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Chattare aiuta a diminuire le interruzioni sul lavoro

pubblicato da Rosario

MessengerChattare dal luogo di lavoro non diminuisce la produttività, ma al contrario l’aumenta: è il risultato di uno studio congiunto dell’Ohio State University e dell’University of California.

Contrariamente a quanto molti datori di lavoro pensano secondo le testimonianze girovagando qua e là per Internet, le due università hanno scoperto che chi utilizza programmi di instant messaging si concede meno pause rispetto a chi invece ne fa a meno.

Secondo R. Kelly Garrett, uno dei partecipanti allo studio, la spiegazione starebbe nel fatto che MSN e simili vanno a rimpiazzare altre perdite di tempo più dispendiose in termini di tempo, come telefonate, e-mail e chiacchierate coi colleghi, garantendo delle interruzioni brevi per un rapido scambio di battute.

Lo studio è stato effettuato su 912 persone con un carico di 30 ore lavorative almeno a settimana, delle quali almeno 5 giornaliere davanti a un PC.

Via | Sciencedaily.com

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Le uova a Steve Ballmer diventano un gioco

pubblicato da Rosario

Gioco uova Ballmer

Dopo il lancio di uova a Steve Ballmer avvenuto circa un paio di settimane fa in una università ungherese, sembrava strano che nessuno ne avesse ancora fatto un gioco in flash.

Ci hanno pensato i realizzatori del sito web egg-attack.com, dove per l’appunto è possibile impersonare sia il lanciatore di uova che il CEO di Microsoft, aiutandoli rispettivamente a centrare il bersaglio e a evitare di essere colpito, con tanto di graduatorie separate dove i giocatori possono confrontare il proprio punteggio con quello degli altri.

Via | Fakesteve.blogspot.com

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Come migliorare Wikipedia, grazie all'idea di un professore universitario

pubblicato da PG

Come migliorare Wikipedia, grazie all'idea di un professore universitario Strana storia, quella che vede protagonista Wikipedia. Poco tempo fa il mondo universitario si era scagliato contro il suo uso nelle scuole. Ora, secondo una nuova ricerca, Wikipedia è diventato uno strumento didattico per i professori.

Come sappiamo, la principale critica di Wikipedia è che gli articoli non sempre sono attendibili, e contengono spesso numerosi errori. Ma esiste un sistema di gradimento di Wikipedia, che permette alla pagina meglio redatta di andare in prima pagina. Tuttavia, su oltre 10 milioni di pagine in 235 lingue, solo 2000 articoli hanno raggiunto lo status di “primo piano”.

Per questo il professor Jon Beasley-Murray dell’Università della British Columbia, ha promesso una A+ a tutti gli studenti la cui voce verrà classificata come “in primo piano”. Per essere classificata come “primo piano” un articolo di Wikipedia deve essere approfondito, ben scritto, coprire interamente l’argomento ed essere sostenuto da numerosi riferimenti. Nel mese di maggio 3 voci create da nove studenti del corso hanno raggiunto questo status.

Via | Timesofindia.indiatimes.com

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Usa, rubati (altri) due milioni di dati medici

pubblicato da D@di

Medicina MiamiEnnesimo furto d’identità negli Stati Uniti. Questa volta siamo alle prese con il furto di due milioni di dati medici e sanitari avvenuto nella facoltà di Medicina dell’università di Miami. Secondo una prima ricostruzione sei nastri magnetici utilizzati per il backup sarebbero stati rubati a marzo (ma la notizia è uscita solo qualche giorno fa) da un camion che li stava trasportando da un edificio all’altro.

Secondo quanto riferito da Jaqueline Menedez, vice-responsabile delle comunicazioni dell’ateneo, il veicolo della società Archive America Ltd. è stato letteralmente assaltato da un gruppo di ladri (un po’ come succede, di solito, per i furgoncini blindati) ben organizzati che sono andati dritti all’obiettivo, rubando solo le valigette che contenevano i sei nastri.

Le autorità universitarie hanno rassicurato che non trasporteranno più, per il momento, nastri di backup fin quando la situazione non sarà chiarita. Ma perché è così grave che siano stati rubati dei dati medici?

