Angry Birds usato per spiare i device? Rovio: "Non è colpa nostra"

Edward Snowden ha innescato un polverone che neppure a distanza di mesi si è ancora posato - L'ultima vittima di questa (peraltro giustificata) caccia alle streghe è Rovio, la creatrice di Angry Birds

Sembra che il dossier di Edward Snowden sia destinato ad avere ramificazioni imprevedibili: se pensate che essere spiati da Angry Birds (nel video, il trailer del loro gioco in stile Mario Kart) sia comico, non siete i soli, ve lo garantisco - eppure le conseguenze potrebbero essere gravi.

Tra i documenti dell’ex-contractor dell’NSA, infatti, è spuntato anche il nome di questo piacevole e popolarissimo casual game, citato come un’app da cui è facile estrarre informazioni molto utili come posizione, sesso, età e interessi dell’utente.

C’è poco da ridere, purtroppo, come viene spiegato da Rovio stessa, la software house che ha creato il ricchissimo franchise dei pennuti furibondi e suicidi.

“Rovio […] non condivide dati, non collabora e non è collusa con alcuna agenzia di spionaggio governativa come NSA e GCHQ, qualunque sia la loro provenienza. […] Queste ipotetiche operazioni di sorveglianza potrebbero essere condotte tramite i network di advertising di terze parti usati da milioni di siti web commerciali e app mobile in tutte le industrie. Se i network pubblicitari sono davvero bersagliati, allora è necessario partire dal presupposto che nessun device capace di navigare su Internet che visita siti completi di pubblicità o usa app finanziate con gli ad è immune da una simile sorveglianza. Rovio non consente a nessun network di terze parti di usare o consegnare informazioni personali degli utenti finali estratte dalle app di Rovio”

La pubblicità è un pericolo per la privacy


Il tono è chiaro. Questa pronta risposta di Rovio ci dice almeno tre cose:

  • Nonostante il tono "innocente", Rovio, come ogni altra software house, era già perfettamente al corrente di questo pericolo possibile
  • La privacy degli utenti da ossessione di pochi e oggetto di scandali molto intermittenti è diventato un punto cardinale per uno sviluppatore di software e servizi online
  • I rapporti con gli ad network e il modus operandi degli stessi sarà indubbiamente oggetto di revisione in tutta l’industria

Purtroppo i network pubblicitari sono un pericolo e un problema, oltre che una seccatura. Sulle app mobile, le pubblicità che sono il motore economico di innumerevoli software “gratuiti” sono in grado di leggere i nostri GPS per sorvegliarci, dedurre i nostri interessi e comunicare silenziosamente con le terze parti - oltre a risultare un peso significativo per la batteria di ciascun device.

C’è pochissima trasparenza sulle informazioni catturate dalle pubblicità su smartphone, e sarebbe ormai necessario vederci chiaro.

Via | Techcrunch

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