Kim Dotcom, colpo di scena: tribunale neozelandese definisce legale il sequestro dei suoi beni

I documenti del sequestro dei beni di Kim Dotcom sono legali: in Nuova Zelanda si ribalta una precedente sentenza del 2012.

Kim Dotcom

Brutte notizie per Kim Dotcom e per la sua difesa nel caso Megaupload: un tribunale neozelandese ha infatti rovesciato la sentenza precedente del giudice dell’Alta Corte Helen Winkelman, secondo la quale nel 2012 la perquisizione e il sequestro dei beni del fondatore di Mega venivano definiti illegali.

Il mandato di perquisizione usato nell'arresto di Kim Dotcom era dunque legale: vittoria, almeno per il momento, per le autorità neozelandesi, che due anni fa avevano fatto appello nei confronti della sentenza, per conto di quelle americane.

La nuova sentenza rovescia così la precedente motivazione, secondo la quale il mandato avrebbe avuto contenuti vaghi, in base ai quali la polizia avrebbe sequestrato materiale irrilevante nei confronti delle accuse pendenti su Dotcom:

"Un lettore ragionevole nella posizione dei destinatari del mandato avrebbe capito a cosa essi erano legati. Non c'era nessuna sconnessione tra ciò che era ragionevole sequestrare tra le proprietà e ciò che il mandato autorizzava la polizia a prendere."

Tuttavia, la stessa corte ha confermato che le autorità non avevano l'autorizzazione di copiare il materiale informatico sequestrato, inviandolo agli Stati Uniti. Quest'ultima notizia potrebbe dare a Dotcom un vantaggio nella sua richiesta di risarcimento per il materiale sequestrato, ma il colpo di scena lo mette maggiormente in difficoltà nel procedimento relativo alla richiesta di estradizione negli Stati Uniti. In questo caso, il prossimo appuntamento è fissato per il mese di luglio.

Anche in questo caso, Ira Rothken, uno dei legali di Kim Dotcom, ha già annunciato quello che sembra un inevitabile appello:


Via | Reuters.com

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