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Maroni ministro pirata: e ora?

pubblicato da Francesco

Gira da stamattina il lancio di Panorama, che domani in edicola intervista il ministro Maroni, reo confesso di pirateria digitale. Eh sì, Maroni è musicista e melomane, e ogni tanto cede al vizietto del P2P.

Strano ma vero, non è la prima volta che ammette il reato, e non è nemmeno l’unico ministro della Repubblica ad aver riconosciuto che rubare è bello. Che paese l’Italia: non come in Nord Europa, dove i pirati si costituiscono in partito e combattono per davvero. Qui si dice l’indicibile e poi… pof, tutto scoppia in un niente di fatto dopo tre giorni.

Che ne pensate: Agorà Digitale reclama l’avanzamento di una proposta di legge sensata e moderna (qui su PI), i fonografici urlano allo scandalo. Che succederà stavolta: rimbrotto ufficiale per il responsabile degli Interni? Ma va là, chi ci crede. Download sponsorizzati alla Downlovers? Sarebbe bello, ma non ci credo tanto. Secondo me è più facile che le nostre lentissime ADSL rallentino ancora…

Il Governo USA mette a punto il National Broadband Plan, per controllare le effettive prestazioni della banda larga

pubblicato da giovanni de stefano


La Commissione Federale sulle Comunicazioni del Governo degli Stati Uniti ha approntato uno strumento pubblico in grado di permettere agli utenti della Rete di controllare gratuitamente ed efficacemente le prestazioni della propria connessione a Internet. E, naturalmente, di metterle a confronto con quelle reclamizzate, spesso con un po’ di ottimismo, dai rispettivi provider di banda.

Il progetto si chiama “National Broadband Plan” e si prefissa lo scopo di “assicurare che tutti gli americani abbiano accesso alla banda larga ad alte prestazioni”.

Secondo le prime statistiche raccolte dalla stessa Commissione, fra velocità effettiva e velocità “pubblicizzata” c’è in media un 50% di fandonie: la banda realmente a disposizione degli utenti, in altre parole, è la metà di quella che hanno sottoscritto per abbonamento. Non tutti gli opinion maker americani, anche fra i blogger, sono entusiasti della cosa. Lauren Weinstein, ad esempio, teme che i test effettuati dal Governo non possano essere accurati, se non altro perché non tengono conto di quanti altri utenti stanno accedendo contemporaneamente a una stessa rete domestica. Per non parlare, poi, degli scrocconi.

Pensavo meglio, rispetto all’Italia, sinceramente. Da noi è quasi dato per scontato che ci sia almeno un 50% di divario (e anche qualcosina in più) fra i due valori di cui sopra, ma lo si accetta con molta più rassegnazione, dopo aver fatto un controllo fai-da-te. Di più: lo si mette in conto, lo si calcola quando si fa un nuovo abbonamento: “Alice 2 mega? Ottimo, posso scaricare a 800 kb!”. Infine, non per sottolineare troppo le differenze fra la situazione nel nostro Paese e quella negli USA ma, mentre loro varano programmi come l’NBP, noi di facciamo controllare dalla Fapav.

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