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Tutti gli articoli con tag twitter

Twitter inizia ad inviare resoconti settimanali opzionali via email

pubblicato da Daniele P.

TwitterEmail

Twitter sta per diventare un po’ più molesto, a patto però che glielo permettiate. E’ appena stata introdotta la possibilità di ricevere via mail un resoconto settimanale di tutti gli eventi più importanti e le storie più discusse degli ultimi 7 giorni, una novità opzionale che farà felici quegli utenti che non utilizzano Twitter in modo assiduo e sono già quindi aggiornati in tempo reale sulle ultime tendenze e sugli argomenti più caldi della settimana.

Stando al comunicato ufficiale non si tratterà di un’opzione invasiva: una solo mail a settimana, con una grafica simile al tab “Scopri“, che vi segnalerà tutti i tweet e gli eventi degni di nota, dalle frasi più retwittate alle storie più condivise dagli utenti. Potrete approfondire gli argomenti cliccando sugli appositi link (qui un esempio) o condividerli coi vostri follower direttamente dalla mail.

Il resoconto è opzionale, anche se Twitter ha deciso di abilitarlo di default fin dalla sua introduzione, iniziata ieri e tuttora in corso. Se volete evitare di ricevere l’email potete disabilitare il servizio collegandovi alla scheda Notifiche e togliendo la spunta da “Un riassunto settimanale di Storie e Tweet dalla mia rete” nella sezione Aggiornamenti. Utile? A voi l’ultima parola.

Via | Twitter Blog

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Twitter si oppone ad una citazione in giudizio: "difendiamo i diritti nei nostri utenti"

pubblicato da Daniele P.

twitterlogoTwitter ha deciso di schierarsi pubblicamente in difesa dei suoi utenti ed ha presentato una mozione per chiedere al tribunale dello stato di New York di respingere l’ordine di consegnare i dati di uno dei suoi utenti, quelli di Malcolm Harris, uno dei 700 manifestati di Occupy Wall Street arrestati lo scorso primo ottobre durante l’occupazione del ponte di Brooklyn.

A gennaio il giudice Cyrus Vance aveva ordinato al colosso del microblogging di fornire tutti i dati di Harris in suo possesso - indirizzo email e tutti i tweet, inclusi quelli cancellati, relativi ai tre mesi precedenti l’arresto dell’uomo - e il mese scorso il giudice Matthew Sciarrino aveva dichiarato valido quell’ordine, confermando che i tweet possono essere oggetto di una citazione in giudizio e devono essere messi a disposizione delle autorità senza il bisogno di un mandato. Questo perché, scriveva il giudice, “vista l’autorizzazione data dall’imputato a Twitter per la pubblicazione dei messaggi, i tweet che ha pubblicato non sono più suoi“.

Twitter, invece di consegnare i dati richiesti, ha preferito presentare una mozione contro quella citazione in giudizio, spiegando che la decisione del giudice è basata su un’informazione fondamentalmente scorretta: “i termini del servizio stabiliscono che gli utenti mantengono i diritti di ogni contenuto che presentano, pubblicano o manifestano su e attraverso Twitter“. Quell’ordine, si legge nella mozione, priva gli utenti della possibilità di combattere per i propri diritti e per questo motivo deve essere respinto. L’ultima parola spetta ora al Tribunale di New York.

Via | CNET

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Sarkozy vuole che i colossi di Internet paghino le tasse

pubblicato da claudiasantini

Nicolas Sarkozy

Il presidente francese Nicolas Sarkozy torna all’attacco e sostiene nuovamente che i colossi del web debbano pagare le tasse in Francia. La dichiarazione è stata fatta poco prima che il presidente incontrasse il fondatore di Twitter, specificando che:

È inaccettabile che ottengano un fatturato di diversi miliardi di euro in Francia senza pagare le tasse.

Secondo Sarkozy, intervistato dalla rivista Le Point, il governo dovrebbe prendere in considerazione la tassazione dei ricavi pubblicitari online. I legislatori francesi hanno respinto lo scorso anno un progetto d’imposta sui redditi legati alla pubblicità online, temendo che andasse ad colpire più le piccole imprese, soprattutto locali, che i giganti del web a livello globale come Google, Facebook o Twitter.

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Publish Sync: cross-posting fra Facebook, Twitter e Google Plus

pubblicato da sigul



Publish Sync è una magnifica estensione che consente di postare su Facebook, Twitter e Google Plus in perfetta sintonia. Spesso infatti vorremmo condividere lo stesso messaggio con gli amici di Facebook, i nostri follower su Twitter o qualche cerchia di G+. Bene, con Publish Sync possiamo farlo, ovunque ci troviamo: indipendentemente dal servizio che stiamo fruendo, nel momento in cui andiamo a postare possiamo scegliere se condividere o meno quel post anche sugli altri social e, nel caso di Facebook e Google Plus, con quali cerchie o gruppi (in realtà per ora su Facebook c’è solo l’opzione tutti, amici, amici degli amici).

