Music Beta è il servizio di Google dedicato alla gestione dei contenuti musicali sul desktop e sui dispositivi mobili. È stato annunciato ieri, attorno alle 18:30 italiane, nel corso del keynote dedicato ad Android all’I/O 2011 di San Francisco. La piattaforma è disponibile in questa primissima fase in esclusiva per gli Stati Uniti.
A quanto pare, l’utilizzo di Google Music sarà soggetto alla sottoscrizione di un abbonamento: nella presentazione si è parlato di «gratuità finché il servizio rimarrà in beta». Non si parla ancora della vendita degli MP3: la musica da ascoltare su Android, OS X e Windows è quella acquistata da iTunes, Windows Media Player o altri.
Non esistono applicazioni di Music Beta per iOS e Linux: Google ha realizzato soltanto un software per Windows e un’applicazione per Android (richiede Gingerbread od Honeycomb). Le aspettative erano molto diverse e chi attendeva un negozio alternativo ad iTunes è destinato a restare deluso. È probabile che questo arrivi più avanti.
Via | Google I/O 2011

Se Bing non va poi così bene, neanche Windows se la passa benissimo, o almeno questo è ciò che traspare dai dati riportati da Asymco. Se una buona parte di successo di Apple viene attribuito al “franchise” iOS, OS X ha più che quadruplicato la propria presenza sul mercato in cinque anni, senza dover utilizzare drastiche fluttuazioni di prezzo per riuscirci. Ciò non vale certo per l’industria dei PC che ha visto sia un declino nel volume di produzione che nelle vendite, mentre i prezzi continuano a scendere rosicchiando via il margine di profitto.
Nonostante il successo ottenuto, come percentuale del valore totale creato, i Mac generano appena il 13% dei profitti Apple. Includendo il software come parte del franchise OS X, scopriamo che OS X genera il 20% dei profitti Apple. iOS, invece, genera più del 75%. Le due piattaforme combinate costituiscono il 96% dei profitti Apple (con un 50% in più degli anni scorsi).
Tutto ciò si traduce in 9.8 miliardi di dollari provenienti da terminali che si basano sulle due piattaforme; un profitto davvero alto da ottenere soprattutto grazie ai sistemi operativi. Come si pone invece Windows, piattaforma Microsoft? Windows e Windows Live Division vantano vendite per $4.445 miliardi nell’ultimo trimestre con un profitto di $2.764 miliardi.
Continua a leggere: Windows genera meno di un terzo dei profitti di iOS + OS X
È la provocazione di David Morgenstern, giornalista di ZDNet: Apple è la più grande e importante azienda a produrre software per Windows, perciò non è responsabile della “morte” della serie Zune. Sono gli stessi utenti di Windows a esserlo. Può sembrare una tesi contraddittoria, tuttavia non lo è affatto: cerchiamo di capire perché.
Osservando i dati di vendita si evince che iPad, iPhone e iPod acquistati sono più del doppio rispetto ai Mac: la maggioranza degli acquirenti, quindi, dev’essere un utente di Windows. Evidentemente, tali dispositivi sono sincronizzati con Windows attraverso le versioni dedicate di iTunes. Linux, ecc. non sono supportati da iTunes.
Non è la crescita di OS X, il sistema operativo dei Mac, a danneggiare Microsoft e lo Zune: sono gli utenti di Windows che hanno scelto i prodotti di Apple. Se si aggiungono i download di Safari e Chrome (basato su WebKit, mantenuto da Apple), quella di Cupertino è davvero l’azienda più importante a sviluppare software per Windows.
Via | ZDNet
Le statistiche che chiudono il 2010 non sono confortanti per quanto riguarda l’utilizzo dei browser. Nonostante l’impegno profuso da Microsoft per eliminare IE6 e integrare gli standard del W3C, Internet Explorer è ancora il programma più diffuso per la navigazione web. E, ritirato dal mercato perché considerato obsoleto, IE6 mantiene un numero di utenti superiore a quello di tutte le versioni di Chrome.
Stando ai dati sulla diffusione dei browser, Internet Explorer supera il 58% degli utenti del web: Firefox, il diretto inseguitore, non arriva alla metà dei download con il 22% circa del mercato globale. Purtroppo, le percentuali di IE non includono l’ultima versione sperimentale del browser — l’unica già pronta alla sfida di HTML5. Google si attesta alle spalle di Mozilla, attorno al 9% appena sul totale degli utenti.
È curioso notare come Safari, il browser di Apple, abbia soltanto il 5% delle preferenze: il successo di iPhone e iPad non basta a garantire un utilizzo più consistente. In genere questo tipo di statistiche può interessare solo agli azionisti del settore, ma l’immaturità di browser come Internet Explorer 6 crea problemi consistenti a chi è chiamato a realizzare dei servizi web. Una situazione che non è affatto favorevole.
Via | The Huffington Post
Camfrog è un’applicazione per Windows e OS X che permette di creare gratis delle chatroom con supporto audio e video. Esiste anche un database di scatti fotografici degli utenti registrati e opzionalmente si può passare alla versione a pagamento per circa $50. Fino a qui nulla di eccezionale: il programma di Camshare Inc. si propone pure come un sostituto di Skype per le chiamate internazionali. Il problema è un altro.
Sembra, infatti, che in Thailandia gli adolescenti abbiano trovato in Camfrog un veicolo appetibile per ogni sorta d’illegalità. Già nel marzo di quest’anno era stato denunciato il fatto che fosse utilizzato per lo spaccio di droga: è lecito domandarsi se la webcam servisse per mostrare la qualità della merce o, cos’altro. Il governo ha bloccato Camfrog soltanto dopo che una ragazza ventiquattrenne si è suicidata in live streaming.
L’episodio in sé purtroppo non è una novità assoluta: altri casi sono stati registrati negli ultimi anni. È opportuno riflettere su un quesito e cioè se si renda davvero necessario bloccare un servizio, incolpevole nella circostanza, perché qualcuno ne fa un uso scorretto. Quanto è avvenuto ha un livello di gravità al di sopra della media, tuttavia se dovessimo applicare sempre lo stesso meccanismo chiuderemmo internet.
Via | The Next Web

