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I social network hanno aumentato l'uso delle email

pubblicato da PG

I social network hanno aumentato l'uso delle email

I social network sono diventati una colonna fondamentale del web di oggi. Una ricerca pubblicata a marzo da Nielsen mostrava come i social network avessero superato le email tra le abitudini dei navigatori.

Tuttavia, dopo aver analizzato nuovi dati, lo studio di marzo è stato confutato da nuovi risultati che ribaltano la situazione, affermando che i social network hanno aumentato il tempo passato sulle email dagli utenti. Come mai questo cambiamento?

Riflettendo bene si arriva facilmente alla risposta. Frequentando i vari social network si ricevono diverse email di aggiornamento, messaggi, commenti e richieste di amicizia. Il risultato? Se a dicembre 2008 i navigatori passavano una media di 110 minuti al mese sulla posta elettronica, ad aprile 2009 questo valore è salito a 190 minuti.

Vogliamo chiedere a voi lettori: è cambiato negli ultimi tempi il vostro uso delle email? Avete notato anche voi un aumento dell’uso delle email collegato ai social network?

Via | Mashable.com

Foto | Flickr

La vita dei microbloggers è davvero noiosa come scrivono?

pubblicato da PG

La vita dei microbloggers è davvero noiosa come scrivono?

Il web riflette la nostra vita reale? Se davvero fosse così, allora la vita di milioni di internauti è fatta di una noiosa routine: andare a lavoro, tornare a casa, mangiare, dormire e … ripetere tutto il giorno dopo. E’ questa la conclusione a cui arriveremmo se guardassimo ai servizi di microblogging.

Infatti, uno studio realizzato dall’Helsinki Institute for Information Technology, ha rilevato come i termini più diffusi nei messaggi siano “lavoro”, “casa”, “studio”, “pranzo” e “dormire”. L’analisi è stata effettuata su 400.000 post pubblicati su Jaiku, concorrente di Twitter, ma molto simile nelle funzioni, acquistato da Google nel 2007.

C’è da dire, però, che Jaiku non è così popolare come Twitter, e sarebbe interessante ripetere la ricerca su Twitter e Facebook per vedere se i risultati sarebbero simili.

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Un nuovo studio dichiara che la pirateria informatica potrebbe aiutare l'industria musicale

pubblicato da PG

Un nuovo studio dichiara che la pirateria informatica potrebbe aiutare l'industria musicaleMentre ThePirateBay affronta un futuro incerto, dopo le condanne ai suoi creatori, accusati e ritenuti colpevoli di pirateria, un nuovo studio suggerisce che la pirateria informatica potrebbe aiutare l’industria della musica. In che modo?

Dopo aver intervistato oltre 2000 ragazzi intorno ai 15 anni che scaricano musica, lo studio ha dichiarato che chi scarica musica illegalmente ha 10 volte più probabilità di comprare le stesse canzoni rispetto a chi non scarica.

In realtà non è la prima volta che una teoria simile viene pubblicata, ma è interessante notare come periodicamente ricerche di questo tipo suggeriscono come la pirateria potrebbe essere convogliata verso canali alternativi di trasmissione e di mercato. Voi cosa ne pensate?

Via | Mashable.com

Foto | Flickr

Sage: matematica open source da 10 e lode

pubblicato da Davide

sage-scrnSage è un programma open source dedicato allo studio della matematica in tutti i suoi aspetti. Non si tratta del solito prodotto per la visualizzazione di funzioni e grafici ma di un vero software di matematica avanzata adatto sia per le attività più elementari che per la teoria dei numeri, l’algebra, la crittografia e molto altro, e che si affianca ai prodotti commerciali più noti come Mathematica e MatLab.

Sage dispone di numerose funzioni, tutte disponibili via command line o attraverso un browser web che presenta un’interfaccia simile ad un blocco note, con l’interattività della modalità a domande e risposte. Al suo interno sono compresi molti moduli dedicati alle funzioni più avanzate. Sono disponibili diversi libri e manuali in PDF e la documentazione in genere è molto ampia, anche in formato video.

Il prodotto è ovviamente disponibile attraverso i suoi sorgenti, ma si trova già in formato binario per Linux e OSX, mentre per windows è disponibile una Virtual machine pronta da scaricare e far girare all’interno del VMWare Player gratuito. In alternativa si può utilizzare una versione LiveCD che permette di utilizzare Sage senza installazione, semplicemente scaricando e masterizzando l’immagine ISO e facendo il boot dal CD.

Via | OSAlt.com

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Chattare aiuta a diminuire le interruzioni sul lavoro

pubblicato da Rosario

MessengerChattare dal luogo di lavoro non diminuisce la produttività, ma al contrario l’aumenta: è il risultato di uno studio congiunto dell’Ohio State University e dell’University of California.

Contrariamente a quanto molti datori di lavoro pensano secondo le testimonianze girovagando qua e là per Internet, le due università hanno scoperto che chi utilizza programmi di instant messaging si concede meno pause rispetto a chi invece ne fa a meno.

Secondo R. Kelly Garrett, uno dei partecipanti allo studio, la spiegazione starebbe nel fatto che MSN e simili vanno a rimpiazzare altre perdite di tempo più dispendiose in termini di tempo, come telefonate, e-mail e chiacchierate coi colleghi, garantendo delle interruzioni brevi per un rapido scambio di battute.

Lo studio è stato effettuato su 912 persone con un carico di 30 ore lavorative almeno a settimana, delle quali almeno 5 giornaliere davanti a un PC.

Via | Sciencedaily.com

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Sei gradi di separazione... via Live Messenger

pubblicato da nexusdue

mappa MSN Messenger

Uno studio di Microsoft Research ha analizzato una grossa mole di dati relativi al sistema di instant-messaging di Microsoft Live Messenger, rispettando la privacy e senza quindi leggere le conversazioni. Da un database di 4.5 Terabyte di dati estrapolati da 30 miliardi di conversazioni effettuate nel giugno 2006 tra 240 milioni di persone, è stato costruito un grafico formato da 180 milioni di nodi.

Un ampio rapporto sui dati analizzati, disponibile in PDF per il download dal sito di Microsof Research è stato prodotto, constatando che gli utenti preferiscono parlare con gente della stessa fascia di età, lingua e località e soprattutto che le discussioni tra persone di sesso diverso sono più frequenti e più lunghe rispetto a quelle tra individi dello stesso sesso. Guardando la mappa generata dalle località di provenienza delle conversazioni, facilmente di osserva la diffusione del popolare sistema di instant-messaging a livello planetario, fatta eccezione per gran parte del terzo mondo e zone abitate al massimo da pinguini.

Il dato più importante che deriva dallo studio è che è confermata la teoria sociologica dei sei gradi di separazione, ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Infatti, il percorso medio calcolato per connettere un utente con un qualsiasi altro passa attraverso 6.6 connessioni. Insomma, tra noi e Bill Gates ci sono circa 5 persone. Ammesso che lui utilizzi Live Messenger. Ed anche noi.

Via | Mashable.com

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