Internet come mezzo di protesta. Non parliamo di questioni politiche ma di questioni d’onore. Tempo fa avevamo parlato di Dave Carrel, il cantante country a cui la United Airlines aveva rovinato la chitarra e che aveva pubblicato un video virale dall’incredibile successo. Questa volta la questione è ancora più effimera, ed il “colpevole” è un articolo pubblicato da Newsweek che aveva inserito la città tra le dieci più in decadenza degli Stati Uniti.
La reazione è magnifica: 5000 persone hanno preso parte in quello che potrebbe essere oggi il video musicale con più partecipanti di sempre. Un video che ci riporta alla bellezza di internet, dove basta poco per infiammare gli animi ma soprattutto la creatività. Un messaggio positivo, una risposta collettiva. Cose da americani, che sotto sotto nella vecchia Europa un po’ invidiamo…
Anche a voi è capitato di guardare in rete qualche pubblicità “censurata”? Alcune volte si tratta di filmati con immagini non adatte ad essere trasmesse in televisione. Altre volte si tratta invece di pubblicità virali, nate apposta per internet e create per far parlare di sé. Altre volte sono prodotte “in proprio” da giovani creativi piuttosto che da consumatori “insoddisfatti”. Cosa c’è sotto? Com’è la situazione su questo fronte della tecnologia internet? TecnologyReview fa uno spaccato della situazione, svelando retroscena piuttosto particolari. Prima domanda: fino a che punto questi filmati sono voluti e realizzati dalle case?
Fernando Motolese è un creatore di video virali. Ventisettenne, brasiliano, Motolese ha girato filmati che hanno all’attivo più di 17 milioni di visite su Youtube. Ne propone uno per Danone, dall’umorismo decisamente “particolare”. Il video si concentra sugli effetti grastrointestinali dello yougurt Activia. Motolese dichiara di volerlo rilasciare in rete e chiede una piccola cifra per ogni visualizzazione. Se Danone non accetta, ne caricherà un altro, molto più offensivo. Renato Fisher (account executive Danone per Young & Rubicam) rifiuta l’offerta: “sembra un ricatto”, risponde. Gira comunque la cosa a Danone dicendo “questo ragazzo potrebbe fare qualsiasi cosa in qualsiasi momento, ovunque”.
Effettivamente Motolese fa parte di un largo fenomeno di massa che sta ridisegnando la pubblicità sul web. Se prima i grandi marchi utilizzavano un linguaggio comunicativo ritagliato sul modello televisivo, fatto di prassi consolidate anche per quanto riguarda la tecnica di realizzazione, ora chiunque dotato di fantasia ed inventiva può creare campagne in grado di raggiungere milioni di utenti. Molti produttori in erba vogliono parlare di marchi, perchè è uno dei modi per avere notorietà, indipendentemente dal fatto che le aziende in questione lo vogliano o meno. Non si tratta di una questione da sottovalutare. Sage Lewis dell’agenzia di marketing digitale SageRock, su questo punto è drastico: “Ogni volta che lasci ad altri la possibilità di dettar legge sul tuo brand, hai un problema”.
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Zoofs è un sito che mostra i video più diffusi del momento. In una griglia 7 x 6 vengono mostrate le miniature fotografiche dei filmati su Youtube più citati su Twitter, sicuramente il mezzo più veloce ed istantaneo per la diffusione dei video virali.
E’ possibile visualizzarli anche il lista, selezionarli per categorie o scegliere solo i più popolari nelle ultime 72 ore.
Cliccando sulla thumbnail si visualizza il filmato con i relativi dati sul numero di visite. Il video si può condividere al volo per mail o sui più popolari social network grazie agli ormai immancabili bottoni, compreso il “mi piace” di Facebook.
Via | Maestroalberto.it

Il popolare servizio di URL shortening bit.ly ha recentemente pubblicato una nuova piattaforma di aggregazione per i video più ricercati sulla rete: bitly.tv arriva direttamente dai laboratori del sito e si avvale delle funzioni di BackType –un motore di ricerca real-time – per rintracciare ciò che gli utenti stanno guardando.
Al momento le funzioni di bitly.tv sono piuttosto limitate: i video provengono essenzialmente da Hulu, MySpace Video e YouTube e oltre alla loro visualizzazione grazie a BackType è possibile seguire uno stream delle conversazioni di Twitter che li citano — laddove disponibile, viene collegato anche il profilo dell’autore.
Ogni pagina contiene 20 video ed è possibile consultare ciò che gli utenti stanno guardando maggiormente al momento oppure negli ultimi due giorni: ovviamente ogni video è condivisibile su Twitter, Facebook e via e-mail attraverso un link “accorciato” automaticamente da bit.ly.
Tante volte abbiamo assistito a grandi successi di popolarità da parte di video comparsi su YouTube. Google sembra voler cavalcare il successo che i cosiddetti “video virali” ottengono sulla rete proponendo agli autori un compenso in denaro.
Ecco allora che il programma di partnership di YouTube (YPP) presentato in questi giorni prevede una entrata economica da parte dell’autore di un video virale, quando questo ottiene riceve un certo numero di visite. Google, ovviamente, guadagnerà tramite gli annunci pubblicitari creati sullo stesso video.
Si tratta, quindi, della prima volta in cui gli utenti verranno coinvolti direttamente da Google nella realizzazione di video: quando il video raggiungerà un numero elevato di visite, l’autore riceverà una email. Il video verrà automaticamente esaminato da Google che analizzerà il numero di visualizzazioni, la conformità con i Termini di servizio, per decidere se possa meritare un invito.
Che dire, sbizzarritevi a creare video e sperare nel successo!
Via | Pcmag.com
Un video aziendale di Microsoft, con un canappione che canta le lodi della Service Pack di Vista, scovato grazie a Marcelo di Futuro VC.