Ieri si è svolta la terza udienza al processo contro The Pirate Bay, in cui le varie parti dell’accusa hanno spiegato le proprie richieste e quindi la parola è passata alla difesa. Oltre a deliranti accuse basate sull’assurdo principio di “un download = un brano non venduto”, l’unica nota degna di senso proviene dai legali della Sony i quali hanno asserito che TPB non ha mai risposto alle richieste di eliminare torrent che puntavano a materiale coperto da diritto d’autore ma è potenzialmente in grado di farlo dato che riesce ad escludere i torrent che puntano a files diversi da quelli dichiarati.
Le difese degli imputati hanno invece fatto presente che uploadare un torrent non corrisponde a rendere il contenuto disponibile, dato che è necessario metterlo in seed, ed inoltre i torrent non sono di proprietà della baia, ma possono essere trovati anche attraverso Google; hanno puntualizzato anche che sono gli utenti a generare il contenuto del sito e non i gestori, il che li mette al riparo dalle accuse, come esprime una direttiva europea del 2000.
Una curiosità: Brokep ha dichiarato che difesa ed accusa si sarebbero incontrati fuori dall’aula per discutere il caso e mangiare una pizza ed è stato chiesto all’accusa di pagare il conto, ma ha rifiutato.
Via | TorrentFreak.com
Per Eirik Johansen, ex presidente della IFPI ed ex direttore della EMI, personaggio a lungo ai vertici dell’industria discografica, ha ammesso durante una intervista apparsa sul più diffuso giornale norvegese, Dagbladet, che la lotta al p2p illegale è inutile.
Questa posizione, già molto diversa da quella tenuta da Johansen quando lavorava per la EMI, è resa ancora più distante dalla sua disapprovazione riguardo al paragonare il download di una canzone senza diritti con un furto in piena regola (teoria su cui anche in Italia è stata fatta una non proprio fortunata campagna di informazione-dissuasione, con protagonista Giorgio Faletti).
Johansen, il cui impegno principale era scoprire e far crescere nuovi artisti, adesso che i proventi delle label sono diminuiti e i giovani artisti non vengono più scoperti o instradati al successo ma tutt’al più vengono artificialmente costruite delle star da 2 o 3 hit, ha lasciato il suo lavoro; nella stessa intervista ha dichiarato che storicamente, nessuno ha mai vinto una battaglia contro la nuova tecnologia.
Via | TorrentFreak.com
Se siete maniaci di serie TV e non vi perdete un post di blogapuntate, probabilmente spesso scaricate via torrent le puntate dei vari Dexter, CSI, 24, Heroes non appena trasmessi oltreoceano, senza attendere la messa in onda italiana (se prevista).
FeedMyTorrent offre i feed ai Torrent delle più popolari serie TV, anche in qualità HD se disponibile.
Qui le guide per permettere al proprio client di scaricare le serie automaticamente sfruttando i feed-RSS.
Via | Makeuseof.com
Quando si parla di P2P non si considerano solo le vicende legate alla violazione del copyright e alla pirateria informatica, ma di una tecnologia che può essere utilizzata in modo efficiente e legale.
E’ il caso della CNN che recentemente ha utilizzato la tecnologia P2P per distribuire più agevolmente il video dell’inaugurazione di Obama via Internet. Il protocollo P2P permette di abbattere di costi necessari a tenere in piedi server costosi, perchè per condividere un file basta la collaborazione di tutti i computer degli utenti collegati a quel file.
La CNN ha lavorato con la società danese Octoshape per sviluppare un plugin che permette di utilizzare il player flash della CNN compatibilmente con il P2P. Anche se non ci sono stime ufficiali, sembra che almeno il 30% della banda utilizzata per lo streaming live della CNN proviene da P2P. Questo, ovviamente, si traduce in una riduzione significativa dei costi di banda necessari per l’emittente.
