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Tutti gli articoli con tag steve jobs

Facebook IPO: Mark Zuckerberg come Steve Jobs a 1$ all'anno

pubblicato da Rosario

Facebook IPO: Mark Zuckerberg come Steve Jobs a 1$ al mese

L’ammirazione di Mark Zuckerberg per Steve Jobs è ormai cosa ben nota, ma dal 2013 il fondatore di Facebook avrà un altro elemento che lo avvicinerà al padre di Apple: in seguito all’avvio del processo di quotazione in Borsa, Zuckerberg ha infatti annunciato che riceverà 1$ di stipendio annuo, proprio come Jobs nei suoi ultimi anni alla Apple.

Un bel taglio ai 500.000$ di stipendio ricevuti nel 2011, destinati ad aumentare a 600.000$ nel 2012 e integrati da un bonus di 220.500$ ricevuto a metà 2011: ma dal 1 gennaio 2013 non sarà più così per diretta richiesta del buon Mark, che comunque potrà continuare a contare sul suo 28% di proprietà di Facebook per sostenersi. Considerando che si tratta di una società valutata intorno ai 100 miliardi di dollari, possiamo anche evitare di essere in pena per il “povero” Zuckerberg.

Per i più curiosi, il taglio a 1$ di salario effettuato da Zuckerberg segue non solo quello più famoso di Steve Jobs, ma anche quelli analoghi effettuati da Eric Schmidt e Larry Page in Google, Larry Ellison in Oracle e Meg Whitman in Hewlett-Packard.

Via | Latimes.com

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Non è Steve Jobs, ma è The Protester «la persona dell’anno» sul TIME

pubblicato da Federico Moretti

Time – Person of the Year

Il settimanale statunitense TIME attribuisce ogni anno, con un’edizione speciale, il titolo di Person of the Year: nel 2011 si pensava che il protagonista sarebbe stato Steve Jobs e, invece, è stato eletto The Protester. È l’immagine d’un “anonimo” manifestante che combatte in piazza per i propri diritti, dal Maghreb a Wall Street.

Benché questo individuo rappresenti diverse incarnazioni del manifestante, il richiamo ad Anonymous e alle rivendicazioni del movimento di Occupy Wall Street è evidente: la stessa organizzazione s’è affrettata ad auto–attribuirsi la paternità di The Protester. La scelta del TIME ricorda quant’è distorta l’immagine degli Stati Uniti.

Le immagini e la cronaca delle proteste di Wall Street, che hanno contagiato un po’ tutto il mondo occidentale, passano raramente sui medium tradizionali italiani. Eppure, i presidi occupano le piazze da circa un anno — per manifestare il dissenso nei confronti della finanzia internazionale. Incidendo più della morte di Steve Jobs.

Via | TG Daily

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L'ultima vittoria di Steve Jobs: Adobe pronta a dire addio a Flash Mobile

pubblicato da Rosario

L'ultima vittoria di Steve Jobs: Adobe pronta a dire addio a Flash MobileChissà cosa direbbe a questo punto Steve Jobs nel leggere il report pubblicato da ZDnet, secondo il quale fonti vicine ad Adobe avrebbero affermato quanto segue, anticipando quello che dovrebbe essere un imminente annuncio ufficiale da parte della società:

“Il nostro lavoro futuro con Flash per dispositivi mobili sarà concentrato nel permettere agli sviluppatori di creare package di applicazioni native con Adobe AIR per tutti i più importanti app store. Non adatteremo più il Flash Player per dispositivi mobili a nuovi browser, versioni di SO o configurazioni. Una parte di chi è in possesso della licenza per il nostro codice sorgente potrebbe continuare a lavorare pubblicando le proprie implementazioni. Noi continueremo a supportare le attuali configurazioni Android e PlayBook con fix a bug critici e update di sicurezza.”

La diatriba tra Apple e la stessa Adobe è andata avanti come saprete per anni, dando luogo a una serie interminabile di dibattiti e critiche tra i due schieramenti. I vincitori della decisione di Adobe saranno sicuramente HTML 5 e gli stessi app store, sui quali come sopra riportato potranno essere pubblicate applicazioni Flash grazie all’uso di Adobe AIR. Tutto ciò darà luogo come anticipato nel titolo all’ultima vittoria di Steve Jobs, per il quale già anni fa Flash doveva essere accantonato dal mercato.

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È morto Steve Jobs

pubblicato da Rosario

� morto Steve Jobs

Alla fine non ce l’ha fatta: Steve Jobs è morto in quelle che in Italia erano le nostre ore notturne, lasciando che il risveglio degli appassionati di informatica e tecnologia fosse oggi un po’ più amaro. Che si ami Apple o meno, che si sia tra le schiere di suoi fedelissimi o meno, è impossibile non ricordare Steve Jobs per essere stato il fondatore (e il ri-fondatore a cavallo del 2000) di una delle società più importanti del pianeta, in grado di superare proprio di recente tutti i record in borsa. Né tantomeno per aver dato vita a Pixar Entertainment, società d’animazione autrice di numerosi cartoni animati di successo.

