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Tutti gli articoli con tag twitter

Twittamentary: il documentario sul mondo Twitter

pubblicato da claudiasantini

Uno dei trend di Internet è il meta-argomento: scrivere un post che parla di come scrivere post, effettuare il check-in su Foursquare per un evento Foursquare, scattare una Instagram di Instagram, parlare di Twitter tramite Twitter e via dicendo. Se uniamo questo aspetto, che può essere divertente, alla riscoperta di Twitter quale mezzo di informazione esteso su più fronti (dalla condivisione di ciò che mangiamo al supporto delle proteste in Africa) non possiamo stupirci dell’iniziativa di Tan Siok Siok: Twittamentary, un documentario sperimentale sugli utenti di ogni giorno che utilizzano Twitter.

Tan Siok Siok è un filmmaker di Singapore che intende rispondere alla domanda “What’s happening?” via video, la stessa domanda che Twitter pone ai suoi utenti. Per la precisione Twittamentary chiede come Twitter abbia cambiato la vita dei propri affezionati e delle persone intorno ad esse, fondendo gli aspetti del documentario con quelli dell’interazione di tipo Social Media. Gli utenti possono interagire con la produzione, in tempo reale, mentre guardano il film (che nel frattempo continua ad evolversi).

Il film è composto da racconti raccolti via Twitter, scelti utilizzato i feedback ricevuti sul Web, e i protagonisti vengono filmati durante il viaggio New York - Chicago - Los Angeles. Questi ultimi sono sempre in contatto con il team di produzione tramite Twitter e la narrativa viene plasmata tramite gli interventi in tempo reale di altri utenti tramite Tweetups. Il film prenderà la forma definitiva verso la fine di quest’anno, dopo i cambiamenti apportati dai vari feedback ricevuti nel tempo.

Tutta la promozione di Twittamentary avverrà tramite “via”. Pensate che questo tipo di documentari abbiano un reale valore informativo o lascino il tempo che trovano?

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Twitter acquisisce TweetDeck: la fine di un hub per i servizi social?

pubblicato da claudiasantini

Tweetdeck

TweetDeck, uno dei client Twitter di terze parti più apprezzati, è stato acquistato da Twitter nei giorni scorsi, almeno secondo le rivelazioni di Techcrunch. In realtà, per il momento, né Twitter né TweetDeck hanno confermato l’accordo, ma il terreno delle speculazioni è fertile: cosa ne sarà del piano originario di TweetDeck di diventare un hub centralizzato per i maggiori social network? Dopo essere nato come client Twitter, in tre anni TweetDeck si è arricchito ed aggiornato fino a diventare un “nuovo browser per il Web in real-time“.

Il supporto a Facebook è stato introdotto lo scorso Marzo 2009, trasformando TweetDeck in un’applicazione dedicata a chi ama interagire con gli utenti sparsi su più servizi social in poche mosse. Si tratta di un’opportunità commerciale interessante per una startup che permette di controllare direttamente gli account Facebook, Twitter, MySpace, LinkedIn ed altri tramite un’unica semplice interfaccia. Ed è proprio ciò che TweetDeck è riuscita a fare: un unico client a più colonne con la possibilità di gestione di più aspetti social. L’acquisizione da parte di Twitter apre diversi scenari: alcuni prevedono che le ambizioni di TweetDeck verranno tarpate.

ReadWriteWeb propone un’interessante retrospettiva sulla storia di TweetDeck che vi propongo a mia volta. Il client fu sviluppato dall’inglese Iain Dodsworth ed era la prima applicazione desktop per Twitter basata su Adobe AIR. La prima beta pubblica fu lanciata nel Giugno 2008 e ReadWriteWeb la recensì. Frederic Lardinois scrisse:

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Twitter celebra tutte le mamme del mondo nel giorno della loro festa

pubblicato da Federico Moretti

Twitter è diventato un po’ come i Doodle, cioè i loghi di Google che celebrano varie ricorrenze nel corso dell’anno. Oggi è la festa della mamma e Twitter ha pensato alle celebrazioni con un hashtag dedicato: #mymomtweets identifica gli auguri a tutte le mamme del mondo, sempre più spesso presenti sulla piattaforma di microblogging.

