Alcuni senatori e rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti stanno lavorando ad una nuova legge per contrastare la pornografia infantile su Internet, costringendo gli ISP a conservare più a lungo i dati degli utenti. Molti osservatori hanno però notato che alcune modifiche proposte alla legge non sono chiare oltre ad essere difficili da rispettare.
Lamar Smith e John Cornyn chiedono infatti ai fornitori di servizi Internet di conservare le informazioni degli utenti per due anni. Smith, in una dichiarazione sul suo sito Web, lamenta i problemi relativi al riconoscimento di migliaia di bambini. Su circa 600.000 immagini segnalate alle forze dell’ordine, attualmente solo 2.100 bambini sono stati identificati e salvati. Gli investigatori hanno quindi bisogno dell’aiuto degli ISP.
Cornyn ha citato invece la recente decisione di MySpace di bannare 90.000 utenti accusati di reati a sfondo sessuale dalla sua rete. Ha anche aggiunto che, nonostante Internet abbia generato molti cambiamenti positivi nel nostro modo di comunicare, la sua natura offre infinite forme di anonimato che hanno aperto le porte ai criminali.

In piena febbre da elezioni presidenziali USA e in attesa di sapere i loro risultati nelle prossime ore, non poteva mancare un giochino in flash (o come spesso vengono definiti time waster) a esse dedicato.
Il passatempo in questione si chiama Election Incrimination e dopo aver scelto quale tra Obama e McCain impersonare ci mette nei panni dei due nello Studio Ovale, intenti a nascondere le prove della loro colpevolezza nei campi più disparati: dal Viagra e l’infermiera sexy di McCain alla tenuta da hip-hop e la crema sbiancante di Obama.
Via | DownloadSquad.com
Il Senato degli Stati Uniti ha unanimemente approvato una legge che consentirà alla Federal Communications Commission di aiutare i genitori a scovare e bloccare contenuti non adatti ai bambini, su Internet. La legge, chiamata “Child Safe Viewing Act“, è stata voluta dal senatore Mark Pryor.
Oggi, tramite la tecnologia, i bambini possono più facilmente entrare a contatto con contenuti non adatti alla loro età. Per questo la legge appena approvata viene incontro alle esigenze dei genitori di monitorare l’attività dei loro figli. Il testo della legge prende atto che i bambini passano una media di quattro ore al giorno tra televisione e Internet.
Il 99.9% della pubblicità è a base di contenuti osceni o indecenti. La legge, però, va oltre a tutto questo, perchè si chiede alla FCC di concentrare il sistema di blocco dei contenuti su una grande varietà di piattaforme, tra cui le connessioni Wi-Fi, Internet, e tutta una serie di dispositivi, tra cui lettori DVD. Il progetto di legge non dà alla FCC tutto il potere di applicare le regole, ma si potrebbe arrivare al punto di richiedere ai produttori di includere determinate tecnologie di filtraggio nelle loto applicazioni.
Via | Arstechnica.com
In un mondo in cui la visibilità su Internet sta diventando sempre più importante, attraverso i social network e i servizi del Web 2.0, non stupisce che lo State Department degli Stati Uniti abbia creato profili su diversi siti.
L’ultimo, in ordine di tempo è un profilo su Twitter. Janice Jacobs, assistente segretario per gli affari consolari, ha dichiarato in una email che lo State Department crede in Twitter e negli altri siti di social networking perchè essi offrono una possibilità di condividere le informazioni su una base molto ampia di utenti, soprattutto i giovani americani.
E non è finita qui. Lo State Dept. è presente anche su Facebook, con una pagina dedicata e un photostream su Flickr, dove è possibile sfogliare le foto di personalità importanti della politica americana.
Via | Nytimes.com

Twitter ha annunciato la creazione di un profilo completamente dedicato alle elezioni americane che si terranno fra poco più di un mese negli Stati Uniti. La campagna elettorale che porterà John McCain e Barack Obama a scontrarsi per la Casa Bianca è stata una delle più seguite sul Web, soprattutto grazie al candidato Democratico Obama, che ha aperto profili su quasi tutti i social network conosciuti.
Sfruttando le caratteristiche del suo servizio Twitter aggiornerà in tempo reale i commenti politici e tutte le notizie relative agli ultimi giorni di questo periodo pre-elettorale. Il profilo, infatti, raccoglie tutti i messaggi dei profili iscritti a questa particolare pagina. Guardando il numero dei messaggi che arrivano, è quasi impossibile seguire la lista, poichè si aggiorna ogni secondo con nuovi post.
Twitter spera di arrivare prima di ogni altra fonte nel pubblicare le notizie, e inoltre vuole essere un punto di riferimento per i tanti utenti che seguiranno sul web le elezioni. D’altronde non è la prima volta che Twitter arriva prima di chiunque altro nel segnalare eventi di interesse internazionale, grazie al passaparola.
Via | Blogs.zdnet.com
Probabilmente mai come in questo caso le elezioni presidenziali americane sono strettamente collegate con Internet. E se da una parte abbiamo il candidato democratico Obama onnipresente in quasi tutti i social network, il suo rivale John McCain non ama particolarmete la rete.
Eppure McCain è stato accusato di aver copiato il materiale di Wikipedia per alcuni interventi durante la sua campagna elettorale. Un discorso tenuto in merito alla Georgia l’11 agosto è risultato molto simile ad alcune pagine di Wikipedia.
Probabilmente non c’è nulla di male in tutto questo. Ma stupisce la contraddizione di un personagio che pubblicamente ha ammesso di non amare i blogger, e che non ha mai negato di non avere dimestichezza con i servizi della rete. Voi cosa ne pensate?
Via | Thaindian.com
La storia di Gary McKinnon ha interessato l’opinione pubblica in questi giorni per una condanna di estradizione. 42 anni, disoccupato con un passato da sistemista, è riuscito a scavalcare le difese informatiche dei computer militari degli Stati Uniti dalla sua camera da letto in Wood Green vicino Londra, con la scusa di cercare informazioni sugli UFO.
Tuttavia i tribunali hanno respinto la sua difesa, soprattutto le affermazioni di minacce nei suoi confronti da parte dei pubblici ministeri statuninenti e il rifiuto di annullare il procedimento di estradizione.
McKinnon ha ammesso l’accesso a 97 computer militari statunitensi e della NASA, mentre i procuratori americani sostengono che egli abbia reso inutilizzabili 300 computer della marina, in un momento critico, ovvero immediatamente dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001.
Continua a leggere: Gary McKinnon, hacker inglese, sarà estradato negli Stati Uniti