Al momento l’applicazione funziona solo all’interno di un browser. I quattro principali (Safari, Internet Explorer 8 e superiori, Chrome e Firefox) sono tutti supportati. Per installare l’add-on basta andare sul sito e cliccare install. A questo punto, quando possiamo fare il nostro cross-post semplicemente flaggando il social che ci interessa.

Publis Sync supporta articoli, video, foto, link e più o meno tutto quello che supportano Google Plus e Facebook, affermano gli sviluppatori. Twitter al momento supporta però solo il testo. La cosa interessante è che possiamo anche, per esempio, postare sulla nostra pagina Facebook da Google Plus o Twitter. Purtroppo non è ancora invece possibile postare sulle pagine Google Plus.

L’applicazione supporta anche Plurk, un social network alternativo invero da noi in Italia poco usato.
Ecco come sincronizza i tuoi post

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Londra: la protesta corre su Twitter

pubblicato da Marco Giacomello

londra twitterLo abbiamo visto già utilizzato nelle rivolte nel nord Africa (qui una bella riflessione sul tema), ma questa volta l’utilizzo di twitter nei tumulti lo troviamo a Londra. Vari sono gli hashtag utilizzati sia per informare le persone, sia dagli stessi rivoltosi per organizzarsi: #tottenham e #londonriots i più utilizzati.

Pare che i ‘rivoltosi’ siano poche centinaia, ma ben organizzati ed equipaggiati - i motivi della protesta sono di origine religioso-razziale ed i primi tumulti sono sorti in seguito all’uccisione di un giovane nero da parte della polizia negli scorsi giorni.

Mentre Londra teme l’arrivo di una nuova notte - 2 sarebbero i poliziotti in gravi condizioni - il suo primo ministro Cameron si trova attualmente in vacanza in Italia ed i vertici di Scotland Yard sono tuttora vacanti dopo le dimissioni dovute allo scandalo News of The World. Per info in continuo aggiornamento utilizzate il servizio search di twitter.

Via Guardian.co.uk
Foto Guardian.co.uk

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Con Memoro - la Banca della Memoria viaggi nel tempo e fai del bene

pubblicato da Marco Giacomello

memoro viaggia nel tempoMemoro - la Banca della Memoria nasce in Italia nel 2008 grazie a quattro giovani torinesi. Si tratta di un progetto “no-profit” che ha lo scopo di raccogliere le esperienze di vita delle persone nate prima del 1950 sotto forma di “video-racconti” di 5/10 minuti. Chiunque può diventare ‘cercatore di memoria’ dedicando solo qualche ora a questo progetto (vi bastano una videocamera e una persona da intervistare); ad oggi il sito è presente in dieci paesi (Spagna, Germania, Francia, Stati Uniti, Inghilterra, Venezuela, Argentina, Portorico, Camerun e Giappone). Queste storie vengono poi rese disponibili attraverso la loro piattaforma che attualmente contiene circa 5000 video, visualizzati oltre 1,5 milioni di volte - insomma una sorta di youtube della memoria. Tanti sono i percorsi tematici, i luoghi, i testimoni ed i racconti che Memoro ha raccolto in questi anni - e il loro sito merita davvero una visita.

A partire dal 1 agosto Memoro – la Banca della Memoria lancia una nuova campagna chiamata #ViaggiaNelTempo. L’idea, raccontata in anteprima a Downloadblog, è quella di trascorrere del tempo con una persona anziana e con l’occasione farsi raccontare qualcosa del suo passato, in particolare la sua prima vacanza. Ascoltare vecchie storie ci può far ricordare quanto è semplice divertirsi, ci può far immaginare luoghi, nomi, giochi e situazioni che non esistono più, insomma ci può lanciare in un viaggio nel tempo…in compagnia di chi ha vissuto davvero quell’epoca.

L’intenzione è quella di costruire un grande archivio audio/video/foto dedicato alle vacanze di un tempo, attraverso le parole e i racconti di coloro che hanno vissuto realmente quel periodo. Tutto il materiale che verrà caricato sul sito www.memoro.org dal 1 al 31 agosto 2011, verrà infatti pubblicato in una sezione apposita dal titolo ‘Estate 2011: Viaggia nel Tempo’, raggiungibile a questo indirizzo.

