Dian Fossey, 82° compleanno celebrato da un Google Doodle

Google celebra l'82° compleanno di Dian Fossey, la studiosa morta tragicamente in Rwanda, dove era diventata famosa per la sua attività di studiosa e per la lotta contro il bracconaggio dei gorilla.

Google vuole ricordare oggi l’82° anniversario della nascita di Dian Fossey, la zoologa americana che ha dedicato 18 anni di vita allo studio dei gruppi di gorilla di montagna a Karisoke, in Rwanda e alla loro protezione contro il bracconaggio.

Fu inviata dal famoso antropologo Louis Leakey - incoraggiata, sarebbe il caso di dire, a seguire questa strada assieme ai suoi colleghi Jane Goodall e Biruté Galdikas, che si occuparono rispettivamente dei due altri grandi primati, scimpanzé e orangutan.

Durante la propria vita, la studiosa era conosciuta come una dei più grandi primatologi del pianeta, riuscendo per prima ad avvicinare queste schive creature mimandone i comportamenti e agendo in modo tranquillo e sottomesso. Giunta nell’area di Karisoke, la Fossey si trovò in un ambiente in cui i gorilla non avevano mai avuto un solo incontro positivo con gli esseri umani, e decine di assitenti la abbandonarono per le condizioni di vita proibitive nel freddo, buio, umido orrore della giungla di montagna.

Eppure fu qui che la Fossey fu in grado di redigere alcune delle più importanti osservazioni su questi primati a noi così vicini - e fu qui che ingaggiò la battaglia per la loro protezione, una guerra senza esclusione di colpi che vide cadere lei stessa, sempre in prima linea fino alla fine.

Una fine tragica


Molti di noi si ricordano certamente Sigourney Weaver nella sua interpretazione della Fossey in Gorilla nella Nebbia, un film che prese ispirazione dal libro scritto dalla grande studiosa e soprattutto dalla sua vita, tragicamente terminata con un omicidio a tutt’oggi irrisolto.

Secondo quello che dicono le ricerche in merito, sia i mandanti che gli effettivi esecutori del delitto non erano poveri bracconieri, che peraltro avrebbero potuto uccidere la studiosa nella foresta, senza grossi rischi, ma bensì gente imbrogliata con il ministero del turismo rwandese, che non vedeva di buon occhio le attività della Fossey e che desiderava sfruttare i gorilla per attrarre il pubblico straniero. La donna diede del filo da torcere ai suoi killer, e la sua capanna mostrava grossi segni di colluttazione. Probabilmente la Fossey perse la sua ultima battaglia solo perchè nel buio afferrò le munizioni sbagliate per la propria arma.

Luci e ombre


Come tutte le personalità molto forti, la Fossey non era priva di detrattori, anche fra i colleghi.

I suoi metodi per proteggere i gorilla erano diventati molto diretti negli ultimi anni della sua vita, una passione bruciante che la induceva a mettere da parte gli studi. La Fossey, con l’aiuto di alcuni membri particolarmente convinti del suo staff, distruggeva le trappole, minacciava i bracconieri, rubava il loro bestiame, bruciava i loro accampamenti e persino le loro case. Pare avesse persino preso a imprigionare e torturare i cacciatori di frodo, e c’è chi dice avesse rapito una delle loro bambine.

Coerente fino in fondo, resta una figura molto potente per chi ama la natura e per chi capisce il valore intrinseco nella protezione dei nostri cugini primati.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: