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L'Unione Europea chiede di rivelare il contenuto dell'ACTA, legge contro la pirateria informatica

pubblicato da PG

L'Unione Europea chiede di rivelare il contenuto dell'ACTA, legge contro la pirateria informaticaL’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) è attualmente in discussione in diversi parlamenti a livello mondiale. La proposta di legge contro la pirateria, però, è oggetto di numerose critiche, soprattutto perchè non è ancora chiaro a cosa porterà. Anche in Europa si sta discutendo la nuova e problematica proposta di legge.

Il grado di segretezza che circonda i contenuti e i negoziati intorno all’ACTA sono sorprendenti. Istituzioni, giornali e rappresentanti dei vari paesi hanno chiesto invano una panoramica dettagliata dei contenuti, ma senza alcun risultato. A differenza di quanto invece stanno facendo associazioni come RIAA e MPAA, viste come manipolatori segreti dietro alla legge.

Attualmente, infatti, sappiamo solo che la RIAA ha avanzato alcune proposte radicali, tra cui la trasformazione degli ISP in poliziotti virtuali, e chiedendo agli stessi di filtrare Internet contro il peer-to-peer. Tutti i governi che stanno discutendo la legge si stanno rifiutando di rivelare il contenuti.

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Insegnare ai bambini ad usare internet in modo responsabile: nasce TeachToday

pubblicato da D@di

TeachToday

Quattordici tra i maggiori operatori di telefonia mobile, fornitori di contenuti, società di social networking e provider internet hanno lanciato TeachToday.eu, un sito - disponibile in inglese, italiano, francese, tedesco, spagnolo e ceco - che ha il compito di aiutare gli educatori (che lavorano con adolescenti e bambini) ad insegnare ad usare internet in modo responsabile e sicuro.

Si tratta, spiegano i promotori dell’iniziativa, del primo caso di collaborazione tra un numero così significativo di società del settore Ict, al fine di affrontare una tematica molto complessa. Gli insegnanti trovano sul sito diversi contenuti, da piani di lezioni a casi studio a indicazioni pratiche volte al loro aggiornamento sugli sviluppi delle tecnologie della comunicazione.

Grande attenzione è stata sviluppata nell’aiutare gli educatori a guidare i propri allievi a sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, evitandone i rischi.

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UE e Internet: più veloce, più economica

pubblicato da PG

UE e Internet: più veloce, più economicaSecondo una relazione dell’Unione Europea nell’ultimo anno la diffusione di Internet nel Vecchio Continente è cresciuta alla velocità di 50.000 nuove connessioni al giorno tra abitazioni e uffici . In alcuni Paesi dell’UE si è verificato un aumento della concorrenza tra i provider che ha permesso un aumento delle velocità e una diminuzione dei prezzi.

Sempre secondo la Commissione Europea i servizi della telefonia mobile legati ad Internet sono raddoppiati l’anno scorso, raggiungendo 88 milioni di utenti, circa il 20% di tutta la popolazione. La Danimarca, la Finlandia e i Paesi Bassi hanno le percentuali più alte di diffusione di Internet a banda larga. Ma, nel contesto generale, l’Unione Europea è in ritardo rispetto ad altre regioni del mondo.

Più della metà dei collegamenti a banda larga hanno una velocità tra i 2 e i 10 megabit, nonostante un significativo aumento delle connessioni a 10 megabit. Le nuove linee a banda larga hanno generato in Europa ricavi per 98 miliardi di € per le società di telecomunicazioni.

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Via libera a Google-Doubleclick anche dall'Unione Europea

pubblicato da Rosario

Google DoubleclickDopo essersi fatta attendere per qualche mese, anche l’Unione Europea ha dato il proprio via libera a Google per l’acquisizione di DoubleClick, la cui spesa dovrebbe complessivamente ammontare a 3,1 miliardi di dollari.

La Commissione Antitrust dell’UE ha comunicato nella giornata di ieri di aver concluso le proprie indagini all’interno del mercato, accertando che le due società non sono concorrenti in maniera diretta: si va dunque a confermare il parere dell’analogo organo degli Stati Uniti, espressosi favorevolmente durante lo scorso mese di dicembre.