Perché se «la mamma è sempre la mamma» un social network come Facebook potrebbe essere troppo invasivo per dialogare con lei. Twitter, nella sua semplicità, offre un semplice modello di privacy: la cronologia degli aggiornamenti è pubblica o privata. Raramente gli stati contengono informazioni compromettenti. Sono a prova di mamma.

Un modo diverso di festeggiare la propria mamma potrebbe essere proprio regalarle un profilo su Twitter. È gratuito, comprensibile anche dalle persone meno giovani: spiegare il suo funzionamento alla mamma può essere un motivo per passare un po’ di tempo con lei. Fateci conoscere la vostra esperienza: tanti auguri a tutte le mamme!

Via | Twitter

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Twitter: gli utenti attivi hanno relazioni sentimentali più brevi

pubblicato da claudiasantini

twitter

Spesso Facebook viene additato come il “rovina famiglie” e la causa principale odierna di tradimenti e divorzi, ma non è il solo nel panorama social attuale. Secondo le statistiche pubblicate da OkCupid, community per trovare l’anima gemella online, gli utenti più attivi su Twitter hanno apparentemente relazioni sentimentali più brevi rispetto al resto della popolazione.

OkCupid pubblica regolarmente le informazioni racconte sui trend riguardanti la ricerca dell’amore e le statistiche a riguardo. I responsabili del servizio hanno creato una serie di grafici sulle abitudini sessuali di milioni di utenti, determinando la compatibilità tra persone basandosi su un centinaio di domande a cui rispondere. Ciò ha permesso anche di trarre due conclusioni in particolare sugli utilizzatori di Twitter: analizzando 833.987 iscritti a OkCupid, quelli che utilizzano Twitter quotidianamente hanno relazioni più brevi, dato che peggiora man mano che si va avanti con l’età.

La relazione media per un utilizzatore di Twitter di circa 18 anni è di nove mesi, mentre “tutti gli altri” hanno relazioni medie di nove mesi e mezzo. All’età di 50 anni, chi tweetta ogni giorno ha relazioni di circa 15 mesi, mentre per la norma è di 17 mesi.

Se questo dato non vi sembra poi così interessante, OkCupid vi rende noto che chi utilizza Twitter in modo massiccio è più incline alla masturbazione. Analizzando i dati di 21.315 utenti, OkCupid conclude che gli amanti dei tweet ha più chances di masturbarsi ogni giorno. Per altri dati (relativamente) piccanti, vi rimando ad OkCupid.

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UberMedia investe in un clone di Twitter: non ce n'è affatto bisogno

pubblicato da Federico Moretti

Twitter

UberMedia è una società statunitense, nota per la creazione di un client per il microblogging (UberSocial, ex-UberTwitter) e il network popurls. Ultimamente, UberMedia ha “rastrellato” molte applicazioni per Twitter e si parla anche della possibile acquisizione di TweetDeck, una delle più popolari. Oggi ne è stato svelato il motivo.

Sembra, infatti, che UberMedia stia investendo nella realizzazione di una piattaforma alternativa a Twitter. Una scelta impopolare, già bocciata dal mercato: FriendFeed non riceve aggiornamenti da quando è passato nelle mani di Facebook, Google Buzz ha più cause in tribunale che utenti soddisfatti e l’esperimento di Wave è fallito.

Le motivazioni di UberMedia sono facilmente intuibili: Twitter ha bloccato le applicazioni della società, in passato, e recentemente ha tagliato tutte quelle che ne riproducono le funzioni. La soluzione più rapida sarebbe appunto la creazione di un servizio di microblogging alternativo. Quali utenti, però, abbandonerebbero Twitter?

Via | GigaOM

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Parrotfish migliora l'anteprima di contenuti multimediali su Twitter

pubblicato da Federico Moretti

Embed.lyParrotfish è l’ultimo esperimento di Embed.ly, una società che si occupa specificatamente d’integrazione dei contenuti multimediali sul web. È un’estensione per il browser, disponibile su Chrome, Firefox e Safari: Parrotfish mostra audio, immagini e video dai link presenti negli aggiornamenti di stato su Twitter per più di 200 siti.