Apple lo ricorda ovviamente dedicandogli la propria homepage e l’immagine che vedete qui sopra, ma a partire da Twitter sono una miriade i ricordi e le commemorazioni in giro per il web, che la stessa Apple invita a inviare anche a rememberingsteve@apple.com. Tra questi, sono ovviamente numerosi anche i commenti di altri personaggi famosi dell’industria e non, come Mark Zuckerberg che definisce Jobs “mentore e amico”, e Barack Obama, che ne parla come “uno dei più grandi innovatori americani”, in grado di “trasformare le nostre vite” e “cambiare il modo in cui vediamo il mondo”.

Ciao Steve, e ovunque tu sia Stay Hungry, Stay Foolish.

È davvero «un obbligo morale», parlare della sessualità di Tim Cook?

pubblicato da Federico Moretti

Tim CookTim Cook, l’uomo che ha sostituito Steve Jobs alla guida di Apple, è gay: per Felix Salmon quest’informazione è «un obbligo morale» verso i lettori. Cook ha fatto coming out sulla propria sessualità a gennaio quando per la prima volta ha preso le redini della società (al posto di Jobs). Perché dovremmo sottolinearne l’omosessualità?

Guidata da Cook negli ultimi otto mesi Apple è arrivata a disporre d’un capitale più consistente di quello degli Stati Uniti. Benché «qualcuno pensasse che Cook fosse eterosessuale». Il titolo in borsa ha perso il 5% di recente, soltanto perché Jobs ha annunciato il proprio ritiro. E l’omosessualità di Cook non è un dato influente.

Tuttavia, Salmon (che scrive per Reuters e ha collaborato con Wired) è convinto dell’importanza, per un giornalista, di sottolineare la sessualità d’un individuo a prescindere dal ruolo e dai risultati ottenuti. Pure qualora non fosse un’informazione di dominio pubblico. È una tesi controversa e discriminatoria, quanto deprecabile.

Continua a leggere: È davvero «un obbligo morale», parlare della sessualità di Tim Cook?

Dimissioni Steve Jobs: Tim Cook è il nuovo CEO di Apple

pubblicato da Rosario

Steve Jobs si è dimesso dalla propria carica di CEO di Apple, lasciandola all’attuale COO Tim Cook. È questa la notizia con la quale ci siamo svegliati stamattina, ovviamente rimbalzata in ogni angolo del globo probabilmente ancor prima che la lettera inviata dallo stesso Jobs fosse inviata. A ogni modo non disperate, perché l’ex CEO rimarrà nel Board di Apple e secondo indiscrezioni continuerà praticamente a svolgere il proprio lavoro di sempre.

Le dimissioni, con effetto immediato, sono state comunicate come dicevamo con la seguente lettera:

Al consiglio d’amministrazione Apple e alla Community Apple:

ho sempre sostenuto che se mai fosse giunto il momento in cui non avrei più potuto svolgere i miei doveri e seguire le mie aspettative come CEO Apple, sarei stato il primo a farvelo sapere. Sfortunatamente, il momento è giunto. Con la presente rassegno le dimissioni da CEO Apple. Mi piacerebbe operare, se il consiglio lo ritiene opportuno, come Chairman del consiglio stesso, direttore e impiegato Apple.

Per quanto riguarda il mio successore, consiglio fortemente di portare a termine il nostro piano di successione e nominare Tim Cook come CEO Apple. Io credo che Apple abbia ancora davanti a sé i giorni più luminosi ed innovativi. Non vedo l’ora di vedere e contribuire ai suoi successi in un nuovo ruolo.
Ho fatto le migliori amicizie della mia vita in Apple e vi ringrazio tutti per i tanti anni in cui ho potuto lavorare al vostro fianco.
Steve

Mentre le reazioni nell’industria si stanno ora dopo ora moltiplicando, qui su Downloadblog vogliamo celebrare il buon Steve con il video che vedete qui sopra, relativo alla sua prima apparizione in TV avvenuta intorno al 1978.

Via | Melablog

Eric Schmidt supera Steve Jobs nella classifica dei CEO più ben voluti

pubblicato da Rosario

Eric Schmidt supera Steve Jobs nella classifica dei CEO più ben voluti

Quanto vogliono bene al loro CEO (ancora per poco) Eric Schmidt i dipendenti Google? Molto, più di quanto ne vogliano a Steve Jobs quelli Apple. Lo riporta uno studio di Glassdoor, community web dove gli utenti-dipendenti delle aziende possono esprimere in maniera anonima il loro livello di gradimento non solo per il boss supremo, rispondendo alla semplice domanda “approvi il modo in cui il CEO guida l’azienda dove lavori?”.

