cosa devi fare'". Chi ha un'alta abilità cognitiva, invece, è curioso e, siccome "il più delle volte le questioni non sono così complicate" arriverà alla soluzione anche senza avere esperienza; altre volte sbaglierà e qualche altra darà una risposta completamente nuova.


Tutti pronti per l'invio del curriculum? Ah, no, forse non serve!

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