
La scorsa settimana vi avevamo chiesto nel nostro sondaggio del lunedì quale fosse il vostro sistema operativo preferito, quello cioè che vi ritrovate a usare a casa, o anche in giro, ma che comunque usate più spesso e apprezzate maggiormente. Senza stupirci, quello con la maggior parte delle preferenze è stato Windows: 57% dei voti, divisi tra Windows 7 (il più gettonato in assoluto, col 42%), Windows XP (10%) e Windows Vista (5%).
A seguire troviamo Mac OS X col suo 23%, “tallonato” da Linux che riesce a ottenere un ottimo 20%, ovviamente in qualche modo atteso visti i temi trattati su Downloadblog e la figura del lettore medio. Solo scampoli che con l’arrotondamento del sondaggio vengono trasformati in uno 0% per le due opzioni “altri UNIX” e “altro”.
Rispetto ai risultati di StatCounter di cui parlavamo una settimana fa, la differenza sostanziale sembra essere a questo punto proprio quella relativa a Linux, che conferma così l’apprezzamento di chi si ritiene un po’ smanettone: a farne le spese sono Windows XP e Vista.
La tecnologia, ad oggi, promette la riproduzione di contenuti audiovisivi in tempo reale: benché si disponga di hardware all’avanguardia, però, non è detto che ciò sia possibile a un livello di qualità soddisfacente. Spesso può trattarsi di un problema legato al software e LatencyMon 2.03 aiuta a diagnosticare gli errori su Windows.
Com’è intuibile dal nome, LatencyMon effettua dei test sulla latenza dell’audio di sistema: è compatibile soltanto con Windows Vista, Server 2008 e 7 a 32-bit e 64-bit. Le verifiche avvengono attraverso Interrupt Service Routine (ISR) e Deferred Procedure Call (DPC) ovvero meccanismi di Windows per gestire la priorità dei processi.
Terminata la scansione, LatencyMon redige un riassunto dei risultati sottolineando le cause principali dell’eccessiva latenza nella riproduzione audio, cosicché sia possibile porvi rimedio. Nello specifico, suggerisce il download e la configurazione di driver appropriati e DirectX. Per lo streaming, un problema è il router via USB.
Via | Betanews

Picasa è una delle applicazioni per il desktop più apprezzate nell’ambito della gestione delle fotografie: oltre alla possibilità d’inviare i propri scatti ai web album ospitati da Google è dotata di semplici funzioni per il foto-ritocco — accessibili anche ai non professionisti.
Il rilascio di Picasa 3.6 (disponibile per Windows e Linux) col supporto agli album collaborativi risale alla prima decade del dicembre scorso, ma soltanto negli ultimi giorni è stata annunciata la disponibilità di 38 localizzazioni per altrettante lingue: Picasa Web Albums è stato recentemente integrato pure con Google Buzz.
L’italiano era già previsto da tempo – diversamente da quanto accade abitualmente – perciò le novità linguistiche non ci “toccano” più di tanto: a livello di social media è sicuramente più interessante il cross-posting delle foto su Panoramio, la piattaforma acquistata tempo fa da Google per il geotagging delle immagini.

A chi proprio non ama aspettare segnaliamo che su questa pagina è apparsa una versione beta non ufficiale e in inglese di Office Starter 2010. Come già sappiamo, si tratta di una edizione ridotta di Microsoft Office che offre versioni essenziali di Word ed Excel e che sarà preinstallata nei nuovi pc a partire da metà dell’anno prossimo.
In entrambi i programmi della mini-suite, destinata a mandare in pensione il vecchio Works, nell’angolo superiore destro dell’interfaccia appare il pulsante “purchase”, che invita elegantemente a passare alle versioni superiori di Office; invece in basso a destra c’è il preannunciato spazio per i banner pubblicitari, che non sembra in verità disturbare troppo il normale utilizzo dei software.
Da ricordare che la beta di Office Starter 2010 è installabile solo dagli utenti che possiedono Windows Vista SP1 o Windows 7.
Via | RisorseGeek
Il servizio di ricerca di mercato NPD ha pubblicato i primi dati di vendita di Windows 7 sul suolo americano, confermando la bontà del nuovo sistema operativo Microsoft anche nelle sue vendite comparate a quelle di Windows Vista.
Il numero di copie vendute di Windows 7 negli USA nei suoi primi giorni di vita sul mercato sarebbe, rispetto a quelle del suo predecessore nello stesso periodo, superiore del 234%, il tutto con ancora il periodo natalizio davanti che in America inizia anche con il Giorno del Ringraziamento, il quale weekend solitamente è sinonimo di acquisti sfrenati nel cosiddetto Black Friday.
Via | Neowin.net
Anche se Linus Tordvalds sembra dire si a Windows 7, il Bundesamt für Sicherheit in der Informationstechnik (BSI) – ovvero, il dipartimento governativo tedesco per la sicurezza informatica – ha diramato una nota in cui avverte che Microsoft ha rilasciato Windows 7 tralasciando il fix di una falla di sicurezza nota da tempo — per evitare di ritardarne il lancio.
Non si tratterebbe del problema già risolto all’inizio di ottobre con la patch MS09-050, ma di un nuovo bug che affligge sempre il protocollo SMB2 (presente anche in Windows Vista e Windows Server 2008). Perciò è ancora necessario il workaround che prevede la chiusura delle porte di Service Message Block attraverso un firewall.
La vulnerabilità lascia il sistema scoperto a eventuali attacchi di tipo Denial of Service (DoS), consentendo l’esecuzione di script comandi da remoto: la preoccupazione maggiore del governo tedesco è che Microsoft – l’unica che potrebbe risolvere il problema, presente in tutte le versioni a 32-bit e 64-bit – considera ancora a un basso livello di priorità la sua risoluzione.
Via | FSFE

