Intel Jarvis: un assistente vocale che NON userà il cloud, molto più veloce di Siri e Google

Intel intende fare uno sgambetto a Apple e Google, presentando un sistema di riconoscimento vocale che non ha bisogno di cloud e processori raggiungibili solo online.

Intel vuole fare il "disruptor" del mercato degli assistenti vocali, promettendoci che Jarvis, il suo prototipo di questa tecnologia, sarà in grado di agire localmente, molto più veloce dei competitor.

Tutti quelli che hanno avuto la possibilità di provare Siri oppure la Ricerca Vocale di Google (come la signora del video in cima all’articolo), avranno avuto la netta impressione che questi assistenti vocali ci mettano parecchio tempo a “pensare” alla risposta da darci.

In realtà il computer all’interno del nostro smartphone o tablet non sta valutando nulla: sta aspettando che un calcolatore molto più potente dall'altro lato rispetto al server interpreti le nostre parole, per poi servirci la risposta appropriata. È chiaro a questo punto che l’assistente vocale è ostaggio della qualità della nostra connessione, e di un processore posizionato a centinaia o migliaia di chilometri, sul cloud.

Anche Google lavora al riconoscimento vocale offline, ma siccome sono anni che è “congelato” in fase beta, deve avere dei problemi in merito.

Come funzionerà Intel Jarvis

Oltre a chiamarsi come l’intelligenza artificiale di Tony Stark, Jarvis condivide con il mondo della fantascienza una tecnologia che oggi come oggi non è ancora disponibile ai più - ma che in questo cosa, come abbiamo visto al CES, è davvero vicina al mercato consumer.

Intel è riuscita a creare dei sistemi estremamente compatti, capaci di essere completamente incapsulati in una cuffia auricolare. “Jarvis”, infatti, è il nome di tutto il prototipo, un prodotto fisico completo del suo software, che non ha bisogno del cloud per capire cosa stiamo dicendo e che trasmette al nostro smartphone tutti i dati già elaborati. Non solo funziona quando il nostro cellulare è offline, ma ci risponde e agisce indipendentemente dallo stesso, connettendosi con il Bluetooth solo quando necessario a raccogliere dati dall’esterno (ad esempio per eseguire la nostra ricerca su Google).

La differenza è fondamentale. La Ricerca Vocale di Google senza campo non ci può prenotare un ristorante nella città vicina, e neppure Jarvis. Però nella stessa situazione Jarvis potrebbe cercare la strada per tornare alla civiltà dai dati di Google Maps che noi conserviamo offline, mentre la Ricerca Vocale no, per quanto l’app sia sullo stesso smartphone.

Sarà davvero possibile dialogare con il nostro smartphone in maniera semi-intelligente? Le applicazioni sono tante, specie quando abbiamo le mani occupate a guidare o cucinare. Secondariamente, un prodotto del genere significa che non stiamo parlando con Apple o Google o un'altra corporation: i dati restano tra noi e Jarvis con una ricaduta positiva per quanto riguarda la privacy.

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