Nell’ultimo pacchetto di aggiornamenti rilasciato da Microsoft attraverso Windows Update, era presente anche un’estensione per le barre strumenti del browser. La cosa strana, però, è che questo add-on non si è installato solo su Internet Explorer, ma anche su Mozilla Firefox. Il tutto, e qui nasce il problema, senza che nella schermata di update fosse presente alcuna notifica in merito alla doppia installazione, e quindi senza alcuna richiesta di consenso.
L’add-on per Firefox era nascosto perché, come evidente nello screenshot, parte del Microsoft Search Enhancement Pack, classificato come download importante. Niente nella schermata sta ad indicare che l’aggiornamento sia per entrambi i browser, ma una volta eseguito l’aggiornamento, all’apertura di Firefox gli utenti si sono trovati la classica finestra dei componenti aggiuntivi recenti, con la fantomatica Search Helper Extension.
Su alcuni forum dedicati al browser di Mozilla sono subito iniziate le discussioni su quale sia la reale natura di questa estensione. E pare che ancora non si sia giunti ad una conclusione. Nella pagina del supporto Microsoft dedicata, questo aggiornamento (KB982217) viene descritto come essenziale per Windows Live Toolbar, MSN Toolbar e Bing Bar, in quanto consentirebbe di correggere un problema nella funzionalità categoria homepage di queste barre degli strumenti. Ma quale sarebbe questo problema?
Continua a leggere: Microsoft: estensione per Firefox installata senza il consenso dell'utente
Se cercate un prodotto in grado di pulire efficacemente Windows ed il registro di sistema, Comodo System Cleaner potrebbe fare al caso vostro.
Il software mette insieme vari moduli di pulizia: il disk cleaner ci libera da tutti i files temporanei (compresi quelli che si producono con i vari “windows updates”), mentre il registry cleaner - com’è facile da immaginare - elimina le voci obsolete del registro di sistema. E poi c’è il privacy cleaner, che rimuove tutte le tracce di navigazione da noi lasciate nell’utilizzo del browser, ma che estende la sua attività anche ai dati privati di Office, Windows Media Player, Google Toolbar, Skype, ecc.
Per ogni sessione di pulizia si può scegliere ciò che si vuole eliminare e viceversa quello che si vuole lasciare al proprio posto; inoltre Comodo System Cleaner ha anche un meccanismo per effetto del quale la cancellazione definitiva degli elementi selezionati può avvenire dopo aver verificato - successivamente alla pulitura - che il sistema si sia mantenuto stabile (cosa che nel mio caso è effettivamente avvenuta).
Potete effettuare il download del programma da questa pagina. È freeware e funziona anche con Windows 7.
Drivermax, aggiornato di fresco alla versione 5.4, è un software che ci aiuta nelle fasi di backup e ripristino dei drivers di Windows.
All’atto dell’installazione, il programma in qualche secondo indicizza tutti i drivers presenti nel sistema operativo ed è poi in grado di effettuarne un backup su nostra richiesta (in una cartella o meglio ancora in un archivio). La cosa si rivela assai utile quando eseguiamo una formattazione del computer: grazie a Drivermax saremo poi in grado di reinstallare i drivers salvati in precedenza, attuando la procedura “Restore drivers from backup”.
Drivermax è gratuito, ma necessita di registrazione e dunque nell’utilizzo vi capiterà certamente di imbattervi in una richiesta di creazione account. Funziona con Windows Xp, 2003, Vista e Windows 7.

