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Tutti gli articoli con tag twitter

Publish Sync: cross-posting fra Facebook, Twitter e Google Plus

pubblicato da sigul



Publish Sync è una magnifica estensione che consente di postare su Facebook, Twitter e Google Plus in perfetta sintonia. Spesso infatti vorremmo condividere lo stesso messaggio con gli amici di Facebook, i nostri follower su Twitter o qualche cerchia di G+. Bene, con Publish Sync possiamo farlo, ovunque ci troviamo: indipendentemente dal servizio che stiamo fruendo, nel momento in cui andiamo a postare possiamo scegliere se condividere o meno quel post anche sugli altri social e, nel caso di Facebook e Google Plus, con quali cerchie o gruppi (in realtà per ora su Facebook c’è solo l’opzione tutti, amici, amici degli amici).

Al momento l’applicazione funziona solo all’interno di un browser. I quattro principali (Safari, Internet Explorer 8 e superiori, Chrome e Firefox) sono tutti supportati. Per installare l’add-on basta andare sul sito e cliccare install. A questo punto, quando possiamo fare il nostro cross-post semplicemente flaggando il social che ci interessa.

Publis Sync supporta articoli, video, foto, link e più o meno tutto quello che supportano Google Plus e Facebook, affermano gli sviluppatori. Twitter al momento supporta però solo il testo. La cosa interessante è che possiamo anche, per esempio, postare sulla nostra pagina Facebook da Google Plus o Twitter. Purtroppo non è ancora invece possibile postare sulle pagine Google Plus.

L’applicazione supporta anche Plurk, un social network alternativo invero da noi in Italia poco usato.
Ecco come sincronizza i tuoi post

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Londra: la protesta corre su Twitter

pubblicato da Marco Giacomello

londra twitterLo abbiamo visto già utilizzato nelle rivolte nel nord Africa (qui una bella riflessione sul tema), ma questa volta l’utilizzo di twitter nei tumulti lo troviamo a Londra. Vari sono gli hashtag utilizzati sia per informare le persone, sia dagli stessi rivoltosi per organizzarsi: #tottenham e #londonriots i più utilizzati.

Pare che i ‘rivoltosi’ siano poche centinaia, ma ben organizzati ed equipaggiati - i motivi della protesta sono di origine religioso-razziale ed i primi tumulti sono sorti in seguito all’uccisione di un giovane nero da parte della polizia negli scorsi giorni.

Mentre Londra teme l’arrivo di una nuova notte - 2 sarebbero i poliziotti in gravi condizioni - il suo primo ministro Cameron si trova attualmente in vacanza in Italia ed i vertici di Scotland Yard sono tuttora vacanti dopo le dimissioni dovute allo scandalo News of The World. Per info in continuo aggiornamento utilizzate il servizio search di twitter.

Via Guardian.co.uk
Foto Guardian.co.uk

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Con Memoro - la Banca della Memoria viaggi nel tempo e fai del bene

pubblicato da Marco Giacomello

memoro viaggia nel tempoMemoro - la Banca della Memoria nasce in Italia nel 2008 grazie a quattro giovani torinesi. Si tratta di un progetto “no-profit” che ha lo scopo di raccogliere le esperienze di vita delle persone nate prima del 1950 sotto forma di “video-racconti” di 5/10 minuti. Chiunque può diventare ‘cercatore di memoria’ dedicando solo qualche ora a questo progetto (vi bastano una videocamera e una persona da intervistare); ad oggi il sito è presente in dieci paesi (Spagna, Germania, Francia, Stati Uniti, Inghilterra, Venezuela, Argentina, Portorico, Camerun e Giappone). Queste storie vengono poi rese disponibili attraverso la loro piattaforma che attualmente contiene circa 5000 video, visualizzati oltre 1,5 milioni di volte - insomma una sorta di youtube della memoria. Tanti sono i percorsi tematici, i luoghi, i testimoni ed i racconti che Memoro ha raccolto in questi anni - e il loro sito merita davvero una visita.

A partire dal 1 agosto Memoro – la Banca della Memoria lancia una nuova campagna chiamata #ViaggiaNelTempo. L’idea, raccontata in anteprima a Downloadblog, è quella di trascorrere del tempo con una persona anziana e con l’occasione farsi raccontare qualcosa del suo passato, in particolare la sua prima vacanza. Ascoltare vecchie storie ci può far ricordare quanto è semplice divertirsi, ci può far immaginare luoghi, nomi, giochi e situazioni che non esistono più, insomma ci può lanciare in un viaggio nel tempo…in compagnia di chi ha vissuto davvero quell’epoca.