Tra le caratteristiche di Parrotfish, oltre alla possibilità d’ottenere delle anteprime integrali dei contenuti, c’è l’utilizzo di Google Safe Browsing per identificare e prevenire il caricamento di link che potrebbero contenere dei malware. Parrotfish supporta HTML5, i dettagli dei prodotti su Amazon, più i check-in di Foursquare.

La “nuova” interfaccia di Twitter prevede già le anteprime di contenuti multimediali da alcuni partner selezionati: iTunes Ping, ad esempio, è tra i provider accreditati. Ciò nonostante, rispetto al numero di tweet che contengono collegamenti le anteprime previste sono poche e Parrotfish fa risparmiare il tempo per visitare i link.

Via | MakeUseOf

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Twitter: l'uso di client di terze parti cala al 42%

pubblicato da claudiasantini

twitter client non ufficiali È passato qualche giorno da quando Twitter ha dichiarato di non desiderare altri client di terze parti, chiedendo agli sviluppatori di dedicarsi ad altro. È risultato abbastanza chiaro il cambio di rotta di Twitter, che una volta appoggiava le applicazioni indipendenti. Molti sviluppatori non hanno apprezzato questa svolta, considerando il ruolo delle terze parti nella diffusione capillare del servizio di microblogging.

Twitter dichiara però che il 90% degli utenti utilizza il sito e i client ufficiali, consigliando agli sviluppatori di rivolgere i propri sforzi altrove. TechCrunch svela come in realtà quest’analisi non sia accurata:

Lo scorso Venerdì Sysomos ha analizzato 25 milioni di tweets e ha scoperto che il 58% di questi proveniva da applicazioni ufficiali Twitter, il 42% invece veniva inviato da client di terze parti (o applicazioni non ufficiali). Gli analisti hanno sottolineato come il trend dei client di terze parti stia perdendo market share nei confronti dei client ufficiali Twitter grazie all’ampliamento delle offerte da parte della piattaforma, che acquisisce appunto altri client non ufficiali. Nel Giugno 2009, un report Sysomos dichiarava che il 55% dei tweets provenivano da applicazioni non ufficiali. Tra le applicazioni “esterne”, le più popolari sono quelle della famiglia UberMedia tra le quali TweetDeck, UberSocial ed Echofon. Tweetdeck invia il 5.5% dei tweet ufficiale e, tra tutte le applicazioni non ufficiali, ottiene il 13.1% del market share.

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Microsoft si scusa per aver pubblicizzato Bing utilizzando il disastro in Giappone

pubblicato da claudiasantini

bing

Qualsiasi grande compagnia ha capito che, per fare del marketing, è necessario passare dai social network. Per ottenere buoni risultati è necessario capire quando è il caso di farlo e quando è consigliabile evitare: sfruttare le conseguenze di un terribile disastro naturale è uno degli errori più eclatanti.

Su queste basi, Microsoft è stata aspramente contestata per aver diffuso su Twitter un messaggio che pubblicizzava il motore di ricerca Bing, utilizzando la tragedia del Giappone per diffondere il proprio prodotto:

How you can #SupportJapan - http://binged.it/fEh7iT. For every retweet, @bing will give $1 to Japan quake victims, up to $100K.

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Ritorna la mania della grafica a 8-bit con gli avatar di EightBit.Me

pubblicato da Federico Moretti

Gli appassionati di retrogaming apprezzeranno di sicuro il progetto di EightBit.Me, un’applicazione web per creare un avatar in grafica 8-bit da utilizzare e condividere su Twitter. Se ciò non bastasse, EightBit.Me è associabile a Foursquare per visualizzare i check-in, con un’animazione del proprio avatar nello stile dei videogame.

L’applicazione è stata aperta al pubblico nell’imminenza del South by Southwest (SXSW) 2011, in programma ad Austin dall’11 al 20 marzo: a partire da sabato sarà anche possibile vincere un hard disk da 250Gb della stessa forma delle cartucce del Nintento, sempre a patto di trovarsi al festival. È un’ipotesi remota per gli Italiani.

Concorso a parte, per iscriversi a EightBit.Me è richiesto un account Twitter: l’applicazione sfrutterà automaticamente lo stesso nickname per la creazione di un profilo associato all’avatar. Per vedere le animazioni ed effettuare i check-in su Foursquare è necessario l’uso di uno smartphone: presto EightBit.Me arriverà su Android.