RegSeeker è un piccolo software che pulisce il registro di sistema di Windows. È piuttosto semplice da utilizzare e non necessita di installazione: basta cliccare sul file eseguibile ed il programma si avvia!
Oltre a ripulire il registro, cosa che fa davvero egregiamente, RegSeeker permette anche di rimuovere varie voci della cronologia di internet, applicazioni installate nel pc e molto altro ancora. Consente altresì di svolgere diverse operazioni di tweaking (tipo l’eliminazione dei documenti recenti) e di effettuare un backup di tutte le voci rimosse, per poter tornare in caso di necessità allo stato “pre-pulizia”.
Potete scaricare RegSeeker 1.55 da qui, ricordando che è gratis solo per uso personale e che - nonostante non venga aggiornato da diverso tempo - funziona anche con Windows 7.

Ed è la stessa Microsoft ad ammetterlo. Più precisamente Simon Aldous, partner group manager dell’azienda di Redmond.
In un’intervista rilasciata a PCR, tra un commento sullo stato del mercato nella piccola e media azienda ed una chiacchierata riguardante Office 2010, è lo stesso Aldous ad ammettere che “uno degli aspetti più apprezzati dagli utenti Apple è il sistema operativo OS X, semplice da usare e visivamente appagante”. Alla luce di ciò Microsoft si è quindi impegnata a sviluppare l’interfaccia grafica di Windows 7 prendendo spunto proprio dall’OS targato Apple, creando un prodotto -sempre a detta di Aldous- altrettanto attraente ma più stabile e funzionale.
Aldous continua commentando la struttura portante di Windows 7, derivata ovviamente dal predecessore Vista, ma alleggerita e migliorata a tal punto da poterlo definire un “Windows Vista sotto steroidi“.
Ricapitolando, abbiamo il “look and feel” di OS X unito alla “way of thinking” di Windows 7. Cosa si può volere di più?
UPDATE
Come segnalato da alcuni lettori Microsoft ha seccamente smentito la faccenda, sostenendo che Aldous non avrebbe mai preso parte alla fase di design dell’interfaccia grafica di Windows 7 e che quindi non ha alcuna voce in capitolo. C’è comunque da dire che Aldous è -o era- una persona di una certa importanza in Microsoft, e certe dichiarazioni andrebbero quantomeno “autorizzate” prima di essere rilasciate. E poi, tutto sommato, non è una novità che le GUI di Windows e di OS X si assomiglino, una smentita del genere non fa altro che attirare ulteriore attenzione e causare… imbarazzi.

É da poco disponibile per il download la versione 3.3.0 Final di FileZilla.
FileZilla è un ottimo client FTP gratuito e multipiattforma: è disponibile infatti per Windows, Linux e Mac.
Il programma è caratterizzato dall’interfaccia semplice e chiara, dalla quale è sempre visibile l’albero delle cartelle locali ed il contenuto del server FTP al quale siamo collegati, oltre alla finestra di preview dei comandi del protocollo FTP. FileZilla supporta ovviamente connessioni cifrate via SSL, accesso al server FTP in passive mode, protocollo di trasferimento dati IPv6, limiti di velocità in download ed upload configurabili, bookmarks e tanto altro.
Per un elenco completo delle caratteristiche potete far riferimento alla documentazione direttamente dal Wiki; il solito changelog vi aiuterà a tener traccia dei cambiamenti apportati in questa nuova release, mentre per il download è disponibile la relativa pagina. Per chi fosse interessato è disponibile anche la controparte server, sempre opensource e sempre targata Filezilla
VistaSwitcher, da poco giunto alla versione 1.0.6, è un task manager che sostituisce la finestra di dialogo che compare alla pressione dei canonici tasti ALT+TAB, dando la possibilità di scrollare i singoli task attivi o interagire direttamente con essi dal menu stesso, chiudendoli o minimizzando/massimizzando la finestra relativa.
Tra le caratteristiche principali troviamo l’interfaccia grafica piacevole e personalizzabile, la capacità di gestire monitor multipli attivando la GUI del programma nel monitor attivo e la possibilità di escludere alcune applicazioni dalla lista dei task visibili.
Come dice l’EULA VistaSwitcher è freeware ed, a dispetto del nome, oltre che su Windows Vista funziona alla grande anche su Windows XP e Windows 7. É disponibile inoltre in due diverse release per sistemi a 32 o 64 bit. Changelog e download sono disponibili a partire dalla homepage, dove troverete anche l’elenco completo delle caratteristiche del programma in questione.