
Sonni molto disturbati per quasi 20.000 titolari di carte di credito Visa, Mastercard e American Express inglesi. I numeri delle loro carte, unitamente alle loro identità e ai loro indirizzi, erano stati pubblicati su un sito web da alcuni truffatori. Il sito era stato chiuso a febbraio dalle autorità ma, essendo stato anche indicizzato da Google, ne restava copia online. Da Google si sono accorti troppo tardi della truffa e lo hanno comunicato alle forze dell’ordine del Regno, facendo sì che la maggior parte delle carte fossero bloccate direttamente dagli intestatari dei conti collegati, e le altre tenute sotto stretta osservazione da parte delle banche emittenti. Alcuni parlamentari britannici hanno espresso le loro lamentele per questa decisione: avrebbero preferito che i titolari fosse comunque avvertiti dell’accaduto.
E’ cosa nota che i ladri di indentità bancaria siano avvezzi a fare mercato di queste informazioni, mercato che naturalmente avviene online, e a prezzi spesso stracciati. E’ più raro che la cosa avvenga su pagine pubbliche, che possono essere indicizzate da Google. A proposito, per inciso, l’articolo del quotidiano Mail da cui abbiamo tratto il post, non vi pare un po’ esageratamente Google friendly, soprattutto considerando che il problema si è verificato, in qualche modo, per “colpa” di Google? Due stralci dimostrativi:
“Il potente [high-powered] motore di ricerca di Google inavvertitamente ha scoperto la lista durante il crawling del web”.
“Il server era stato chiuso a Febbraio […] ma la poderosa [”powerful”, per usare un sinonimo] tecnologia di indicizzazione di Google aveva già trovato la lista e fatto una copia”.
Via | MailOnline

Ha molte idee sul web e sul social networking Sir Jim Rose, funzionario del Governo britannico a capo della task force incaricata di riformare il sistema scolastico elementare (primary school). Rose propone, non senza un certo scandalo anche da parte di alcuni elementi della maggioranza, di concedere grande libertà agli insegnanti sulle materie da privilegiare in classe.
In linea di massima, storia e geografia risulterebbero abbastanza tagliate, almeno nelle loro forme di insegnamento più tradizionali, in favore di aree come la scienza e di tecniche come la ricerca sul web e l’utilizzo di social network, come fonte di notizie in tempo reale. Fondamentale requisito: saper collocare i concetti appresi secondo un criterio cronologico. Dopo il life stream, un “knowledge stream”, insomma. Secondo Rose:
“I bambini lasceranno la scuola elementare ormai familiari col blogging, coi podcasts, con Wikipedia e Twitter intesi come fonti di informazione and forme di comunicazione. Dovranno risultare fluenti nella scrittura a mano come in quella a tastiera, e imparare la grammatica mentre imparano anche a usare un correttore grammaticale”.
Via | Guardian
YawnLog è una applicazione web per tener conto di quanto ci si riposa: basta specificare l’ora in cui si entra a letto e quella in cui ci si alza e YawnLog provvederà a contare ed analizzare il sonno avuto e quello inevitabilmente perso.
Se utilizzato regolarmente può fornire indicazioni sulle nostre abitudini notturne e grazie anche ad alcune domande sulla qualità del riposo può aiutarci a prendere coscienza che andare a letto un pò prima può tradursi in un grande giovamento per la nostra vita diurna e per la nostra produttività.
Volendo si possono condividere i dati con amici e colleghi, per confrontare abitudini e magari finalmente capire perchè qualcuno ha bisogno di 2 caffé per svegliarsi la mattina mentre altri sono rilassati e pronti ad affrontare la giornata. Nonostante sia sempre in versione beta, gli sviluppatori credono molto in questo strano progetto, tanto da pensare già a future funzioni e ad una versione per terminali mobili, magari con localizzazione GPS!
Via | Listio.com

Anche se non esiste una categoria del Guinness dei Primati che premia il “Peggior sito Web del mondo”, potete comunque dare un’occhiata a questo sito, che si autoproclama il più brutto sito Web che esista: badwebs.
Sono presenti tutti i principali errori che un webdesigner possa commettere: dalle cornici di testo, davvero inguardabili, a improbabili sfondi lampeggianti, da errori ortografici a link vuoti e molto di più. Come se non bastasse un insopportabile sottofondo musicale si ripete all’infinito senza possibilità di spegnerlo. In realtà, i creatori del sito sembrano molto più bravi di quanto dimostrino e, anzi, questa pagina è proprio un esempio degli errori da non fare per la creazione di un sito Web.
E voi lettori conoscete dei siti Web davvero brutti che volete segnalarci nei commenti?
Via | Downloadsquad.com
Firebug è l’estensione da cui nessuno sviluppatore web che usi Firefox si separerebbe mai: permette infatti il debug in modo semplice e veloce, il controllo di codice ed elementi evidenziando sulla pagina la porzione di codice che si sta analizzando. Ma adesso anche chi non utilizza Firefox può avvalersi delle funzioni di Firebug con Firebug Light.
Firebug Light gira su ogni browser che supporta JavaScript (linguaggio in cui è scritto), come Internet Explorer, Opera, Safari, Chrome e moltissimi altri. Basta inserire il codice (senza il primo spazio) < script type='text/javascript' src='http://getfirebug.com/releases/lite/1.2/firebug-lite-compressed.js'> nella pagina oppure usare il bookmarlet presenta nella homepage di FBL.
Con Firebug Light si può ispezionare il codice HTML, CSS, JavaScript ed i DOM (Document Object Model); sfortunatamente la funzionalità dell’estensione originale per Firefox è ancora lontana.