Ulteriore passo in avanti per Google nella classifica d’utilizzo dei motori di ricerca negli USA, che si piazza a pochissimo dal traguardo del 70% con la sua percentuale del 69,17%, incrementata di quasi un punto rispetto a maggio.
Del successo di Google ne risentono praticamente tutti gli altri concorrenti, tra i quali Ask.com che fino a oggi aveva un trend di crescita continua pur rimanendo in ultima posizione. Mentre la maglia nera si attesta al 4,17% sopra di lei troviamo Msn.com al 5,46% e Yahoo! al 19,62%.
Anche rapportando la classifica a un anno fa la musica non cambia, con Google in grado di guadagnare 4 punti percentuali distribuiti in perdita tra gli altri suoi rivali.
Via | Readwriteweb.com
Negli Stati Uniti la lotta per le elezioni presidenziali ha mietuto un’altra vittima: si tratta del giovane Max Sanders, che ha avuto la poco brillante idea di mettere all’asta il suo voto su Ebay.
L’asta, già rimossa, partiva da 10 dollari e sembrava più uno scherzo o una provocazione che non una offerta vera e propria, ma così non l’ha pensata un procuratore del Minnesota che ha denunciato Sanders secondo una legge di fine ‘800 (usata anche negli anni venti dello scorso secolo); adesso rischia fino a 5 anni di carcere e una multa di diecimila dollari.
Alcuni bloggers hanno creato a loro volta aste simili per solidarietà, altri, a cui mi associo, hanno criticato la decisione poco “politically correct” di Sanders, che aveva ben altri modi di protestare o far conoscere il suo pensiero.
Via | TechCrunch.com
Gli americani sono molto attenti alle novità tecnologiche. Dalle ultime statistiche è emerso che gran parte della popolazione si è interessata alle elezioni politiche proprio attraverso la rete. Ma anche la politica sembra aver capito l’importanza di Internet, tanto da organizzare il primo dibattito su Twitter.
Due rappresentanti del partito repubblicano e del partito democratico si sono affrontati su Twitter in un dibattito moderato dal blogger del Time Ana Marie Cox: Liz Mair per il partito repubblicato e Mike Nelson come sostenitore di Obama.
La discussione è diluita nel tempo, cioè quotidianamente il moderatore pone ai due rappresentanti una o due domande: non c’è limite di risposte, ma una sola regola, ovviamente quella di rispettare il limite dei 140 caratteri imposto da Twitter. Spetta al moderatore stabilire quando un argomento è esaurito.
Si tratta sicuramente di un sistema piacevole, leggero e innovativo su come affrontare una campagna elettorale e i temi dei due candidati. Non sappiamo quando il dibattito avrà fine, ma la bellezza di servizi web come Twitter è proprio la sua flessibilità, senza imposizioni di carattere mediatico o televisivo.
Via | Techpresident.com
Le statistiche d’utilizzo dei motori di ricerca negli USA nel mese di maggio vedono ancora Google saldamente in testa. Se ancora ci fosse bisogno di prove della sua supremazia, la Grande G ha visto una percentuale d’utilizzo nelle interrogazioni al web del 68,29%: un incremento del 0,39% rispetto al mese precedente e del 3,16% rispetto allo stesso mese del 2007.
L’ascesa di Google sembra ormai da tempo inesorabile, con Yahoo!, Msn e Ask.com a dividersi la maggior parte del rimanente 30% circa: nonostante sia comunque l’ultimo della graduatoria, a crescere è proprio Ask.com con un incremento del 0,30% rispetto a maggio 2007, mentre Msn e Yahoo! di attestano al 5,89% e al 19,95%, perdendo rispettivamente nei confronti di un anno fa l’1,72% e lo 0,94%.
Via | Hitwise.com
Secondo quanto riportato su United Press International, il direttivo di YouTube avrebbe rifiutato di rimuovere una parte dei video diffusi dai terroristi di Al-Qaeda tramite la sua piattaforma.
A richiedere la cancellazione dei video era stato Joe Lieberman, Senatore degli USA, al quale lo staff di Google ha risposto di ritenere i filmati non in contrasto con il proprio regolamento d’uso del sito e pertanto non meritevoli l’eliminazione: alla base della decisione, l’assenza nei video in questione di contenuti violenti o dichiarazioni d’odio nei confronti dell’Occidente.
Concludendo lo staff di YouTube si è detto intenzionato a difendere la libertà di parola e di esprimere punti di vista differenti e scomodi anche in casi come questo, anche se viene spontaneo domandarsi cosa farebbe se gli Stati Uniti dovessero bloccare l’accesso alla piattaforma nel proprio territorio come fatto in passato da Cina e Turchia.
Via | Slashdot.org