L’intenzione è quella di costruire un grande archivio audio/video/foto dedicato alle vacanze di un tempo, attraverso le parole e i racconti di coloro che hanno vissuto realmente quel periodo. Tutto il materiale che verrà caricato sul sito www.memoro.org dal 1 al 31 agosto 2011, verrà infatti pubblicato in una sezione apposita dal titolo ‘Estate 2011: Viaggia nel Tempo’, raggiungibile a questo indirizzo.

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Blogger non verrà mai «inghiottito» da Google+, parola di... Twitter

pubblicato da Federico Moretti

Evan WilliamsBlogger non diventerà Google Blog: nonostante le indiscrezioni degli ultimi giorni, il servizio di blogging dovrebbe mantenere il proprio nome. È anche l’auspicio di Evan Williams, co-fondatore di Twitter e creatore di Blogger. Google+ «inghiottirà» molte delle piattaforme acquisite dalla multinazionale negli ultimi anni, non tutte.

Orkut è un esempio della politica di Google. L’interfaccia di Blogger ha appena subito l’ennesimo rinnovamento e l’impronta del layout di Google+ è evidente. Tuttavia, l’azienda non ritiene opportuno cambiarne il nome in Google Blogs. Forse anche per preservare Google Blog Search da eventuali confusioni. Lo stesso vale per YouTube.

Nell’intervista rilasciata a GigaOM, Williams ha proposto una digressione sul blogging. La crescita dei social network ha spostato l’attenzione dai blog. Però Blogger, WordPress, ecc. godono di ottima salute: un cambio di marchio sarebbe controproducente per Google. Non solo perché il logo di Blogger è «tra i migliori» del web 2.0.

Fotografia | Joichi Ito (via Flickr)

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Twitter: pianificato il lancio di un servizio di photo sharing?

pubblicato da claudiasantini

twitter

Twitter lavora su un proprio servizio di condivisione delle immagini tramite il servizio di microblogging. La notizia in realtà deriva dai rumor che impazzano su Internet in questi giorni e che prevedono l’introduzione di un diretto concorrente di Twitpic e Yfrog.

Il primo a parlarne è stato TechCrunch, che si sarebbe affidato a numerose fonti anonime e All Things D oggi conferma la storia, anticipando anche che il servizio verrà annunciato entro la fine di questa settimana. Le fonti rimangono anche in questo caso anonime, secondo le quali l’annuncio avverrà durante la conferenza D9 a Rancho Palos Verdes, in California.

In realtà non ci sorprendiamo più di tanto, se pensiamo alla politica attuale di Twitter: espansione, acquisto di client di terze parti, la non concessione delle proprie API e la richiesta agli sviluppatori di non creare più client esterni. Recentemente Twitter ha acquistato anche TweetDeck, una sorta di aggregatore social in grado di importare i feed da Facebook, LinkedIn, MySpace ed altri.

Uno dei portavoce di Twitter, contattato per informazioni ha riguardo, non ha voluto commentare. Attendiamo quindi l’annuncio ufficiale o la smentita.

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Twitter e la comunicazione col cliente: se mi rispondi, io acquisto

pubblicato da claudiasantini

twitter

Ascoltare i propri utenti e consumatori è sempre una tecnica che premia e uno studio lo conferma, in particolare per quanto riguarda Twitter. Una ricerca condotta da inboxQ analizza il rapporto di 2049 utenti di Twitter con alcune compagnie presenti sul servizio di microblogging. Il 64% degli intervistati si è detto disposto ad acquistare servizi/prodotti con le aziende con cui ha avuto contatto diretto tramite Twitter. Il 24% degli utenti ritiene invece che la comunicazione tra le parti non influisca sulla decisione d’acquisto, mentre un 12% risulta totalmente refrattario anche ai brand più comunicativi e trasparenti.

La maggioranza degli utenti dichiara di seguire solo le compagnie che rispondono nel caso in cui vengano citate: se un brand decide di essere presente anche Twitter deve riuscire a mostrare l’aspetto “umano” e comunicativo dell’organizzazione, avvicinandosi al cliente. Gli account che si limitano a condividere feed RSS stentano a decollare: l’utente cerca interazione e risposte.

Diverse multinazionali hanno commesso l’errore di rispondere solo a follower famosi o rilevanti, dimenticando l’utente comune. Questo tipo di atteggiamento non paga: l’utente messo da parte è un utente perso. Su Twitter le compagnie smettono di essere colossi enormi, diventano un’unico soggetto disposto a discutere, condividere, scherzare e dare informazioni.

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Twitter acquisisce Tweetdeck per 40 milioni di dollari, è ufficiale

pubblicato da claudiasantini

pr twitter

Twitter ha acquisto Tweetdeck per più di 40 milioni di dollari tra soldi cash e azioni. La notizia arriva a confermare i rumor di cui parlavamo nelle scorse settimane. Come vi avevo raccontato nel dettaglio, TweetDeck è un’applicazione che permette di organizzare su desktop (ma anche tramite estensione di Chrome) i tweet in più colonne, rendendo la lettura e la gestione più semplice. Il client è inoltre divenuto noto nel tempo per essere diventato una specie di hub di servizi social, includendo i feed di Facebook, MySpace ed altri.

