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Scribd subisce un calo nelle visite, ma prepara alcune interessanti novità

pubblicato da PG

Scribd subisce un calo nelle visite, ma prepara alcune interessanti novità

In passato abbiamo avuto modo di parlare più volte di Scribd, il social network che consente di condividere documenti sul Web. Considerato spesso da molti come lo “YouTube” dei documenti, il sito ha avuto un successo enorme nel 2008, diventando uno dei servizi con il più alto fattore di crescita.

Diverse Università hanno notato il sito, iniziando ad utilizzarlo per pubblicare documenti, libri e dispense per gli studenti. Eppure secondo le ultime stime Scribd ha subito un calo delle visite impressionante, passando dagli iniziali 58.3 milioni di utenti mensili ai 30 milioni in soli due mesi.

Il CEO di Scribd, Trip Adler, ha parlato degli sforzi del team di sviluppo per migliorare le funzioni SEO del sito e di riduzione dei contenuti illegali. A tutto questo,però, si aggiunga il naturale calo di visite dovuto alla stagione estiva. In ogni caso sembra che Scribd abbia alcune novità in cantiere alle quali sta lavorando e che potremo vedere nei prossimi mesi.

Via | Techcrunch.com

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Usare Facebook e YouTube sul posto di lavoro aumenta la produttività

pubblicato da giovanni de stefano


Uno studio controcorrente dell’Università di Melbourne (sarà vero che nell’altro emisfero più di qualcosa va al contrario, come ci hanno insegnato i Simpson) mostra che l’utilizzo di Facebook, YouTube e social network vari durante le ore lavorative, invece di diminuire, aumenti la produttività degli impiegati.

Facile, direte: magari lo studio è stato svolto su un campione di blogger di Blogo. E invece no: la faccenda è seria, e stabilisce che chi usa internet per motivi personali sul posto di lavoro, anche fra i lavori apparentemente meno remunerativi dal punto di vista della creatività, si sente più creativo e diventa più produttivo. Più produttivo, con una percentuale del 9%.

Auguriamo a tutti i lavoratori italiani che ci seguono di poter verificare di persona il presentarsi di questo fenomeno, anche nel loro ufficio.

Via | Wired.com

Europeana: risorse dal nostro continente

pubblicato da Vincenzo Baiocco

Europena: pensare la culturaNon capita spesso di imbattersi in un progetto europeo che miri a valorizzare il continente: Europeana, nato dalla collaborazione di università, musei, biblioteche ed istituti di ricerca del vecchio continente, con il supporto di vari ISP, offre uno spaccato della nostra cultura perfettamente indicizzato e pronto all’uso.

Ad ogni ricerca vengono proposti risultati conteneti testo, immagini, video, suoni, dopodichè ed è possibile restringere i campi limitandosi ad una sola tipologia, scegliendo la lingua, il paese o la fonte.

Il progetto è ancora in versione beta, e visto l’alto numero degli argomenti (possibilmente) trattati e la loro mole, non c’è da stupirsi. Europeana è già adesso disponibile in tutte le lingue europee.

Via | KillerStartups.com

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Il Ministro Gelmini apre un canale su YouTube

pubblicato da Antonio Parziale

Da oggi il Ministro italiano per la Pubblica Istruzione, l’Università e la Ricerca scientifica, on. Mariastella Gelmini, ha aperto un proprio canale su YouTube. Nel video di presentazione della nuova iniziativa, della durata di 27 secondi e qui pubblicato, il Ministro avanza la sua intenzione di confrontarsi con gli utenti sulla Scuola e sull’Università accettando idee, progetti, proposte, anche critiche.

La scelta del Ministro di utilizzare YouTube è un buon segno. Forse anche in Italia si è finalmente capito quanto internet possa fare bene alla politica, soprattutto per confrontarsi con chi viene direttamente coinvolto dalle scelte del legislatore.

Bisognerà ora vedere come e con che frequenza il canale verrà utilizzato. Certo è che abbiamo fatto un grande passo avanti rispetto alle dichiarazioni di due anni fa dell’allora Ministro Fioroni che, per fronteggiare i bulli che usavano YouTube per diffondere video illeciti, voleva censurare internet.

