Facebook fa da scenario ad una triste vicenda: un marito, separato (non divorziato) ha accoltellato a morte la moglie, rea secondo lui di non rispondere ai suoi messaggi, dopo che lei ha impostato sul profilo del social network la propria “Situazione sentimentale” in “Single”.
L’uomo, Edward Richardson, 41enne inglese, è stato giudicato colpevole e dovrà scontare almeno 17 anni per l’omicidio della ventiseienne moglie Sarah, avvenuto nello scorso mese di Maggio, a seguito del quale lui aveva anche tentato il suicidio.
Nessuno ha di certo pensato di incolpare anche minimamente Facebook per quanto accaduto, ma che la goccia che fa traboccare il vaso della pazzia sia un profilo di un social network è veramente un triste segno dei tempi.
Via | AppScout.com
In Giappone il fenomeno del suicidio, altamente utilizzato per mantenere alto il proprio onore anche in situazioni difficili, come saprete è difficilmente arginabile. Da qualche tempo si stanno moltiplicando i siti che trattano l’argomento e che attraggono soprattutto coloro che non vorrebbero ma non hanno il coraggio di compiere l’estremo gesto.
La polizia nipponica ha fatto sapere che la caccia ai creatori di siti del genere è aperta. L’ultimo arresto in ordine di tempo è quello del gestore di un blog che aiutava (sia tramite consigli che intervenendo “sul campo”) le persone a togliersi la vita. Il prezzo? Circa 1.200 euro.
Quando si dice utilizzare internet, un “mondo” bellissimo e pieno di risorse, per scopi terribili.
Continua a leggere: Arrestato il gestore del sito dei suicidi