
Google ha da poco pubblicato il proprio Trasparency Report, all’interno del quale vengono elencate le richieste effettuate dai vari Governi di rimozione dei dati dai servizi dell’azienda di Mountain View, insieme a quelle dell’autorità giudiziaria legate all’ottenimento dei dati personali degli iscritti agli stessi servizi.
In cima alla lista (tra i dati raccolti nella prima metà dell’anno corrente) troviamo con 224 richieste il Brasile, che stacca tutte quante le altre nazioni a causa della diffusione sul suo territorio del social network Orkut, alle quali richieste Google è dunque chiamato a rispondere. Al secondo posto troviamo la Germania con le sue 125 richieste, legate prevalentemente a materiale neonazista, mentre gli Stati Uniti sono in terza posizione a causa delle richieste relative prevalentemente a video pubblicati sulle pratiche delle forze di polizia, per la maggior parte dei quali Google afferma di aver negato la rimozione.
E l’Italia? 36 è il totale delle richieste pervenute a Google nel 2011, che ha provveduto a effettuare “completamente o parzialmente” quanto richiesto nell’86% dei casi: 80 contenuti sono stati quindi rimossi, dei quali la maggior parte per diffamazione (16) e violenza (18) su YouTube, e per diffamazione da Blogger (18). Le richieste di dati personali sono invece state 934, accolte nel 64% dei casi.
Via | Theregister.co.uk
“Come vendere su Youtube, senza mostrare video”: il titolo allettante non è farina del mio sacco, quanto invece del Wall Street Journal. E proprio l’importanza della testata ha fatto scattare in me la molla della curiosità: davvero è possibile?
Un paio di anni fa, tale Shelley Davis decise di fare un po’ di promozione per la sua Kinky-Curly Hair Products. Niente di particolare, un’azione come fanno tanti. La Davis carica i video di come prendersi cura dei propri capelli. Scopre poi che la rete è già “intasata” di altri blog e videoblog sull’argomento. Come fare? La soluzione è a portata di click: Shelley entra nella sezione commenti ed incomincia a dispensare consigli. Risultato centrato, se è vero che è grazie ai suoi commenti e consigli, si è fatta notare dalle utenti.
Le videobloggers hanno loro stesse postato più di 5000 video sull’utilizzo dei prodotti Kinky-Curly, facendo aumentare le vendite del 40%, rendendo la propria azienda profittevole e permettendogli la vendita nei magazzini Target. La Davis ammette l’importanza che ha avuto Youtube per la propria azienda. Anche perchè in questo settore è necessario mostrare come vengono applicati i prodotti, sul quello specifico tipo di capello ed osservare il risultato.

Con YTTM è possibile vedere video su YouTube scegliendo l’anno in cui sono stati realizzati. Che YTTM sia l’acronimo di YouTube TimeMachine non c’è scritto da nessuna parte, ma è facile intuirlo. L’aspetto grafico ricorda da vicino il software di backup Time Machine di Apple.
E’ possibile scegliere il tipo di evento con una combinazione di Televisione, VideoGames, Pubblicità, Eventi, Sport, Film e Musica. Scegliendo l’anno si potrà innanzitutto verificare quanti video sono presenti in archivio, e successivamente visualizzarli. Come al solito, il lavoro viene fatto su materiale statunitense, quindi niente Mike, Corrado o Italia Germania 3-2.
Una sorta di macchina del tempo che non rivoluzionerà internet, ma che potrà magari farvi rivivere qualche piacevole ricordo.
Via | FeedmyApp
Vi manca il tempo per vedere video su YouTube, anche quelli di maggior successo come il memorabile David After Dentist? Per sopperire alle vostre mancanze ci ha pensato Hadoukentheband a realizzare un collage dei 100 filmati più visti sulla piattaforma di video-sharing, condensandoli in poco meno di 3 minuti e mezzo: buona visione e buon divertimento!
Via | Thenextweb.com

Recordr è un servizio davvero simpatico e divertente: è il modo più semplice per registrare un video più audio di se stessi.
Basta registrarsi sul sito per poterlo utilizzare. Recordr non richiede obbligatoriamente una webcam, visto che è possibile anche registrare solo l’audio tramite un microfono.
Recordr è davvero spoglio di funzioni: non è possibile modificare i video, ma solo registrare e inviare il file a siti come Twitter, Tumblr o Facebook. Forse è estremamente semplice, ma potrebbe rivelarsi utile per coloro che non sono pratici con i vari software.
Via | Downloadsquad.com
Confesso che, tra le pubblicità virali viste sulla rete, questa potrebbe batterle tutte. Si tratta di un concorso indetto dal produttore di computer MSI per un nuovo modello di portatile ultrasottile denominato X-Slim.
Per promuovere il suo nuovo prodotto, la MSI ha chiesto agli appassionati di creare un video davvero “pazzo”. Di per sè il concorso non è strano, ma lo è il video che potete vedere dopo il salto, in cui un gruppo di insoliti acrobati ha interpretato il tema un po’ troppo alla lettera.
Il video ha avuto subito un enorme successo su YouTube e in tanti si chiedono se sia un falso o no. A voi l’ardua sentenza. Tuttavia ora sono davvero curioso di vedere questo portatile davvero “ultra-sottile”.
Continua a leggere: Un computer così sottile da essere preso con il ... lato B!