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Le carte private di Darwin diventano gratuite e digitali

pubblicato da D@di

Darwin

Quando è possibile ci piace parlare di iniziative volte a sfruttare il Web per la diffusione della cultura e per supportare lo studio di migliaia di persone in tutto il mondo.

Da qualche giorno le carte private di Darwin, una delle figure più importanti ed emblematiche della scienza moderna, sono disponibili online in modo gratuito.Il progetto, chiamato “Darwin Online Project” ha portato alla pubblicazione su internet di più di 90mila pagine tra fotografie, scritti privati, sketch, esperimenti, incluse le prime bozze della Teoria dell’Evoluzione.

In passato erano stati già pubblicate delle trascrizioni di questi documenti, ma ora è la prima volta che i manoscritti originali sono resi disponibili gratuitamente al pubblico, e consultare queste opere nella loro versione originale sicuramente per studenti e studiosi è un ottimo punto di partenza per approfondire lo studio e, soprattutto, per toccare con mano quello che si sta studiando.

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Ancora polemiche tra Wikipedia e il mondo universitario

pubblicato da PG

Ancora polemiche tra Wikipedia e il mondo universitarioNon si spengono ancora le polemiche tra Wikipedia e il mondo accademico. Sharman Lichtenstein, professore di sistemi informativi alla Deakin University in Australia, si è aggiunto alla lista di studiosi e insegnanti che vietano Wikipedia nella sua classe. Il professore si chiede: Wikipedia è corretta al 100%? No, ovviamente. Wikipedia può essere l’unica fonte per gli studenti? Assolutamente no.

Il professor Lichtenstein afferma che, per gli studenti, Wikipedia è un buon sito per ottenere una comprensione generale di un argomento. Il problema è che, dopo, essi non vanno alla ricerca di informazioni specifiche altrove. Quindi Wikipedia rappresenta solo un buon punto di partenza, secondo il professore, ma che non basta.

Il professore continua la sua analisi dichiarando che, secondo lui, gli studenti dovrebbero usare meglio la rete e comprenderne meglio il funzionamento: non limitarsi quindi al primo risultato di un motore di ricerca, ma andare oltre. Gli studenti devono diventare consumatori di informazioni, e non limitarsi ad usare Wikipedia, che non è da sola sufficiente. Insegnanre loro ad utilizzare una varietà di fonti di informazioni ed esaminandole in maniera critica è un’abilità che la scuola e l’università devono insegnare.

Via | Education.zdnet.com

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Le dimensioni contano. Quelle dei monitor.

pubblicato da nexusdue

big screenE’ del Wall Street Journal la notizia di alcuni ricercatori dell’Università dello Utah che hanno misurato i tempi nel fare comuni operazioni al computer come quella di scrivere testo in un word processor o usare un foglio elettronico, su un campione di persone che usavano monitor di diverse dimensioni ( 18, 20 e 24 pollici). I risultati? Le persone che lavoravano sui monitor da 24 pollici sono stati più veloci del 52% rispetto a quelli con il monitor da 18 pollici. Quelli sul monitor da 20 pollici sono stati veloci il 42% in più rispetto ai meno dotati da 18. Lo studio quindi conclude dicendo che aumentando le dimensioni del monitor si può aumentare la produttività, fino a guadagnare 2,5 ore giornaliere.

Effettivamente, senza bisogno di uno studio sull’argomento, la diffusione dei monitor widescreen, la possibilità di usare più schermi su un solo computer e software come Spaces di Leopard per avere desktop multipli aiutano molto nel lavoro quotidiano. Voi come siete messi? Qual è la configurazione delle vostra postazione o cosa desiderate per la vostra scrivania dei sogni?

Via | Lifehacker.com
Foto | Flickr

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Usa, un cracker attacca Harvard

pubblicato da D@di

ServerL’università di Harvard, una delle più prestigiose del mondo, ha messo in guardia i propri studenti per una falla nei sistemi di sicurezza che avrebbe permesso a un cracker di accedere ai dati personali di oltre 10mila tra studenti, docenti e altro personale che lavora all’interno dell’ateneo.