WinSAT è l’utility interna di Windows Vista e Windows 7 che si occupa di fare un benchmark al PC per determinare l’indice prestazionale. Può capitare che nelle macchine overclockate WinSAT non riesca a stabilire correttamente le prestazioni e venga eseguito settimanalmente per ripetere quei test che non riuscirà mai a completare in modo corretto.
Ciò causa notevoli disagi agli utenti: durante la sua esecuzione WinSAT occupa infatti moltissime risorse e rende il sistema lentissimo. E tutto questo, essenzialmente, per non fare assolutamente nulla di utile. La bella notizia è che si può disabilitare in modo molto facile:
E il gioco è fatto.
Amazon UK ha annunciato oggi che i preordini di Windows 7, disponibili da qualche tempo sul loro store, hanno superato qualsiasi aspettativa.
Secondo i dati solamente nelle prime 8 ore le prenotazioni di Windows 7 avrebbero superato l’ammontare totale delle prevendite di Windows Vista nell’intero periodo di disponibilità, al tempo della sua uscita a fine Gennaio 2007.
Amazon UK aggiunge inoltre che le prevendite di 7 hanno superato di gran lunga anche quelle dell’ultimo capitolo di Harry Potter, fino ad ora in testa alla classifica delle prevendite. A quanto pare solamente Dan Brown riesce a tener testa alle vendite dell’ultimo sistema operativo Microsoft, risultato incredibile se pensate che si tratta di un prodotto software contro.. un libro. E con una notevole differenza di prezzo.
Via | TG Daily

Il client di messaggistica predefinito in Microsoft è Windows Messenger. Microsoft ha più volte cambiato il nome di questa applicazione nel corso degli anni. Sotto Windows Vista il nome è infatti mutato in Windows Live Messenger.
Tuttavia entrambi i programmi sono presenti sul sistema operativo. Come fare per disinstallare Messenger? Un’applicazione apposita può aiutarvi in questa situazione. Windows Live Messenger Uninstaller è stato progettato per rimuovere completamente Windows Live Messenger dal sistema operativo.
Il programma può essere utilizzato sia per disinstallare la versione originale del client, sia l’altra versione del famoso software di instant messanging. WLMUninstaller è molto semplice da usare, perchè basta cliccare su un unico pulsante per disinstallare Windows Live Messegner dal proprio PC. WLMUninstaller è un piccolo programma portatile, e potete scaricarlo cliccando su questo link.
Via | Ghacks.net

Windows 7 è in fase di rilascio, ed in 22 ottobre è sempre più vicino. Per installare il proprio sistema operativo saranno disponibili due modalità: l’installazione pulita da CD (e quindi dover reinstallare tutti i programmi e copiare tutti i propri dati su disco), oppure aggiornare il sistema mantenendo programmi e file intatti.
Ad una prima analisi questa seconda modalità dovrebbe essere più veloce e semplice. Ma in molti casi non è così. Alcuni test hanno dimostrato che questa operazione potrebbe richiedere addirittura 20 ore per aggiornare un sistema da Windows Vista SP1 a Windows 7. Bisogna anche dire che alcuni di questi risultati hanno dato come valore 27 minuti in tutto.
Ovviamente le prestazioni dipendono dal numero di dati ed applicazioni presenti sul computer. I risultati migliori sono stati ottenuti con 20 programmi installati e circa 70 Gb di dati memorizzati. Mentre con 650 Gb di dati e 40 programmi installati, potrebbe volerci molto di più.
Via | Downloadsquad.com
Una nuova vulnerabilità di Windows è stata scoperta e riguarda il protocollo SMB2. Una falla di sicurezza permetterebbe ad un malintenzionato di riavviare automaticamente i sistemi.
La vulnerabilità riguarda sia Windows Vista che Windows 7. Alcuni exploit sono stati già creati da alcuni esperti di sicurezza per cercare di testare la vulnerabilità. Tuttavia, durante le prove, non ci sono state prove evidenti che la falla possa colpire Windows 7.
Secondo una relazione di Laurent Gaffie, sarebbe Windows 2008 il sistema più a rischio, mentre Windows 2000 e Xp sono al sicuro, dal momento che non supportano SMB2. Microsoft non ha rilasciato un aggiornamento ufficiale, ed attualmente l’unico sistema per proteggersi è quello di chiudere le porte SMB dalle impostazioni del firewall.
Via | H-online.com

Quale è la minaccia più grande per gli attuali sistemi operativi, ovvero Windows Vista, Mac OS X, Linux e il prossimo Windows 7? E’ Windows Xp, che nonostante la veneranda età, conserva ancora la base più ampia di utenti in tutto il mondo. Almeno per poco ancora.
Infatti nuove statistiche sembrano mostrare un calo di Windows Xp dell’1.1% ad agosto, con un aumento di Windows Vista (0.9%) e Windows 7 (o.3%). Windows Xp, però, mantiene sempre il primato tra i sistemi operativi con il 71.8% del totale, davanti a Windows Vista con il 18.8%.
La posizione dominante di Windows Xp rappresenta un problema serio per Microsoft, che sta spingendo molto affinchè le imprese che stanno ancora utilizzando Windows Xp passino a Vista o a Windows 7 dopo ottobre. Inoltre chi rimane a Xp decide anche di non acquistare un nuovo PC, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare. Certo è che Windows 7 avrà delle difficoltà ad imporsi sul mercato, come è successo al suo predecessore Vista.
Via | Pcworld.com