Dalla nota diffusa dalla Commissione si evince che alla base della decisione ci sarebbe la possibilità per gli utenti di puntare su altri servizi analoghi, offerti da società concorrenti di un certo spessore (come Microsoft, AOL e Yahoo!), impedendo quindi che Google possa marginalizzare il ruolo delle avversarie di Doubleclick dopo l’acquisizione di quest’ultima.

Via | Arstechnica.com

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Google è contrario all'indirizzo IP come dato personale

pubblicato da PG

Google è contrario all'indirizzo IP come dato personaleTempo fa avevamo segnalato che l’Unione Europea starebbe lavorando ad un percorso legislativo che dovrebbe portare a considerare l’indirizzo IP come dato personale. Ebbene, la risposta di Google è chiaramente contraria a questa possibilità. Alma Whitten, Software Engineer di Google ha affermato che gli indirizzi IP non sono dati affidabili, e la prima tesi a supporto di questa posizione è che essi identificano la macchina e non la persona.

Durante l’udienza tenuta il mese scorso al Parlamento Europeo Google ha obiettato contro questa ipotesi. Peter Schaar ha ribadito la stessa idea di due settimane fa, quando sostenne al Financial Times di essere fiducioso di poter arrivare ad una soluzione a favore degli utenti e della loro privacy.

Secondo Whitten, invece “gli indirizzi IP registrati da ogni sito web del pianeta, non devono essere considerati dati personali, poichè i siti internet non sono in grado di individuare gli esseri umani sulla base di semplici stringhe di numeri”. Questo è vero, in generale, sebbene gli indirizzi IP possano essere analizzati da macchine dietro decisione di un giudice del tribunale. Ovviamente il dibattito sulla protezione dei dati personali continuerà, e secondo Google sarà importante avere una solida conoscenza delle tecniche e della realtà per arrivare ad una soluzione che abbia senso. Ovvero: voi fate la legge, noi non siamo comunque d’accordo.

Via | Arstechnica.com

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Corte Europea sul P2P: considerazioni e prime reazioni

pubblicato da Rosario

Le vicende legate al comportamento degli organi governativi nei confronti del P2P sembrano non avere mai fine, capovolgendosi come ormai ben sappiamo da un giorno all’altro.

In un clima contraddistinto da una tale incertezza e dall’interesse contrapposto di majors ed utenti, non ha fatto maggiore chiarezza nemmeno il recente intervento della Corte di Giustizia Europea, chiamata a pronunciarsi nella causa spagnola che ha visto contrapposte Promusicae (associazione musicisti iberica) e Telefónica de España (ISP), all’interno della quale in soldoni la prima chiedeva alla seconda di metterle a disposizione i dati relativi agli abbonati colti nell’atto di scambiare musica tramite KaZaA.

Se da un lato la Corte si è espressa in maniera favorevole per gli utenti, sostenendo che nelle cause civili la privacy debba venire prima della tutela del diritto d’autore stesso, a mettere in chiaroscuro la sentenza è quanto riportato nel seguito del testo: pur invitando gli Stati Membri a salvaguardare la privacy infatti, non è presente una vera e propria indicazione unica valida per tutti essi, anzi viene rimandata alla responsabilità di ogni singolo Governo la regolamentazione legislativa in materia di diritto d’autore.

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Google, ancora problemi di privacy

pubblicato da D@di

Google errorGoogle violerebbe le norme europee sulla privacy, conservando i dati sulle ricerche effettuate dagli utenti per un periodo di due anni. A denunciarlo è un gruppo di enti nazionali che assistono l’Unione Europea in materia di privacy, secondo cui attraverso ogni ricerca la “grande G” potrebbe ottenere informazioni su gusti e preferenze degli utenti che potrebbero essere poi utilizzate a fini pubblicitari.

“I timori del gruppo - si è limitato a confermare un portavoce di Google - riguardano il fatto che le informazioni vengono conservate per un periodo che va dai 18 ai 24 mesi. Il gruppo ritiene che si tratti di un periodo troppo lungo”.

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