TweetDeck è stato al centro di speculazioni degli esperti di settore per mesi e ora l’acquisizione viene data per certa da alcune fonti sicure, tra le quali TechCrunch che prevede una spesa tra i 40 e i 50 milioni di dollari da parte di Twitter. L’annuncio non è ancora stato dato tramite canali ufficiali, ma l’accordo tra le due parti è stato concluso ieri.

I responsabili di Twitter, contattati da diverse testate, non erano disponibili per commentare, ma il PR della compagnia ha pubblicato il seguente tweet:

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Le origini di Twitter: RIM ha avuto una parte nella sua creazione

pubblicato da claudiasantini

RIM 850 Quasi ogni giorno parliamo di Twitter e delle novità sia tecniche, sia d’attualità che “imprenditoriali” dietro al servizio di microblogging più utilizzato al mondo. Vi siete mai chiesti quale sia l’idea primitiva che ha portato alla nascita di Twitter? Ebbene prima che il servizio diventasse pubblico, era semplicemente un hack dell’AIM sul cercapersone di Jack Dorsey.

Il fondatore di Twitter, Jack Dorsey, ha un forte background nella cultura della messaggistica. Nel lontano 1999 Dorsey ha infatti lanciato anche un primitivo software di invio messaggi chiamato D-Net e, a quel tempo, era anche affascinato dai messaggi di stato degli amici sull’AOL Instant Messenger, tanto da decidere di combinare le due cose utilizzando proprio l’AIM.

Adoravo vedere con un solo colpo d’occhio gli aggiornamenti di stato dei miei amici. Ma apprezzavo allo stesso tempo anche l’aspetto dell’invio della messaggistica quando tu sei in giro nel mondo a far qualcosa lontano dalla tastiera e l’IM non consente qualcosa di simile. Avevo un cercapersone RIM, l’850, primo terminale con email. Ho programmato un sistema in cui potevo inviare una mail dal pager e settarlo come status da qualsiasi parte io fossi. E funzionava! Ero anche in grado a intervalli regolari di tirar giù la lista dei miei amici e ricevere gli aggiornamenti via email. Era fantastico! Il numero degli utenti che avevano questi terminali era così esiguo che i tempi non erano ancora maturi. Si parla del 2001.

Dorsey ha ripreso in mano l’idea nel 2006 mentre lavorava per Evan Williams alla Odeo, combinando gli aspetti della timeline di LiveJournal con gli aggiornamenti di stato degli instant messenger e, ancora, il concetto dei software di invio che recapitano tutto ciò in remoto. Ecco che arriva Twitter!

RIM ha avuto quindi una piccola, ma significativa parte nella nascita di uno dei trend di Internet, ma non ci stupiamo se pensate che è stata la prima compagnia a portare il traffico dati sui dispositivi mobile.

[Via Gizmodo]

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Twittamentary: il documentario sul mondo Twitter

pubblicato da claudiasantini

Uno dei trend di Internet è il meta-argomento: scrivere un post che parla di come scrivere post, effettuare il check-in su Foursquare per un evento Foursquare, scattare una Instagram di Instagram, parlare di Twitter tramite Twitter e via dicendo. Se uniamo questo aspetto, che può essere divertente, alla riscoperta di Twitter quale mezzo di informazione esteso su più fronti (dalla condivisione di ciò che mangiamo al supporto delle proteste in Africa) non possiamo stupirci dell’iniziativa di Tan Siok Siok: Twittamentary, un documentario sperimentale sugli utenti di ogni giorno che utilizzano Twitter.

Tan Siok Siok è un filmmaker di Singapore che intende rispondere alla domanda “What’s happening?” via video, la stessa domanda che Twitter pone ai suoi utenti. Per la precisione Twittamentary chiede come Twitter abbia cambiato la vita dei propri affezionati e delle persone intorno ad esse, fondendo gli aspetti del documentario con quelli dell’interazione di tipo Social Media. Gli utenti possono interagire con la produzione, in tempo reale, mentre guardano il film (che nel frattempo continua ad evolversi).

Il film è composto da racconti raccolti via Twitter, scelti utilizzato i feedback ricevuti sul Web, e i protagonisti vengono filmati durante il viaggio New York - Chicago - Los Angeles. Questi ultimi sono sempre in contatto con il team di produzione tramite Twitter e la narrativa viene plasmata tramite gli interventi in tempo reale di altri utenti tramite Tweetups. Il film prenderà la forma definitiva verso la fine di quest’anno, dopo i cambiamenti apportati dai vari feedback ricevuti nel tempo.