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Navigare in Internet fa bene al cervello: lo dice una ricerca

pubblicato da HellSpawn

Navigare in Internet fa bene al cervello: lo dice una ricercaDitelo alla vostra mamma/sorella/fidanzata: usare Internet fa bene al cervello. E’ quanto emerge da una ricerca effettuata da un team della University of California con sede a Los Angeles, secondo il quale navigare sul web stimolerebbe aree della materia grigia coinvolte nei processi di decisione e ragionamenti complessi.

Addirittura a trarre giovamento secondo gli scienziati potrebbero essere anche i cambiamenti fisiologici nella mente che portano al suo rallentamento con l’avanzare dell’età.

Confrontato alla lettura, il risultato ottenuto dai ricercatori ha ottenuto più o meno gli stessi risultati, con la differenza del maggior coinvolgimento degli apparati legati ai processi decisionali sopra citati, ma solo in coloro che si sono dimostrati degli utilizzatori di Internet con una certa esperienza.

Finalmente una bella notizia da far leggere a chi vede il websurfing come una perdita di tempo da rimbecilliti :)

Via | Lifehacker.com
Foto | Flickr

L'Università di Santa Cruz contro la RIAA

pubblicato da PG

L'Università di Santa Cruz contro la RIAANella sua lotta contro il file sharing nelle Università, la RIAA (Recording Industry Association of America) ha accusato diverse volte le scuole americane. Molte di essere hanno deciso di capitolare, accettando le richieste imposte dalla RIAA e vietando l’uso del P2P all’interno delle proprie reti.

Ma l’Università Santa Cruz della California ha deciso di portare avanti la sua lotta contro la RIAA. E sembra non essere la sola, visto che anche la Università del Wisconsin ha rifiutato le richieste della più grande associazione anti-pirateria nel mondo.

La UCSC ha sostenuto che, ai sensi della legge, e della privacy, non è possibile richiedere i dati personali degli studenti, anche in caso di violazione del copyright, come avviene durante lo scaricamento di un file tramite P2P. Sembra che ultimamente la RIAA stia accusando numerosi colpi a vuoto, nella sua battaglia contro il file sharing. Molti giudici, infatti, considerano sbagliate, o esagerate, le richieste della RIAA. Un segno dei tempi che cambiano?

Via | Torrentfreak.com

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Wikipedia e la cultura nozionistica nell'insegnamento

pubblicato da PG

Wikipedia e la cultura nozionistica nell'insegnamentoCi siamo occupati spesso in passato della validità delle informazioni contenute su Internet, ed in particolar modo su Wikipedia. Gli studenti ormai usano Internet in maniera intensiva e, nonostante le opinioni espresse da alcuni docenti, contrari al suo uso nelle scuole, non è possibile contrastare la rete.

E’ quindi necessario affrontare il problema, cercando di analizzare le informazioni che possiamo trovare su Wikipedia. Quando parliamo di studi in ambito scolastico, per molti sembra strano che Wikipedia sia il modo più veloce per recuperare informazioni, mentre per molti studenti i libri sono qualcosa di preistorico. Non dobbiamo quindi meravigliarci se il “copia e incolla” sia diventato il metodo più veloce.

Alexandra Smith sul The Guardian ha notato che la generazione-Google (ovvero noi, i nostri amici) compie sempre più operazioni di questo tipo (ovvero i “copia e incolla”). Ma non è tutto. Sembra che, nonostante tutto, la pratica del “copia e incolla” stia diventando sempre più diffusa anche tra i professori.

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Sempre più Università hanno una "Second Life"

pubblicato da PG

Sempre più Università hanno una "Second Life"Nonostante la crisi di Second Life, la cui popolarità sta lentamente calando dopo il successo dei mesi iniziali, molte università stanno aprendo dei corsi all’interno del famoso mondo virtuale.

Secondo recenti statistiche, tre quarti degli istituti di istruzione superiore in Gran Bretagna sono coinvolti in qualche attività su Second Life. Secondo Austin Tate, responsabile del campus virtuale della Edinburgh University, i corsi su Second Life sono sempre affollati.

Il vantaggio di un corso online è non solo economico, ma anche di praticità e comodità: gli studenti possono praticamente seguire le lezioni con molta più libertà, senza dover uscire.

