HootSuite è un client – basato essenzialmente su un’interfaccia web – professionale per Twitter: si distingue da CoTweet (cui pure somiglia molto) per il fatto che è concepito per account individuali e non multi-utente. Per questo motivo può essere visto come un CoTweet per uso personale, anziché aziendale.
Il suo recente successo potrebbe avere un’ulteriore impennata anche grazie all’imminente disponibilità di un’applicazione per iPhone – di cui hanno parlato pochi giorni fa i ragazzi di Melablog.it – che lo renderebbe più duttile di altri servizi alla gestione dei tweet. Per tutti resta una valida alternativa all’interfaccia standard di Twitter.
E sempre nell’articolo di Melablog.it si fa menzione delle nuove feature introdotte all’inizio della scorsa settimana dal team di sviluppo: in attesa che pure le API per la geolocalizzazione siano implementate definitivamente da Twitter, sono disponibili anche per HootSuite le liste e l’integrazione con LinkedIn. In aggiunta, è possibile gestire gli aggiornamenti di Facebook grazie al supporto di Facebook Connect.
Sono appena state introdotte le liste su Twitter ed è già disponibile un client per il desktop che le supporta: Seesmic Desktop – definito come la migliore applicazione per Facebook della sua categoria – è stato creato per tutt’altro, ma si sta rapidamente imponendo anche per il microblogging.
Concepito per dare un supporto a Seesmic (una piattaforma per video blogger che ormai si limita ai commenti per WordPress e simili), Seesmic Desktop – con l’acquisizione di Twhirl da parte di Loïc Le Moir – ha avuto un “exploit” diventando il principale client Adobe AIR per Facebook.
Ovviamente supporta anche Twitter e il programma – nella versione distribuita in anteprima ai membri del Team Seesmic – è pronto per avvantaggiarsi anche su quest’ultimo, divenendo il primo software a implementare le ultime API per le Twitter Lists.
Via | ReadWriteWeb
Nelle ultime ore è stata resa disponibile da Twitter la feature che avevamo annunciato su queste stesse pagine: un messaggio campeggia ormai da due giorni sull’interfaccia web del popolare servizio di microblogging invitando gli utenti a scoprire le liste.
Questa funzionalità consente di raggruppare i propri following (oppure d’invitare i contatti che non fossero ancora su Twitter) in una sorta di account multiplo che indicizza i tweet degli utenti inseriti — ed è consultabile/sottoscrivibile come un profilo normale.
Le liste – e ciò potrebbe essere considerato un limite – sono rintracciabili da un indirizzo che pone lo slug dell’archivio dopo il nome dell’utente che l’ha creato: per fare un esempio, possiamo considerare la lista (creata da Salvatore Teresi, AKA Ippocampo_) dedicata al team italiano di traduzione di Twitter attivo su Google Gruppi.