EightBit.Me

EightBit.MeEightBit.MeEightBit.MeEightBit.Me

Via | ReadWriteWeb

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Twitter chiede a TwapperKeeper di bloccare alcuni servizi

pubblicato da claudiasantini

TwapperKeeper

È di ieri sera la notizia che TwapperKeeper, un servizio che permetteva agli utenti di creare ed esportare archivi di tweet creati su parole specifiche o hashtag, bloccherà alcune funzioni chiave per rimanere in linea con i termini del servizio di Twitter.

Secondo un post pubblicato sul blog della compagnia, l’archiviazione e le funzionalità API verranno terminate il 20 Marzo. Sebbene TwapperKeeper sia solo uno dei tanti servizi simili a doversi “mettere in regola”, questa vicenda rimane indicativa di un disegno complessivo che Twitter sta mettendo in atto, probabilmente.

John O’Brien, fondatore di TwapperKeeper, ha dichiarato:

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Internet mobilitata per il terremoto in Nuova Zelanda: hashtag, Person Finder e feed sociali

pubblicato da claudiasantini

terremoto

Avrete probabilmente letto del terremoto che ha coinvolto la città di Christchurch in Nuova Zelanda: il fenomeno con magnitudo 6.3 ha stravolto il celtro della città e segue a distanza di pochi mesi il primo grosso sconvolgente terremoto verificatosi dell stesso luogo con magnitudo 7.1. All’estero, le prime informazioni si sono diffuse ancora una volta via Twitter, grazie al re-tweet delle notizie diffuse dai media locali.

A breve distanza Google e Reddit hanno creato una pagina speciale che tiene traccia delle ultime notizie a riguardo del terremoto. L’hashtag #eqnz è stato il filo conduttore su Twitter, che ha visto anche l’apertura di account dedicati come @nz_quake (account non ufficiale che tiene traccia dei dati GeoNet) e @NZcivildefence (questa volta un account ufficiale voluto dal Ministry of Civil Defence and Emergency Management). C’è anche l’hashtag più preciso, #eqnzcontact, che permette di tenere insieme le informazioni riguardo alle persone colpite dal terremoto.

Il sito web EQNZ.co.nz offre un sistema di feed aggiornato con i messaggi di Twitter e Geonet, includendo blog e foto e grafici riguardanti la catastrofe. Per quanto riguarda l’applicazione creata da Google, parliamo di Person Finder, pensata per tenere traccia delle persone scomparse o per avere informazioni sui propri cari. I siti no-profit che raccolgono informazioni sono tantissimi e anche le pagine Web legate alle testate locali vengono aggiornate istante per istante.

Hashalbum aggrega tutte le immagini del terremoto pubblicate su Twitter, mentre Kate Starbird della University of Colorado Boulder ha attivato un sistema di Tweak-the-Tweet che aiuta a comunicare tramite una sintassi standardizzata per i tweet. Per controllare con i vostri occhi, seguite @kate30_dev e @katestarbird. Questi sono solo alcuni dei tanti esempi di mobilitazione su Internet: gli utenti e i media hanno imparato a sfruttare tutti i servizi social a nostra disposizione per garantire una copertura totale in caso di catastrofi come quella di Christchurch.

Via | ReadWriteWeb

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Twitter guru in sei mosse. E una riflessione sociologica sugli utenti del microblog

pubblicato da sigul



Diventare un guru su Twitter? Nulla di più facile, secondo Andy Beal, che poche ore fa ha twittato le sei regole per conquistare decine di migliaia di follower.

Eccole in sintesi: segnalare che si sta partecipando un evento con il relativo hashtag; avvisare quando si atterra da qualche parte, ma per noi italiani si potrebbe dire semplicemente quando si visita una nuova città; linkare storie; distribuire perle di saggezza; fare domande semplici; proporre citazioni.

Il succo è semplice, come spiega Andy su Marketing Pilgrim. Questo tipo di azioni e tweet stimolano il retweet, l’aggiunta nel #ff, fanno credere agli aspiranti follower che saranno coinvolti da noi e che siamo persone che possono offrire loro qualcosa di interessante da leggere.

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