Tutta la promozione di Twittamentary avverrà tramite “via”. Pensate che questo tipo di documentari abbiano un reale valore informativo o lascino il tempo che trovano?

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Twitter acquisisce TweetDeck: la fine di un hub per i servizi social?

pubblicato da claudiasantini

Tweetdeck

TweetDeck, uno dei client Twitter di terze parti più apprezzati, è stato acquistato da Twitter nei giorni scorsi, almeno secondo le rivelazioni di Techcrunch. In realtà, per il momento, né Twitter né TweetDeck hanno confermato l’accordo, ma il terreno delle speculazioni è fertile: cosa ne sarà del piano originario di TweetDeck di diventare un hub centralizzato per i maggiori social network? Dopo essere nato come client Twitter, in tre anni TweetDeck si è arricchito ed aggiornato fino a diventare un “nuovo browser per il Web in real-time“.

Il supporto a Facebook è stato introdotto lo scorso Marzo 2009, trasformando TweetDeck in un’applicazione dedicata a chi ama interagire con gli utenti sparsi su più servizi social in poche mosse. Si tratta di un’opportunità commerciale interessante per una startup che permette di controllare direttamente gli account Facebook, Twitter, MySpace, LinkedIn ed altri tramite un’unica semplice interfaccia. Ed è proprio ciò che TweetDeck è riuscita a fare: un unico client a più colonne con la possibilità di gestione di più aspetti social. L’acquisizione da parte di Twitter apre diversi scenari: alcuni prevedono che le ambizioni di TweetDeck verranno tarpate.

ReadWriteWeb propone un’interessante retrospettiva sulla storia di TweetDeck che vi propongo a mia volta. Il client fu sviluppato dall’inglese Iain Dodsworth ed era la prima applicazione desktop per Twitter basata su Adobe AIR. La prima beta pubblica fu lanciata nel Giugno 2008 e ReadWriteWeb la recensì. Frederic Lardinois scrisse:

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Twitter celebra tutte le mamme del mondo nel giorno della loro festa

pubblicato da Federico Moretti

Twitter è diventato un po’ come i Doodle, cioè i loghi di Google che celebrano varie ricorrenze nel corso dell’anno. Oggi è la festa della mamma e Twitter ha pensato alle celebrazioni con un hashtag dedicato: #mymomtweets identifica gli auguri a tutte le mamme del mondo, sempre più spesso presenti sulla piattaforma di microblogging.

Perché se «la mamma è sempre la mamma» un social network come Facebook potrebbe essere troppo invasivo per dialogare con lei. Twitter, nella sua semplicità, offre un semplice modello di privacy: la cronologia degli aggiornamenti è pubblica o privata. Raramente gli stati contengono informazioni compromettenti. Sono a prova di mamma.

Un modo diverso di festeggiare la propria mamma potrebbe essere proprio regalarle un profilo su Twitter. È gratuito, comprensibile anche dalle persone meno giovani: spiegare il suo funzionamento alla mamma può essere un motivo per passare un po’ di tempo con lei. Fateci conoscere la vostra esperienza: tanti auguri a tutte le mamme!

Via | Twitter

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Twitter: gli utenti attivi hanno relazioni sentimentali più brevi

pubblicato da claudiasantini

twitter

Spesso Facebook viene additato come il “rovina famiglie” e la causa principale odierna di tradimenti e divorzi, ma non è il solo nel panorama social attuale. Secondo le statistiche pubblicate da OkCupid, community per trovare l’anima gemella online, gli utenti più attivi su Twitter hanno apparentemente relazioni sentimentali più brevi rispetto al resto della popolazione.

OkCupid pubblica regolarmente le informazioni racconte sui trend riguardanti la ricerca dell’amore e le statistiche a riguardo. I responsabili del servizio hanno creato una serie di grafici sulle abitudini sessuali di milioni di utenti, determinando la compatibilità tra persone basandosi su un centinaio di domande a cui rispondere. Ciò ha permesso anche di trarre due conclusioni in particolare sugli utilizzatori di Twitter: analizzando 833.987 iscritti a OkCupid, quelli che utilizzano Twitter quotidianamente hanno relazioni più brevi, dato che peggiora man mano che si va avanti con l’età.

La relazione media per un utilizzatore di Twitter di circa 18 anni è di nove mesi, mentre “tutti gli altri” hanno relazioni medie di nove mesi e mezzo. All’età di 50 anni, chi tweetta ogni giorno ha relazioni di circa 15 mesi, mentre per la norma è di 17 mesi.

Se questo dato non vi sembra poi così interessante, OkCupid vi rende noto che chi utilizza Twitter in modo massiccio è più incline alla masturbazione. Analizzando i dati di 21.315 utenti, OkCupid conclude che gli amanti dei tweet ha più chances di masturbarsi ogni giorno. Per altri dati (relativamente) piccanti, vi rimando ad OkCupid.

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