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Google: il progetto originale di Larry Page e Sergey Brin nel 1998

pubblicato da HellSpawn

Google: il progetto originale di Larry Page e Sergey Brin nel 1998Anche i fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin prima di diventare tra gli uomini più famosi del pianeta sono stati studenti universitari e come tali sviluppavano i propri progetti.

La curiosità sta nel vedere tra questi un certo “Large-Scale Hypertextual Web Search Engine” (che potrebbe essere tradotto in “Motore di ricerca web ipertestuale a larga scala”) chiamato Google, con tanto di presentazione tramite diapositive come quella che potete vedere in questo post, raffigurante anche il primo logo del motore: niente a che vedere con il lavoro di Dennis Hwang.

Il progetto è ancora ospitato dai server dell’Università di Stanford, forse per testimoniare il prestigio di aver avuto due importanti personaggi dell’informatica moderna come Page e Brin in grado di rivoluzionare le ricerche sul web.

Nella presentazione si parla anche di PageRank e di come propagare l’indicizzazione: concetti ormai arcinoti ma che a suo tempo hanno fatto la fortuna della coppia.

Via | Reddit

Usare Second Life per studiare

pubblicato da PG

Usare Second Life per studiare Molte persone usano Second Life per divertimento, ma non è così per tutti. Sempre più studenti si collegano al mondo virtuale per organizzare progetti di classe. E non sarebbe una novità, se pensiamo che molte università e scuole hanno aperto delle succursali virtuali sulle isole del popolare mondo online.

Quali sono i vantaggi di questi campus virtuali? Per esempio che offrono tutte le comodità e replicano le caratteristiche di una vera aula universitaria. Inoltre sono sempre presenti delle gallerie d’arte, delle mostre. E poi i campus possono facilmente essere modificati a seconda delle necessità.

Alcuni studenti usano Second Life per elaborare tesine e fare esperimenti. Per esmepio uno studente della University of Texas at Dallas (UTD) ha cambiato l’aspetto del suo avatar per studiare le interazioni con gli altri avatar. Un altro studente invece ha fondato un edificio per studiare il comportamento schizofrenico di alcuni pazienti.

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Due università inglesi e una irlandese pubblicheranno gratuitamente le lezioni su iTunes

pubblicato da D@di

iTunes UDue università britanniche (lo University College London e l’Open University) e una irlandese (il Trinity College di Dublino) renderanno le loro lezioni scaricabili gratuitamente via podcast da iTunes, permettendo così agli studenti (ma non solo) di seguire gli studi comodamente da casa. Si tratta delle prime tre università europee che hanno deciso di sfruttare la piattaforma di Apple “iTunes U” per la distribuzione del materiale didattico (qui un video dimostrativo).

Prima di loro, molte università americane tra cui Yale, Stanford, il Mit, Harvard e Berkeley. La Ucl, in particolare, renderà inizialmente disponibili i materiali relativi ai corsi di neuroscienza.

Il Trinity College metterà invece online le lezioni del giornalista Seymour Hersh, dello scienziato Robert Winston, della scrittrice Anita Desai e del politico Alex Salmond. La Open University, infine, pubblicherà 300 file audio/video assortiti tra tutti i corsi dell’ateneo.

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Il dibattito su Wikipedia si sposta nel mondo accademico

pubblicato da PG

Il dibattito su Wikipedia si sposta nel mondo accademicoUn dibattito molto interessante è scoppiato su Wikipedia, causa dello scontro, tutto di proporzioni culturali, su come chiamare la Birmania, ovvero se usare questo nome o l’alternativa Myanmar.

Dopo il ciclone che ha devastato il paese asiatico diverse settimane fa gli editori dell’enciclopedia online si trovano nella imbarazzante situazione di dover controllare quotidianamente l’articolo relativo alla Birmania, poichè, secondo le regole di Wikipedia, chiunque può cambiarne il titolo così come i contenuti.

Il cambio di nome è avvenuto con una frequenza tale da costringere gli amministratori a bloccare l’articolo e a rendere, per il momento, definitivo il nome Birmania. Ora, però, la discussione si è spostata nella vita reale, ovvero nel mondo accademico rappresentato dall’Università di Washington, dove si discute sul vero nome del paese. E, comunque, un aspetto positivo c’è: per una volta mondo accademico e Wikipedia si trovano coinvolti nel raggiungere un obiettivo comune.

Via | Blog.seattlepi.nwsource.com

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