Via | MakeUseOf.com
Ieri, 13 marzo, si sono celebrati i compleanni di due indiscutibili protagonisti dell’era digitale: il World Wide Web, che ha festeggiato i primi 20 anni, e Linux, la cui versione 1.0 è stata rilasciata alle 22:38:57 del 13 marzo 1994, 15 anni or sono.
Tim Berners-Lee, padre del web, ha ricordato in una conferenza che il web è nato come un progetto extra assegnatogli dal suo capo e che l’intento iniziale era quello di condividere documenti in rete; solamente durante lo sviluppo di questa necessità si è arrivati all’idea dello scambio di dati anzichè di documenti.
Per Linux invece l’anniversario è quello del rilascio della prima versione stabile del kernel, come documentato nella Linux Kernel Version History. Allora si trattava solo di un kernel, cioè di un livello intermedio tra software e hardware, che permetteva tramite dei servizi, di far girare correttamente i (pochi) programmi di cui era stato effettuato il porting.
Via | Gizmodo.com | TechCrunch.com
Se volete lavorare ed al contempo guardare un nuovo video o controllare il vostro sito preferito, Double Vision è la soluzione ideale.
Double Vision permette di guardare video o navigare per il web in una finestra semitrasparente che può essere sovrapposta a qualsiasi altro software si stia usando. Premendo Ctrl+Esc si attiverà il Boss key, che permette di nascondere completamente il programma e azzerare il suono.
Il software è completamente gratuito (ma gli sviluppatori accettano donazioni) e gira su Microsoft Windows XP e Vista.
Via | HowToGeek.com
MoMB, Museum of Modern Betas, ha pubblicato come ogni anno la classifica dei 25 siti più popolari nell’anno solare 2008 secondo il numero di bookmark su Delicious.com.
Al primo posto, con il doppio dei voti rispetto al secondo, si classifica Wordle, una simpatica wep-app per creare word clouds, cioè nuvole di parole; secondo si piazza il motore di ricerca Cuil, subito sopra ad un’altra applicazione web: FontStruct, che permette di creare font.
Scorrendo l’elenco troviamo tra le altre, MuxTape, UserNameCheck e YearBookYourself rispettivamente in quinta, dodicesima e ventiduesima posizione.
MashupAds è un nuovo tipo di advertising on-line creato dalla società Dapper, che mira a promuovere prodotti inserendo pubblicità contestuali all’interno delle pagine web.
A differenza delle pubblicità tradizionali, che di norma hanno contenuti statici o sono riferite alla tematica generale della pagina (come AdWords), MashupAds rileva in tempo reale i contenuti e modifica di conseguenza l’annuncio “leggendo” la pagina all’interno della quale viene inserita. Ad esempio in una pagina di viaggi, l’annuncio conterrà offerte per le destinazioni mostrate in quel momento, o in una pagina di ricette conterrà le offerte per gli ingredienti presenti nella pagina.
Continua a leggere: MashupAds: pubblicità on-line dinamica e contestuale
Con la diffusione dei dispositivi portatili come l’iPhone è necessario ottimizzare i propri siti per la visione su piccoli schermi. Lo sviluppatore Jon Wheatley ha rilasciato uno strumento molto efficace che permette di convertire un qualsiasi sito web in un sito ottimizzato per iPhone, istantaneamente.
Intersquash permette di fare tutto questo in quattro passi: inserire il feed RSS del sito, il nome, caricare un’icona e inserire il codice fornito tra il tag di intestazione del sito.
Basta quest’operazione per rendere il sito navigabile via iPhone e iPod Touch: chi si connetterà al sito tramite questi dispositivi verrà automaticamente reindirizzato alla versione ottimizzata. Nel video qui sotto è spiegata la procedura da seguire.
Ditelo alla vostra mamma/sorella/fidanzata: usare Internet fa bene al cervello. E’ quanto emerge da una ricerca effettuata da un team della University of California con sede a Los Angeles, secondo il quale navigare sul web stimolerebbe aree della materia grigia coinvolte nei processi di decisione e ragionamenti complessi.
Addirittura a trarre giovamento secondo gli scienziati potrebbero essere anche i cambiamenti fisiologici nella mente che portano al suo rallentamento con l’avanzare dell’età.
Confrontato alla lettura, il risultato ottenuto dai ricercatori ha ottenuto più o meno gli stessi risultati, con la differenza del maggior coinvolgimento degli apparati legati ai processi decisionali sopra citati, ma solo in coloro che si sono dimostrati degli utilizzatori di Internet con una certa esperienza.
Finalmente una bella notizia da far leggere a chi vede il websurfing come una perdita di tempo da rimbecilliti :)
Via | Lifehacker.com
Foto | Flickr
Meebo è una società di cui abbiamo parlato in precedenza che offre un servizio di Instant Messaging via web. Ora annuncia la sua piattaforma CommunityIM che permette di utilizzare la sua tecnologia in modo trasparente anche in alti siti.
Si tratta quindi di una opportunità in più per le altre società che vogliono inserire funzioni di IM nei loro siti ma non vogliono svilupparle da zero, accorciando quindi i tempi e offrendo una integrazione con i maggiori strumenti di IM, mentre per Meebo è una opportunità per diffondere la sua presenza e ottenere un business model profittevole al di là degli introiti pubblicitari. Infatti dispone di una modalità di pubblicazione di inserti pubblicitari chiamata SparkAds che permette di suddividere le entrate tra Meebo e la società che utilizza i suoi servizi.
Continua a leggere: Meebo CommunityIM: una piattaforma di IM condivisa