Apple e Google respingono le app con la parola "Flappy" nel titolo

La strana, contagiosa follia del piccolo e frustrante gioco "Flappy Bird" continua a infuriare, e i cloni infestano le classifiche. Apple e Google hanno deciso di intervenire.

Apple e Google hanno iniziato a proibire qualsiasi app il cui titolo contenga la parola “flappy”, e non intendono neppure giustificare queste nuove disposizioni.

Flappy Bird per qualche ragione è penetrato nell’inconscio collettivo ed è diventato un piccolo fenomeno di cultura pop, come testimonia anche l’esultanza di McDonald, giocatore della League One inglese, che vediamo ripresa in video all’inizio di questo articolo.

Le corporation informatiche hanno notoriamente la tendenza a diventare ostili verso i fenomeni di marketing che non hanno creato con le proprie mani, e le azioni di Google e Apple, mirate a impedire lo sbarco negli store di nuovi cloni di Flappy Bird, parlano chiaro.

Niente più Flappy


La storia di Flappy Bird sarebbe dovuta finire quando il suo confuso e bizzarro creatore ha deciso di rimuoverlo dagli store perché “causava dipendenza”, un’azione che è stata giudicata dai più come “folle”, ma che si sta rivelando ottimo marketing.

Il giovane sviluppatore vietnamita, infatti, ora sarà il papà di un’app che non stuferà mai e non diventerà mai vecchia, e il fenomeno mediatico lo ha avvolto di un’aura quasi mistica.

flappy-bird-clone

Quello che avrebbe dovuto stufare da subito gli utenti sono i mille cloni di Flappy Bird che hanno invaso sia l’App Store di Apple che il Google Play Store. Dico “avrebbero dovuto stufare”, ma la verità è che non l’hanno ancora fatto. Non c’è segno che la mania sia destinata a scemare nei prossimi giorni. Le classifiche di entrambi i negozi di app sono infatti tutt’ora dominate da queste copie più o meno riuscite, ed è stato sufficiente a far scattare i nervi tanto a Cupertino quanto a Mountain View.

Techcrunch ha riportato vari tweet delusi di sviluppatori che speravano di approfittare della “mangianza”, permettetemi il termine da pescatore, e anche che le classifiche si sono “congelate” nel momento in cui Apple ha bandito qualsiasi titolo che contenesse la parola “flappy”. Non c'è nessun cambiamento perché nessuna nuova app riesce a scalzare le copie carbone del fastidioso giochino.

Apple ha motivato la scelta dicendo che “Induce gli utenti alla confusione”, una delle clausole - volutamente vaghe - che consentono all’azienda di controllare il proprio store senza spiegare concretamente le proprie decisioni.

Google dal canto suo ha iniziato a trattare la parolaccia “flappy” come spam, pura e semplice pubblicità indesiderabile. Anche qui le giustificazioni sul cambio di politica di ammissibilità di una app sono prive di sostanza.

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