Un recente sondaggio del Boston Consulting Group rivela che il 62% dei navigatori italiani pagherebbe fino a sette dollari al mese per poter leggere le news su internet.
E addirittura, stando sempre allo stesso sondaggio, siamo il popolo maggiormente disposto a pagare per usufruire dell’informazione on line, tanto che c’è già una notevole quantità di nostri connazionali che spende dei soldi in tal senso. Invece gli utenti di Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia si sono dimostrati a sorpresa i più “freddini” di fronte all’eventualità di un esborso in cambio delle notizie.
E voi, pur di potervi informare tramite il web, ci stareste ad un pagamento mensile (magari non eccessivo)?
Via | Affaritaliani.it
Continua a leggere: News on line: molti utenti italiani sarebbero disposti a pagarle!
Twitter è uno dei social network che hanno avuto una crescita maggiore nell’ultimo anno. Ma spesso ci siamo interrogati sul numero effettivo di persone che lo frequentano. Infatti alcune statistiche hanno rivelato come il sito soffra di una mortalità abbastanza elevata per essere un fenomeno sociale.
Secondo le ultime previsioni il numero di utenti attivi entro la fine del 2009 sarà di circa 18 milioni di utenti. Nelle statistiche raccolte da eMarketer, gli “utenti effettivi” sono quelli che accedono alla piattaforma, tramite web, clienti o cellulare, almeno una volta al mese.
Si tratta di stime più alte del 50% rispetto a gennaio, quando si prevedeva un limite di 12 milioni di utenti. Di questo passo Twitter potrebbe raggiungere i 26 milioni di utenti nel 2010. Tuttavia, anche in questo caso, Twitter sarebbe ancora indietro rispetto ai 250 milioni di utenti attivi di Facebook, 120 milioni dei quali accede quotidianamente.
Via | Mashable.com
Continua a leggere: Twitter cresce lentamente, ma è ancora dietro a Facebook

Ieri un gruppo di utenti francesi di Facebook si è riunito presso l’Arco della Defense, a Parigi, per protestare, con tanto di striscioni e cori da manifestazione politica, contro le novità nell’interfaccia grafica del loro sito preferito.
Ok, sappiamo che non tutti gli utenti di Facebook, affezionati com’erano alla vecchia home page del social network, sono restati con le mani in mano, quando hanno dovuto prendere atto delle novità in fatto di design che lo hanno caratterizzato di recente.
Alcuni hanno protestato con uno status particolarmente indignato, altri lo hanno fatto fondando un gruppo, su Facebook stesso. Non tutte queste forme di protesta sono rimaste inascoltate: qualche modifica rispetto alle prime posizioni del management tecnico, effettivamente, è stata fatta. Fin qui, niente di straordinario. E’ quello che è successo a Parigi che ci ha lasciato senza troppe parole, se non con qualche dubbio sul fatto che l’attaccamento di certi utenti a questo strumento di comunicazione e di condivisione non stia diventando eccessivo.
Via | TechCrunch
Continua a leggere: Gli utenti francesi scendono in piazza contro il nuovo design di Facebook
Sono in molti a nutrire dubbi nei confronti del nuovo servizio lanciato da Facebook a febbraio, ovvero Facebook Governance. Si tratta di un sistema basato sulle votazioni che concede agli utenti di partecipare alle innovazioni del social network.
Tutto è nato a febbraio dopo le rivolte degli utenti contrari alla nuova interfaccia del sito e dei Termini d’uso. Il fondatore Mark Zuckerberg ha annunciato il servizio di governance proprio per ricevere feedback da parte degli utenti iscritti. Peccato, però, che dietro a questo sistema di voti e sondaggi ci sia un piccolo avvertimento.
I risultati di ogni voto, infatti, saranno vincolanti solo se parteciperà almeno il 30% degli utenti attivi al momento dell’annuncio di una votazione. Un utente attivo, ricordiamo, è chi ha effettuato l’accesso a Facebook negli ultimi 30 giorni. Secondo Privacy International, questo sarebbe un potenziale problema: pur sostenendo il concetto di partecipazione degli utenti, l’idea di creare una soglia del 30% di partecipazione è qualcosa che difficilmente verrà raggiunta.
Continua a leggere: Facebook Governance: i voti degli utenti sono del tutto inutili?