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Blogger non verrà mai «inghiottito» da Google+, parola di... Twitter

pubblicato da Federico Moretti

Evan WilliamsBlogger non diventerà Google Blog: nonostante le indiscrezioni degli ultimi giorni, il servizio di blogging dovrebbe mantenere il proprio nome. È anche l’auspicio di Evan Williams, co-fondatore di Twitter e creatore di Blogger. Google+ «inghiottirà» molte delle piattaforme acquisite dalla multinazionale negli ultimi anni, non tutte.

Orkut è un esempio della politica di Google. L’interfaccia di Blogger ha appena subito l’ennesimo rinnovamento e l’impronta del layout di Google+ è evidente. Tuttavia, l’azienda non ritiene opportuno cambiarne il nome in Google Blogs. Forse anche per preservare Google Blog Search da eventuali confusioni. Lo stesso vale per YouTube.

Nell’intervista rilasciata a GigaOM, Williams ha proposto una digressione sul blogging. La crescita dei social network ha spostato l’attenzione dai blog. Però Blogger, WordPress, ecc. godono di ottima salute: un cambio di marchio sarebbe controproducente per Google. Non solo perché il logo di Blogger è «tra i migliori» del web 2.0.

Fotografia | Joichi Ito (via Flickr)

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Twitter: pianificato il lancio di un servizio di photo sharing?

pubblicato da claudiasantini

twitter

Twitter lavora su un proprio servizio di condivisione delle immagini tramite il servizio di microblogging. La notizia in realtà deriva dai rumor che impazzano su Internet in questi giorni e che prevedono l’introduzione di un diretto concorrente di Twitpic e Yfrog.

Il primo a parlarne è stato TechCrunch, che si sarebbe affidato a numerose fonti anonime e All Things D oggi conferma la storia, anticipando anche che il servizio verrà annunciato entro la fine di questa settimana. Le fonti rimangono anche in questo caso anonime, secondo le quali l’annuncio avverrà durante la conferenza D9 a Rancho Palos Verdes, in California.

In realtà non ci sorprendiamo più di tanto, se pensiamo alla politica attuale di Twitter: espansione, acquisto di client di terze parti, la non concessione delle proprie API e la richiesta agli sviluppatori di non creare più client esterni. Recentemente Twitter ha acquistato anche TweetDeck, una sorta di aggregatore social in grado di importare i feed da Facebook, LinkedIn, MySpace ed altri.

Uno dei portavoce di Twitter, contattato per informazioni ha riguardo, non ha voluto commentare. Attendiamo quindi l’annuncio ufficiale o la smentita.

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Twitter e la comunicazione col cliente: se mi rispondi, io acquisto

pubblicato da claudiasantini

twitter

Ascoltare i propri utenti e consumatori è sempre una tecnica che premia e uno studio lo conferma, in particolare per quanto riguarda Twitter. Una ricerca condotta da inboxQ analizza il rapporto di 2049 utenti di Twitter con alcune compagnie presenti sul servizio di microblogging. Il 64% degli intervistati si è detto disposto ad acquistare servizi/prodotti con le aziende con cui ha avuto contatto diretto tramite Twitter. Il 24% degli utenti ritiene invece che la comunicazione tra le parti non influisca sulla decisione d’acquisto, mentre un 12% risulta totalmente refrattario anche ai brand più comunicativi e trasparenti.

La maggioranza degli utenti dichiara di seguire solo le compagnie che rispondono nel caso in cui vengano citate: se un brand decide di essere presente anche Twitter deve riuscire a mostrare l’aspetto “umano” e comunicativo dell’organizzazione, avvicinandosi al cliente. Gli account che si limitano a condividere feed RSS stentano a decollare: l’utente cerca interazione e risposte.

Diverse multinazionali hanno commesso l’errore di rispondere solo a follower famosi o rilevanti, dimenticando l’utente comune. Questo tipo di atteggiamento non paga: l’utente messo da parte è un utente perso. Su Twitter le compagnie smettono di essere colossi enormi, diventano un’unico soggetto disposto a discutere, condividere, scherzare e dare informazioni.

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Twitter acquisisce Tweetdeck per 40 milioni di dollari, è ufficiale

pubblicato da claudiasantini

pr twitter

Twitter ha acquisto Tweetdeck per più di 40 milioni di dollari tra soldi cash e azioni. La notizia arriva a confermare i rumor di cui parlavamo nelle scorse settimane. Come vi avevo raccontato nel dettaglio, TweetDeck è un’applicazione che permette di organizzare su desktop (ma anche tramite estensione di Chrome) i tweet in più colonne, rendendo la lettura e la gestione più semplice. Il client è inoltre divenuto noto nel tempo per essere diventato una specie di hub di servizi social, includendo i feed di Facebook, MySpace ed altri.