Il “fattaccio” è accaduto il mese scorso, ma ne è stata data notizia soltanto oggi. Il cracker sarebbe riuscito a penetrare un server della Graduate School of Arts and Sciences, riuscendo a rubare, tra le altre cose, oltre 6.600 numeri di sicurezza sociale, il codice personale simile al notro codice fiscale rilasciato dal governo americano.

Da una prima analisi non erano emersi particolari problemi; solo in un secondo momento l’ateneo ha fatto retromarcia, ammettendo di aver perso un’enorme quantità di dati.

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Scrivere un blog aiuta la tua vita sociale? Le vostre risposte

pubblicato da D@di

Sondaggio blog

Una settimana fa vi avevamo chiesto se, secondo voi, scrivere un blog migliorasse la vita sociale di una persona. Secondo quanto scoperto da uno studio universitario, infatti, la pratica del blogging “aiuterebbe a sentirsi meno isolati, più collegati ad una comunità e più soddisfatti delle proprie amicizie, sia online che faccia a faccia”.

Le tante vostre risposte al sondaggio, che si è chiuso proprio da poche ore, hanno evidenziato quanto non siate poi così d’accordo con la scoperta dei ricercatori della Swinburne University of Technology di Melbourne.

La maggior parte di voi, infatti, crede che una partita a calcetto o una passeggiata in centro siano sicuramente meglio di starsene seduti davanti al computer (D - 38 per cento dei voti). A seguire, di un avviso abbastanza simile, quelli che pensano che il blog non sia importante quanto, ad esempio, andare a bere una cosa con gli amici (C - 29 per cento dei voti).

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Video concept di Nokia Morph il cellulare del futuro

pubblicato da fslivere

Creato da Nokia con la collaborazione dell’Università di Cambridge, questo concept ha avuto come palcoscenico per il debutto niente meno che il Museo di Arte Moderna di New York.

L’uso delle nanotecnologie permette di creare progetti costruttivi innovativi e rivoluzionari, il collegamento senza fili rende pleonastica l’unità fisica dell’oggetto, aprendo la strada alla modularità nel campo dei cellulari. Cellulare da taschino e da polso, palmare con tastiera pieghevole, macchina fotografica, tutto è possibile alterando la forma fisica del dispositivo. Purtroppo Nokia Morph sarà realizzato solo tra sette anni, quando questa tecnologia sarà più matura.

Via | Mobileblog.it

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Trasforma la tua faccia con "Face of the future"

pubblicato da nexusdue

face of the future, trasforma il tuo viso

La fantasia e le capacità non mancano nelle università fuori dal nostro Paese. Dopo avervi parlato del progetto americano di Make3D,
questa è la volta di uno inglese, Face of the future dell’Università di St. Adrews, all’interno del programma governativo EPSRC.

Grazie al “Perception Laboratory’s Face Transformer” è possibile provare una demo del progetto di trasformazione del volto. Basta fare l’upload di una propria foto e selezionare sesso, fascia di età e gruppo etnico di appartenenza. Fatto questo serve indicare, con un rettangolo, l’area del volto nella foto e la posizione di occhi e labbra. E’ quindi possibile osservare le trasformazioni del proprio volto scegliendo tra cambio di sesso, etnia ed età, oppure stili artistici (Modigliani, Botticelli o El Greco), caricatura da uomo scimmia o versione manga. I risultati artistici, soprattutto “Modigliani”, sono sbalorditivi, purchè si usi una foto frontale stile passaporto, meglio con espressione neutra.

Via | Sinusoide

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Convertire una immagine in 3D con Make3D

pubblicato da nexusdue

Dall’Università di Stanford arriva un incredibile lavoro di uno studente, Ashutosh Saxena, basato su di un algoritmo in grado di calcolare la profondità in una comune immagine. Tale algoritmo è stato utilizzato in Make3D per realizzare dei modelli tridimensionali partendo da una semplice foto. E’ possibile fare l’upload di una immagine e “navigarla” in 3D con VRML viewer o Adobe Shockwave oppure vederne il video della conversione. Il codice è disponibile per il download sotto licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial 3.0.

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