Come saprete, non c’è limite alla veemenza dei gruppi di Facebook contro il nuovo Facebook. Una violenta onda di dissenso si abbatte da circa un mese contro il redesign della home page, soprattutto, per via del supposto flusso di notizie in tempo reale (che ancora non è effettivamente arrivato) e per via della grande confusione generale intorno alle funzioni highlights e al potenziamento delle liste di utenti.
Ebbene, quello che emerge da un’occhiata alle statistiche di visita del mese di marzo 2009, è un continuo, inarrestabile successo della piattaforma. Non solo si è verificato il picco massimo di visitatori unici dalla nascita di Facebook (che non sarebbe una sorpresa, visto il tasso di crescita), ma è anche aumentato il tempo medio per visitatore.
Quello che probabilmente è stato il fattore più significante di ques’ultimo balzo nella crescita è stato il numero di utenti sopra i 35 che si sono iscritti recentemente. Si tratta di utenti lontani dalle logiche di visita dell’utente immediatamente post universitario di un anno fa. E di questo Facebook deve tenere conto.
Via | Inside Facebook
Continua a leggere: Come reagiscono gli utenti alle novità del design di Facebook

Dopo almeno un paio di Facebook Party per regione (di cui almeno uno con bidone), arriva in Italia un evento Facebook riconosciuto ufficialmente dalla società di Mark Zuckerberg.
Si tratta di Facebook Developer Garage Milano. Come dicono le varie parole stesse, si svolge a Milano (giovedì 23 aprile, ai Chiostri di San Barnaba) e riguarda da vicino i potenziali sviluppatori italiani di applicazioni per Facebook, non tanto gli utenti comuni, che il loro potenziale lo stanno già esprimendo benissimo.
Se avete qualcosa da dire o da chiedere in merito al developing di software sociale fatevi avanti, visto che l’evento è completamente gratuito. Per maggiori info guardate il sito web degli organizzatori.
Continua a leggere: Il primo evento Facebook ufficiale sarà dedicato agli sviluppatori
Is It Normal? è un sito in cui raccontare cosa ci succede o cosa vediamo, una situazione che dubitiamo essere ordinaria amministrazione: dopo aver sottoposto la storia, saranno gli utenti valutano se si può classificare come avvenimento normale o meno.
Le storie sono divise per categoria e sono taggate dall’autore, in modo da rendere la ricerca (per confrontare una situazione con la propria o per votare) più semplice ed immediata. Ci sono anche classifiche con le storie migliori, le più divertenti, interessanti, pesanti o palesemente fasulle.
Per leggere le situazioni riportate e per votarle non è necessario essere registrati, mentre è richiesto per postare la propria storia.
Via | FeedMyApp.com
Continua a leggere: Is It Normal? Scopri se quello che ti succede è normale
Facebook continua a crescere e, dopo aver sfondato la soglia dei 175 milioni di utenti a livello mondiale, con una media di 5 milioni di nuovi iscritti a settimana, la domanda che molti si sono posti è: da dove provengono questi utenti?
Ci sono delle zone geografiche che stanno crescendo più velocemente di altre, contribuendo alla popolarità del social network: in particolar modo, nell’ultima settimana, 2 milioni di utenti provenienti da Belgio Svezia e Danimarca si sono iscritti a Facebook.
Nello stesso periodo 1 milione di utenti provenienti da Egitto e Malesia e ben 10 milioni di utenti della Turchia hanno creato un nuovo profilo. Lo stesso discorso va fatto per il settore nordamericano, dove Facebook continua a crescere ad un ritmo impressionante.
Via | Insidefacebook.com
Continua a leggere: Facebook cresce soprattutto in Asia e Nord America
Ogni produttore di apparati introduce nei suoi sistemi di autenticazione delle coppie di login/password di default che nella maggior parte dei caso non vengono più cambiate. E’ questo ad esempio il caso dei modem/router adsl che molti hanno in casa e che sono accessibili previa digitazione delle credenziali che abbiamo appena letto sul manuale di istruzioni che le accompagna.
Di solito non è indispensabile modificarle perchè a casa non abbiamo a che fare con malintenzionati, e da remoto l’accesso è solitamente inibito, ma quando ad esempio è necessario modificare le impostazioni di un dispositivo che abbiamo acquistato di seconda mano e non è più disponibile il manuale, può essere indispensabile ricorrere a quei siti che elencano tutte le password di default via via utilizzate dai produttori.
