DuckDuckGo cresce ancora, privacy e neutralità del search engine la chiave del successo

DuckDuckGo cresce moltissimo, anche grazie al caso Prism. Il 2014 sarà l'anno del vero successo?

Non è la prima volta che parliamo di DuckDuckGo, search engine anonimo che non sfrutta i vostri dati per fornirvi risultati “su misura”. Il piccolo motore di ricerca, infatti, è diventato piuttosto popolare dopo l’apocalisse mediatica scatenata da Snowden, una pubblicità che si pensava avrebbe portato a un successo effimero.

Ebbene, a mesi di distanza possiamo dire che non si tratta di qualcosa di temporaneo. DuckDuckGo è qui, e qui resta! A partire da novembre 2013, oltre 4 milioni di utenti usavano il sito ogni giorno, e con l’anno nuovo siamo arrivati a 4 milioni e mezzo di utenti unici, con 1 miliardo di ricerche durante l’anno scorso.

Non possiamo ancora prevedere una crescita geometrica in atto, certo, ma il blog annuncia che ci saranno nuove feature e un crescente sviluppo durante tutto il 2014.

Come funziona, la ricetta del successo


Abbiamo già lamentato che la “personalizzazione” delle ricerche è una lama a doppio taglio. Teoricamente è utile avere delle risposte pensate apposta per noi, d’altra parte ci sono due effetti negativi:

  • Per ottenere queste informazioni su di noi, search engine come Google colonizzano a tappeto la nostra vita online e seguono ogni nostro passo, vendendo poi questi dati a chi ci propina pubblicità
  • La personalizzazione dei risultati ci isola in una bolla, una vera apartheid che ci incasella nella nostra età, sesso, censo e etnia

DuckDuckGo si presenta come un anti-Google. I suoi risultati non derivano in alcun modo dai nostri dati, che non sono né cercati, né conservati. Se io cerco qualcosa su DuckDuckGo, la pagina che verrà persentata a me sarà la stessa presentata a voi.

DuckDuckGo oscura tramite crittografia tutte le nostre ricerche, cosa che Google fa da poco - e di certo non per se stessa. Ultima caratteristica positiva di DuckDuckGo? È basato in Olanda, lontano dal Patriot Act. Non può essere forzato da nessun americano a consegnare dati.

Chiaramente, il piccolo search engine ha ancora molta strada da fare - e la concorrenza è forte come l’Inferno stesso completo di tutti i suoi diavoli. E noi siamo i dannati…

Via | The Guardian | DuckDuckGo Newsletter

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