TweetDeck è stato al centro di speculazioni degli esperti di settore per mesi e ora l’acquisizione viene data per certa da alcune fonti sicure, tra le quali TechCrunch che prevede una spesa tra i 40 e i 50 milioni di dollari da parte di Twitter. L’annuncio non è ancora stato dato tramite canali ufficiali, ma l’accordo tra le due parti è stato concluso ieri.

I responsabili di Twitter, contattati da diverse testate, non erano disponibili per commentare, ma il PR della compagnia ha pubblicato il seguente tweet:

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Le origini di Twitter: RIM ha avuto una parte nella sua creazione

pubblicato da claudiasantini

RIM 850 Quasi ogni giorno parliamo di Twitter e delle novità sia tecniche, sia d’attualità che “imprenditoriali” dietro al servizio di microblogging più utilizzato al mondo. Vi siete mai chiesti quale sia l’idea primitiva che ha portato alla nascita di Twitter? Ebbene prima che il servizio diventasse pubblico, era semplicemente un hack dell’AIM sul cercapersone di Jack Dorsey.

Il fondatore di Twitter, Jack Dorsey, ha un forte background nella cultura della messaggistica. Nel lontano 1999 Dorsey ha infatti lanciato anche un primitivo software di invio messaggi chiamato D-Net e, a quel tempo, era anche affascinato dai messaggi di stato degli amici sull’AOL Instant Messenger, tanto da decidere di combinare le due cose utilizzando proprio l’AIM.

Adoravo vedere con un solo colpo d’occhio gli aggiornamenti di stato dei miei amici. Ma apprezzavo allo stesso tempo anche l’aspetto dell’invio della messaggistica quando tu sei in giro nel mondo a far qualcosa lontano dalla tastiera e l’IM non consente qualcosa di simile. Avevo un cercapersone RIM, l’850, primo terminale con email. Ho programmato un sistema in cui potevo inviare una mail dal pager e settarlo come status da qualsiasi parte io fossi. E funzionava! Ero anche in grado a intervalli regolari di tirar giù la lista dei miei amici e ricevere gli aggiornamenti via email. Era fantastico! Il numero degli utenti che avevano questi terminali era così esiguo che i tempi non erano ancora maturi. Si parla del 2001.

Dorsey ha ripreso in mano l’idea nel 2006 mentre lavorava per Evan Williams alla Odeo, combinando gli aspetti della timeline di LiveJournal con gli aggiornamenti di stato degli instant messenger e, ancora, il concetto dei software di invio che recapitano tutto ciò in remoto. Ecco che arriva Twitter!

RIM ha avuto quindi una piccola, ma significativa parte nella nascita di uno dei trend di Internet, ma non ci stupiamo se pensate che è stata la prima compagnia a portare il traffico dati sui dispositivi mobile.

[Via Gizmodo]

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Twittamentary: il documentario sul mondo Twitter

pubblicato da claudiasantini

Uno dei trend di Internet è il meta-argomento: scrivere un post che parla di come scrivere post, effettuare il check-in su Foursquare per un evento Foursquare, scattare una Instagram di Instagram, parlare di Twitter tramite Twitter e via dicendo. Se uniamo questo aspetto, che può essere divertente, alla riscoperta di Twitter quale mezzo di informazione esteso su più fronti (dalla condivisione di ciò che mangiamo al supporto delle proteste in Africa) non possiamo stupirci dell’iniziativa di Tan Siok Siok: Twittamentary, un documentario sperimentale sugli utenti di ogni giorno che utilizzano Twitter.

Tan Siok Siok è un filmmaker di Singapore che intende rispondere alla domanda “What’s happening?” via video, la stessa domanda che Twitter pone ai suoi utenti. Per la precisione Twittamentary chiede come Twitter abbia cambiato la vita dei propri affezionati e delle persone intorno ad esse, fondendo gli aspetti del documentario con quelli dell’interazione di tipo Social Media. Gli utenti possono interagire con la produzione, in tempo reale, mentre guardano il film (che nel frattempo continua ad evolversi).

Il film è composto da racconti raccolti via Twitter, scelti utilizzato i feedback ricevuti sul Web, e i protagonisti vengono filmati durante il viaggio New York - Chicago - Los Angeles. Questi ultimi sono sempre in contatto con il team di produzione tramite Twitter e la narrativa viene plasmata tramite gli interventi in tempo reale di altri utenti tramite Tweetups. Il film prenderà la forma definitiva verso la fine di quest’anno, dopo i cambiamenti apportati dai vari feedback ricevuti nel tempo.

Tutta la promozione di Twittamentary avverrà tramite “via”. Pensate che questo tipo di documentari abbiano un reale valore informativo o lascino il tempo che trovano?

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