Il mese scorso vi abbiamo parlato di un nuovo servizio, lanciato da alcune etichette cinematografiche: Epix. Il sito è nato per diventare quello che Hulu è per i telefilm e gli spettacoli televisivi, ovvero rilasciare film in alta definizione in streaming evitando i problemi con i diritti d’autore.
Dopo una fase beta privata, il sito si sta lentamente aprendo al pubblico, e già alcuni film sono disponibili sulla piattaforma, come Iron Man e Il curioso caso di Benjiamin Button. Anche se per adesso i film non sono visibili per tutti, sarà interessante seguire gli sviluppi di questo servizio.
Case cinematografiche come Paramount, Lionsgate e MGM stanno dietro a Epix, e siamo curiosi di vedere se siti come Epix e Hulu riusciranno ad incrinare il vantaggio di YouTube, il cui problema è proprio la gestione dei diritti d’autore.
Peccato che, anche in questa occasione, il servizio non sia disponibile per il pubblico europeo.
Via | Mashable.com
I nostri amici di Cineblog hanno già avuto la spiacevole notizia: il teaser trailer dell’atteso film di Tim Burton, Alice nel Paese delle Meraviglie, è scomparso da YouTube.
Il video, comparso su Youtube proprio ieri, aveva immediatamente raccolto un numero enorme di visite, cosa che deve aver fatto drizzare le orecchie alla Disney che ha richiesto immediatamente la cancellazione dei video dal celebre sito di video-sharing di Google.
Perchè, ci chiediamo noi? Perchè impedire alle persone di interessarsi ad un film che potrebbe diventare un successo del 2010? Perchè non sfruttare l’enorme popolarità di servizi come Youtube, Facebook e Twitter per pubblicizzare un film invece di nascondersi dietro alla “protezione del diritto d’autore”?

YouTube ha iniziato una fase di test per alcune caratteristiche che dovrebbero offrire agli utenti la possibilità di vedere contenuti come film e serie televisive inframmezzate da spot pubblicitari a determinati intervalli.
Alcune segnalazioni sono giunte su video di 20 minuti della serie Lionsgate’s Alf, in cui è possibile osservare delle pubblicità della durata di circa 20 secondi a 1′23″. Si tratta di un sistema che dovrebbe integrarsi con i “video in primo piano”.
Hulu sta sperimentando da tempo un sistema simile con annunci pubblicitari che gli utenti possono vedere durante la navigazione. E, chissà che questo non possa diventare il sistema scelto da Google per poter monetizzare i video e recuperare qualcosa sulle ingenti spese di gestione di YouTube.
Via | Newteevee.com

Google continua la sua opera di aggiornamento di uno dei suoi servizi più popolari, Google News. La novità è l’integrazione di Google News con YouTube. Nei prossimi giorni, infatti, a fianco delle notizie, saranno visibili i video di YouTube che fanno riferimento all’argomento ricercato.
Se c’è un video disponibile per una determinata notizia, verrà visualizzata un’icona di YouTube sotto il frammento della notizia: cliccando su di essa verrà reso visibile il video di Youtube. Attualmente la funzione non è completamente attiva, e solo il 5-10% di tutte le notizia presenta un video allegato.
Ci sono diverse speculazioni sul fatto che Google stia continuando a rendere sempre più potente il suo servizio di News: secondo CNET questa nuova funzione potrebbe essere un modo per attrarre i media e generare nuovi flussi di entrate per YouTube. In ogni caso, grazie a questa nuova caratteristica, Google News si avvicina sempre di più ad una vera e propria televisione online. Voi cosa ne pensate?
Via | Mashable.com

Se un solo video di YouTube non vi basta, potreste provare a vederne tanti contemporaneamente. In che modo? Utilizzando Yooouuutuuube. Yooouuutuuube è un divertente servizio web che permette di moltiplicare un video di YouTube in una griglia di copie.
Copiando l’URL di un video di YouTube, il sito vi permette di gestire il numero di copie del video che partiranno con un leggero sfasamento, creando, in alcuni casi, degli effetti interessanti. Per avere un’idea provate a dare un’occhiata di questo video di Alice nel paese delle meraviglie.
Altre funzioni consentono di controllare lo zoom e di seguire il video originale in una piccola finestra in basso. Sbizzarritevi pure a creare i vostri “puzzle” di video con Yooouuutuuube. Noi per adesso vi proponiamo questa versione “moltiplicata” dello scoiattolo pauroso.
Via | Downloadsquad.com

Chi dovesse avere la necessità di sovrapporre audio e immagini di filmati ospitati da YouTube può farlo direttamente online grazie a ydDub, servizio che permette per l’appunto di effettuare il dubbing di video diversi inseriti sulla piattaforma Google.
Per dare il via al processo basta collegarsi all’apposita pagina e scegliere titolo dell’opera, i due video da cui prelevare audio e immagini, regolare il volume e scegliere se rendere pubblica la nuova creazione, dopodiché è possibile ottenere anche un codice da inserire nel proprio sito per effettuare l’embed del risultato.
Via | Feedmyapp.com