Snowden accusa gli USA di spionaggio industriale e dichiara: "Mi vogliono morto"

Sono gravi le accuse di Edward Snowden contro la NSA

Continua senza fermarsi, Edward Snowden, e lo fa lasciando il segno ogni volta. Nel corso di un'intervista rilasciata per i tedeschi di Ard, il protagonista del Datagate ha lanciato una nuova accusa al governo degli Stati Uniti d'America, sottolineando che pure Siemens è stato vittima di spionaggio industriale e dicendo chiaramente che non tutte le informazioni raccolte dalla NSA servono per la sicurezza nazionale.

E se pensate che si tratti del primo caso, vi sbagliate di grosso, purtroppo: già in passato, alcuni accusarono la NSA di aver preso informazioni sulla brasiliana Petrobass, nonostante le smentite del direttore James Clapper; e non è finita qui: pure l'Australian Intelligence Agency - partner della NSA - è stata accusata di aver spiato alcune imprese nipponiche, e sempre non ai fini della sicurezza. Insomma, questa è soltanto un pezzo del puzzle che vede gli Stati Uniti coinvolti in comportamenti tutt'altro che apprezzabili.

Riprendiamo quanto scritto dall'ANSA sulla vicenda, che comunque sarà meglio approfondita dopo che l'intervista della tv tedesca Ard andrà in onda:

"Snowden avrebbe detto che se la tedesca Siemens fosse in possesso di informazioni che porterebbero vantaggi agli Usa senza avere nulla a che fare con la sicurezza nazionale, la Nsa le userebbe. Ard non fornisce ulteriori indicazioni sull'intervista".

Stando a quanto riportato da altre fonti - che qui vi riportiamo via Repubblica -, Snowden sarebbe terribilmente preoccupato, perché - a sua detta - alcuni funzionari governativi lo vorrebbero morto:

"Ci sono funzionari che hanno detto che vorrebbero spararmi una pallottola in testa o avvelenarmi all'uscita del supermercato per poi vedermi morire sotto la doccia".

Per fortuna - a meno che tutto non dovesse venire smentito -, sappiamo bene da che parte sta la verità, e di certo non è dalla parte degli USA.

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