Da oggi anche il Cremlino ha un suo canale ufficiale su YouTube. Potete raggiungerlo all’indirizzo youtube.com/kremlin, dove il presidente Dmitry Medvedev pubblicherà i video ufficiale del governo russo.
Lo scopo di questo profilo è anche quello di raggiungere un bacino di giovani più ampio: nei video postati, infatti Medvedev copre una vasta gamma di temi, che vanno dalla scuola alle relazioni con il vicinato.
Il profilo del Cremlino si aggiunge a quelli di Barack Obama, Sarkozy e il Vaticano. Vedremo a breve anche un canale ufficiale del governo italiano su YouTube o i nostri politici sono meno avvezzi ad usare la tecnologia?
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Quando si parla di Chiesa, in molti pensano ad un organismo vecchio e “medievale”. In realtà recenti annunci hanno confutato questa visione errata della Chiesa in relazione alle nuove tecnologie. Negli ultimi tempi, infatti, il Vaticano ha intrapreso un deciso cammino di rinnovamento abbracciano Internet e la rete.
A partire dal canale su YouTube, dove vengono pubblicati i video del Papa, ad una recente applicazione per Facebook, il Vaticano è sempre più presente su Internet.
In un recente discorso tenuto in Inghilterra, padre Federico Lombardi ha affermato che la Chiesa crede nell’importanza di Internet come mezzo di comunicazione, sicuramente molto diverso da quelli di qualche decennio fa. I problemi di Internet sono molti, soprattutto per il fatto che molte persone, al mondo, sono tagliate fuori da questa realtà.
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Anche la Chiesa Cattolica si adegua alle nuove tecnologie e si apre al Web 2.0. Da oggi, infatti, tutte le attività della Santa Sede saranno visibili su YouTube, con quattro nuovi canali in italiano, inglese, spagnolo e tedesco.
Lo stesso ufficio stampa del Vaticano aveva annunciato l’accordo con Google, qualche giorno fa, mentre oggi il Papa Benedetto XVI ha parlato proprio di Internet, in occasione della 43esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, chiedendo che tutte le tecnologie siano accessibili a tutti e che la rete sia attenta ai contenuti che offre: violenza, pornografia e pedofilia sono stati i temi più caldi del suo discorso, con un particolare accento ad un uso consapevole dei social network.
I canali di YouTube sono stati creati in collaborazione con il Centro Televisivo Vaticano (Ctv) e Radio Vaticana. Peccato solo che, per adesso, non sia possibile commentare i video nè poter generare il codice embed per incorporare i video su altri siti. Ma di sicuro si tratta di un passo avanti enorme, iniziato qualche anno fa proprio con l’istituzione del sito vatican.va e dell’invio della prima email da parte di un Papa, in quell’occasione Papa Giovanni Paolo II.

Pensavate che il latino fosse una lingua morta e appartenente solo ai tempi del liceo? C’è un sito internet che, invece, ha appena aperto un’intera sezione in latino: il sito del Vaticano.
Da un paio di giorni, infatti, accanto a tedesco, inglese, spagnolo, italiano, francese e portoghese appare anche un link per visitare una versione del sito Vatican.va proprio nella lingua ufficiale della Chiesa.
All’interno della sezione latina è presente solo una parte dei documenti presenti nelle altre sezioni localizzate: in particolare, ci sono documenti della Chiesa (tra tutti, la Bibbia o i resoconti del Concilio Vaticano II), testi di catechismo, il Codice di diritto canonico e molte informazioni pratiche sulla Curia. La sezione, inoltre, include anche molti scritti di papi dal decimo secolo ad oggi.
Ultimamente in rete sono comparsi numerosi articoli (tra cui uno dell’agenzia di stampa France-Presse e uno su Repubblica.it) sulle presunte modifiche effettuate su alcuni lemmi di Wikipedia da parte di Cia e Vaticano.
L’argomento dell’autorevolezza di un’enciclopedia scritta e modificata dagli utenti è sempre all’ordine del giorno, e alla fine del post vi proporremo anche un sondaggio. Intanto, la notizia è che a detta di un ragazzo che ha creato un software in grado di ricongiungere gli IP delle macchine che hanno effettuato una modifica alla società a cui le macchine appartengono (ribattezzato “Wikiscanner”), alcuni lemmi sarebbero stati modificati niente meno che dalla Cia e dal Vaticano.
L’intelligence americana avrebbe aggiunto, nel lemma “Ahmadinejad”, l’esclamazione “Wahhhhh!” prima di un passaggio della campagna elettorale del leader iraniano. Da un computer della Città del Vaticano, invece, qualcuno avrebbe fatto sparire dalla pagina di Gerry Adams, guida del partito cattolico nord-irlandese del Sinn Fein, alcuni riferimenti imbarazzanti, come l’implicazione per un duplice omicidio (il portavoce della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi, ha in ogni caso smentito le voci, “prive di ogni serietà”).
Questi non sono gli unici due casi di manipolazione, anzi: si vocifera che Microsoft e Apple si facciano dispetti modificando le pagine relative ai propri prodotti; ma a manipolare le voci sarebbero anche gruppi religiosi, multinazionali, governi, ricercatori.
Via | Agence France-Presse - Repubblica.it - Ikaro.net

Se n’è parlato già qualche giorno fa, ma ho voluto aspettare il lancio vero e proprio prima di recensirvi il nuovo sito della Città del Vaticano, www.vaticanstate.va, il portale in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo che si affianca a Vatican.va, già esistente da diversi anni. A differenza di quest’ultimo, che tratta i temi dell’ordinamento religioso, il nuovo sito della Città del Vaticano tratta invece tutti gli argomenti “extra”, come la struttura, gli uffici e i servizi.
Tra le sezioni più interessanti un occhio di riguardo va sicuramente a quella delle Webcam, che offrono in tempo reale uno sguardo su alcuni punti chiave dello Stato, come i giardini, il Governatorato, la cupola, piazza San Pietro, la tomba di Giovanni Paolo II e così via.
Scopo principale del sito è, lo dicevamo, quello di dare informazioni sui numerosi servizi come i musei, la specola, la filmoteca, l’ufficio filatelico e numismatico, i telefoni e la farmacia, l’ordinamento dello Stato, la legistlazione e la normativa.