Via | Torrentfreak.com
FireTorrent è un plugin molto utile se state navigando con Firefox e volete contemporaneamente gestire i file torrent. Basta scaricare e installare il plugin e, quando si clicca su un file torrent, questo verrà automaticamente caricato nel download manager di Firefox.
Un plugin simile a quanto integrato già in Opera, ed assente, fino adesso, in Firefox. Non c’è bisogno di alcun client come Azureus, uTorrent o BitComet, e le prestazioni sono davvero buone (quasi alla pari con quelle di uTorrent).
Peccato, però, che le funzioni di configurazioni siano del tutto assenti. Sarebbe utile, infatti, poter gestire e ottimizzare la velocità di upload oppure poter controllare i dati sui download attivi. FireTorrent è ancora in fase di alpha test, il che limita notevolmente il suo utilizzo se cercate stabilità o prestazioni.
Via | Downloadsquad.com
Questo mese di Gennaio pare infuocato per la lotta allo scambio illegale di materiale protetto da diritti d’autore tramite peer to peer: la piccola Isola di Mann lo vorrebbe legalizzare, la Svezia si dice pronta a far intervenire la polizia, e adesso si è scoperto che in Canada gli ISP rallentano il traffico p2p.
L’accusa nasce da una diatriba tra il provider CAIP e il wholesale provider (che vende traffico e noleggia infrastrutture, come in Italia Telecom) Bell; una successiva indagine del CRTC, comitato di regolamentazione delle comunicazioni, ha appurato che questi rallentamenti sono volontariamente provocati dagli ISP e 4 dei maggiori provider canadesi hanno ammesso di utilizzarli per migliorare le prestazioni globali dei loro utenti (sfavorendone altri?).
Questa rivelazione non lascerà sicuramente tranquilli i netizen e porta alla luce un interrogativo che molti si sono già posti: accade anche da noi? E soprattutto, è giusto rallentare un certo tipo di traffico a favore di altro?
Via | TorrentFreak.com
TDC, il più grande provider della Danimarca, nonchè il gestore materiale delle infrastrutture, ha deciso di bloccare l’accesso per i suoi clienti a ThePirateBay; il motivo risiede nel precedente ordine di un giudice danese di imporre a Tele2 di fare altrettanto, ma la causa (impostata da IFPI) deve ancora terminare il suo iter.
La precauzione presa da TDC per tutelare i propri interessi non sembra però spaventare i ragazzi della baia: Peter Sunde si è dichiarato fiducioso che Tele2 vincerà nell’ultimo grado di giudizio, alla Corte Suprema, e questo sarà importante per la neutralità della rete. IFPI ha dal canto suo già fatto festa ed iniziato a avvertire gli altri ISP che dovranno attenersi a quanto per ora deciso.
Pare però che filtrare il traffico verso un sito come TPB (a meno che non la si imputi di terrorismo) sia contrario alle leggi europee, tanto che in Svezia, dove l’IFPI aveva già provato ad intentare cause simili, la legge si era già espressa a favore della baia.
Via | TorrentFreak.com
Un brutto tiro, quello che il giudice statunitense James P. Jones ha giocato alla RIAA nella causa “United States of America v. Dove”, il cui imputato è Daniel Dove, fondatore di Elite Torrents, accusato di innumerevoli violazioni del diritto d’autore e di istigazione alla violazione dello stesso.
Dopo una prima dura sentenza in cui Dove era stato condannato a 18 mesi di reclusione, 2 anni di condizionale e 20mila dollari di multa, gli avvocati della RIAA hanno chiesto un risarcimento in base al mancato guadagno su ogni traccia o album di cui Dove è stato trovato colpevole di copyright infringement, valutando 7,22 usd per ogni album: totale 124.769 dollari, oppure 47000 se Daniel avesse preso parte a spot antipirateria.
