L'FBI potrebbe liquidare i 130.000 bitcoin sequestrati a Silk Road. Cosa succederà?

Dopo alcuni maxi-sequestri l'FBI potrebbe essere in grado di destabilizzare l'economia "libera" dei bitcoin - basta vendere in grande quantità.

L’FBI ha sequestrato a Silk Road qualcosa come 174.000 bitcoin, pertanto si qualifica come uno dei maggiori proprietari di bitcoin al mondo. Il Federal Bureau, infatti, possiede il wallet più grande del mondo e anche il 37° in ordine di grandezza, e se mai dovesse riuscire a mettere le mani su qualcuno degli altri wallet che Ross Ulbricht ha nascosto in giro, la quantità potrebbe aumentare ancora sensibilmente.

Un volta che il processo a Ulbricht sarà finito e il gestore di Silk Road avrà appreso quale sarà la sua pena, quei bitcoin inizieranno a fare un bel buco nelle tasche dell’FBI, che come tutti gli enti statali è decisamente affamato di fondi. I bitcoin sono una novità anche per loro, ma l’intento qui è di “liquidarli”, ovverosia di venderli presso un cambiavalute, e in massa.

Contraccolpi


Per tutta una serie di ragioni il volume del trading è al momento molto basso, ma anche se ci fosse un momento di furia negli scambi di bitcoin, se l’FBI mettesse di colpo in vendita questa massa gigantesca di valuta, allora ci sarebbero dei grossi contraccolpi, e una netta perdita di valore. I bitcoin dei federali sono circa l’1,5% di tutti quelli esistenti. Solo il creatore del Bitcoin Satoshi Nakamoto ne possiede di più: secondo le voci i suoi sono più di un milione.

Sebbene non sia possibile attribuire un’identità alla persona che sta facendo del trading, non c’è una privacy per quello che riguarda i passaggi di mano di questa valuta: il blockchain (che è il libro della contabilità globale dei bitcoin) la registrerebbe anche senza passare per uno stock exchange come Mt. Gox.

Al momento è difficile prevedere cosa succederà e quando, ma una cosa è sicura: l’FBI non sembra molto interessato a tenersi stretti i propri wallet.

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