Il sito Vulnerability Assessment presenta una sezione dedicata proprio a questi elenchi, suddivisi per lettera dell’alfabeto, che in base al produttore identifica login e password di default, compresa la versione dell’apparato ed il protocollo da utilizzare. Attraverso il menu di sinistra, sotto la voce passords/list si possono trovare i vari sottomenu divisi per lettera.
Il sito inoltre è una vera miniera di informazioni e risorse per chi si occupa di analisi forense e verifiche di vulnerabilità, presentando tutta una collezione di informazioni e software suddivisi per argomenti.
Via | Thefreewarejunkie.com
Foto | Flickr
Continua a leggere: Elenchi delle password di default dei produttori
Una recente ricerca pubblicata da TubeMogul ha dimostrato che il consumo di video on-line è molto alto ma l’attenzione degli utenti si concentra solo nei primi minuti di visione, dopodiché cala vistosamente. E’ ormai noto che il fenomeno del video sharing è esploso in tutto il mondo, decretando il successo dei siti più famosi ma anche di quelli che sono arrivati dopo e cercano di riservarsi una piccola fetta di mercato. Quello che però non era ancora stato misurato è il tempo di permanenza relativo alla visione del filmato.
Nella ricerca è quindi emerso che gli utenti consumano moltissimi video ma li visionano per poco, avendo a disposizione una quantità enorme di materiale da sfruttare. La stragrande maggioranza si limita a guardare il primo minuto, e dopo i 5 minuti è rimasto solo più il 9% degli utenti. E’ un risultato abbastanza ovvio, visto che è in accordo alle misurazioni sul tempo di permanenza dei visitatori sulle pagine, di solito molto ridotto. Siamo ormai abituati a farci distrarre con molta facilità e i video non fanno eccezione. Non è un caso che le pubblicità siano inserite nei primi secondi del video prima del vero contenuto.
Via | AllThingsDigital.com
Continua a leggere: Video Online: gli utenti hanno poca attenzione
Dopo il divorzio tra Bidster e Bidplaza, il primo si era affrettato ad inviare email ai “propri” clienti per spiegare l’accaduto e portarli (in realtà mantenerli) sulla propria piattaforma, mentre Bidplaza era rimasta indietro, disponendo del database degli iscritti ma non di una piattaforma software adeguata. Ieri Bidplaza ha comunicato via email ai propri utenti di aver sviluppato un nuovo sito ed aver cambiato le password di accesso di ognuno (che sono fornite via email in barba alle più elementari norme di sicurezza).
Nel nuovo Bidplaza (graficamente identico al vecchio) una sezione è dedicata alla nota che informa che è un’altra società si è illegalmente “impropriata“, ma forse volevano dire appropriata, dei loro dati, che sarebbero in realtà quelli degli utenti. Di procedure automatiche di cancellazione nemmeno l’ombra ma nell’ampia pagina riservata alla privacy si ricorda che per legge serve una raccomandata A/R alla società (se ne richiedono due: una alla sede legale e una al responsabile) per chiedere la rimozione dei propri dati, oppure si può mandare due email agli indirizzi supporto@bidplaza.it e support@bidplaza.net.
L’epilogo della storia (aspettando futuri risvolti legali tra qualche anno, quando una delle due sarà fallita e magari l’altra avrà cambiato core business o sarà stata inglobata da ebay) è dunque che chi si è iscritto ad un servizio dando fiducia ad una compagnia si ritrova iscritto a due, inizialmente non conosciute, entrambe componenti la società originale. Possibile che tra leggi e garanti nessuno abbia proferito parola o indicato il cammino da seguire per legge?
Doug Beaver del team di Facebook ha annunciato con un post che il social network ha quasi raggiunto la quota di 10 miliardi di foto ospitate sui propri server, arrivando a pieno diritto a fare concorrenza ad altre piattaforme più blasonate per la condivisione d’immagini.
Pur non essendo un sito appartenente a questa categoria, Facebook sembra aver sbaragliato negli ultimi tempi gran parte della propria concorrenza anche sotto questo punto di vista, soprattutto grazie ai 100 milioni d’iscritti che ormai ogni giorno ne movimentano i contenuti.
Via | News.cnet.com
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