Ma il giudice Jones ha stabilito che non c’è corrispondenza tra una traccia scaricata ed un mancato guadagno, cioè non tutto quello che viene scaricato sarebbe stato altrimenti comprato: con questo precedente le future richieste di risarcimento della RIAA saranno dure da portare avanti. Chi troppo vuole…

Coda.fm è un motore di ricerca per Torrent specializzato in particolare in mp3 e file musicali in genere, fornendo oltre che ai tracker di quanto condiviso nella rete anche una serie di contenuti aggiuntivi che non possono non fare la felicità di chi è alla ricerca di qualcosa di nuovo da ascoltare.
I servizi offerti vedono la possibilità di consultare biografie e discografie degli artisti presenti sul portale, oltre ad alcuni suggerimenti su possibili download da effettuare basati sui gusti musicali del visitatore.
Quanto un sito web del genere possa andare avanti senza scatenare l’ira delle major e conseguentemente i tentativi di portarlo a chiudere è tutto da vedere: nel frattempo Coda.fm si propone di sicuro come uno dei migliori motori per scaricare musica.
Via | Downloadsquad.com
Dopo Sinowal e Kobface, che nell’anno appena trascorso hanno colpito rispettivamente conti online e social network (soprattutto facebook), il primo trojan del 2009 punta direttamente ed inaspettatamente contro il file sharing.
Troj/Qhost-AC: è questo il nome del trojan identificato da Sophos che, una volta infettato un computer, non opera sottraendo dati bensì blocca l’accesso ai celebri tracker bittorrent The Pirate Bay e Mininova. La tecnica usata per il dolo è piuttosto semplice: nel file di hosts di Windows vengono associati agli URL dei due siti l’ip 127.0.0.1 (localhost), così che risulta impossibile caricarli.
Per rimuovere il trojan, olte ad un buon software anti malware, è semplicemente necessario editare con il blocco note il file host (senza estensione) che si trova in C:Windowssystem32driversetc cancellando i record relativi a TPB e Mininova.
Il celebre blog orientato al p2p TorrentFreak ha pubblicato una classifica dei 10 siti più utilizzati nel 2008 per cercare file .torrent, i cosiddetti torrent trackers, secondo i dati forniti da Compete ed Alexa.
Chiaramente il primo posto va a The Pirate Bay, seguito a breve distanza da Mininova ed IsoHunt: è lo stesso podio del 2007 (anche se con ordine diverso), a dimostrazione che non si tratta di exploit improvvisi ma di un servizio affidabile nel tempo.
A Torrentz per il secondo anno è arrivata la medaglia di legno, tallonato da TorrentReactor, dal redivivo Demonoid (stoppato per 6 mesi per problemi legali e prima new entry della classifica), ed a seguire da BTJunkie, SumoTorrent, BTmon, TorrentPortal.
Il Partito Pirata fondato 2 anni fa in Svezia da Rickard Falkvinge, dopo essersi presentato alle elezioni politiche nazionali, si sta preparando per le prossime elezioni europee, che si terranno dal 4 al 7 giugno prossimi.
Secondo i sondaggi commissionati, più del 50% della popolazione sotto i 30 anni (più vicina e sensibile alle idee del partito) voterebbe il PP, il che costituisce un dato importante, ed anche allargando la forbice di età, la percentuale di simpatizzanti rimane oltre il 20%. Negli ultimi 3 mesi si sono registrate 3000 iscrizioni al movimento, portando così gli attivi a 9000 unità (una crescita del 50%): per un confronto si pensi che i verdi svedesi, rappresentati in parlamento da 19 delegati, hanno meno iscritti.
Per ottenere un parlamentare a Bruxelles ci saranno bisogno di centomila voti ma le previsioni consentono di sognare ed il Pirate Partiet ha dalla sua il vantaggio di trattare tematiche nuove (per la politica tradizionale) ed importanti sia a livello di ideali che di pratica, lavoro ed economia (la rete giocherà un ruolo fondamentale in qusto). Chissà se il Partito Pirata italiano riuscirà a seguire le orme dei cugini svedesi? Li votereste?
Via | TorrentFreak.com