Proprio mentre Schmidt si prepara dopo una decade a cedere il ruolo di CEO di Google a Larry Page arriva quindi il sorpasso ai danni di Steve Jobs: 96% per Eric, 95% per Steve, rispetto al rating dell’anno scorso rispettivamente pari al 93% e 98%. In netto calo invece la CEO di Yahoo, Carol Bartz, crollata da un 77% di preferenze al 50%, segno che forse i dipendenti della sua azienda iniziano a volere qualcun altro alla guida.

Tornando a Google, si tratterà quindi di un’eredità piuttosto pesante per Larry Page, chiamato a misurarsi con il 96% dei propri dipendenti che almeno inizialmente rimpiangerà Eric Schmidt, anche se da uno dei due fondatori della società non ci si può di certo aspettare che fallisca o che non voglia fare con il giusto livello di motivazione il bene della propria azienda. Il tempo di “baby sitting” per Schmidt è dunque finito, e il buon Eric ha sicuramente deciso di abbandonare la propria carica nel momento migliore per sé, anche se resterà comunque a fare da consigliere ai due fondatori di Google, concentrandosi nelle relazioni esterne.

Via | Techcrunch.com

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Google: Steve Jobs era la prima scelta come CEO nel 2000

pubblicato da Rosario

Google: Steve Jobs era la prima scelta come CEO nel 2000

Steve Jobs sarebbe potuto diventare CEO di Google, per volontà dei suoi stessi fondatori Larry Page e Sergey Brin. L’anno era il 2000, e i duoi fondatori dell’azienda di Mountain View erano alla ricerca di qualcuno dotato della giusta esperienza al quale affidare le sorti della società.

Al tempo, dal venture capitalist John Doerr furono organizzati alcuni incontri per Page e Brin, tra i quali anche quelli con Andy Grove di Intel, Jeff Bezos di Amazon e altri importanti personaggi della scena. Tutti però furono rifiutati perché Page e Brin avevano già in mente la figura di Steve Jobs per il ruolo di CEO.

Ma il buon Steve era da poco tornato in Apple, e quindi non se ne fece più nulla affidando la carica a Eric Schmidt. In tutto ciò, può essere divertente immaginare quello che sarebbe poi potuto diventare non solo Google, ma l’intera scena tecnologica con uno come Jobs alla guida di questa azienda. Android senza Flash? Tablet Google all’assalto del mercato? Code interminabili ai “Google Store” per acquistare l’ultima versione del telefonino marchiato con la grande G? Chissà.

Via | Geek.com

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La action figure di Steve Jobs

pubblicato da Rosario

La action figure di Steve Jobs

Come dice Ghacks, era solo questione di tempo prima che qualcuno si prendesse la briga di creare una action figure di Steve Jobs, numero uno di Apple indubbiamente diventato un vero e proprio personaggio al punto da meritare una statuetta come quelle che si realizzano per eroi dei film e dei videogiochi.

La action figure di Steve Jobs è in vendita presso MicGadget al prezzo di 79,90$ e ritrae il caro Steve nel suo abbigliamento preferito con polo nera, jeans e scarpe da ginnastica, con l’immancabile gingillo tecnologico nella sua mano sinistra. Alla base, il logo della mela morsicata, simbolo indiscusso di Apple.

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Un generatore automatico di email da Steve Jobs

pubblicato da Rosario

Un generatore automatico di email da Steve Jobs

Le ormai famose risposte di Steve Jobs in persona a una serie di email ricevute negli ultimi mesi, hanno raggiunto quasi un livello mitologico vista la selezione totalmente casuale delle risposte inviate dal boss di Apple e la loro stessa natura, spesso al vetriolo e sorgente di polemiche.

I ragazzi di eSarcasm hanno deciso di dedicare alle risposte di Jobs un generatore automatico di quelli che si vedono spesso in giro per la rete: tutto ciò che bisogna fare per interrogare lo Steve-bot e collegarsi al link appena riportato e inserire la propria domanda nell’apposito form, dopodiché il capoccia di Apple risponderà a quanto chiestogli dal proprio Mac, iPhone o iPad.

Provatelo e fateci sapere nei commenti il vostro botta-risposta con il buon Steve :)

Via | Technically Incorrect

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15 cose che non sai (forse) su Steve Jobs, in una infografica

pubblicato da nexusdue

steve jobs infografica

Curiosità (non si lavava molto quando era all’Atari?, per esempio) e fatti su Steve Jobs, guru della Apple, in una infografica dopo il salto.

Continua a leggere: 15 cose che non sai (forse) su Steve Jobs, in una infografica

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Google I/O e la guerra fredda con Apple

pubblicato da Gianluca Pezzi

A margine delle novità viste a proposito di Google I/O, facciamo un punto della situazione per avere qualche spunto di discussione. Conosciamo tutti la forza che Google ha in questo momento “storico”, qualcosa che in passato aveva sperimentato Microsoft e prima ancora IBM. Quello che non ci si aspettava era l’avversario che avrebbe tentato di minare la sicurezza di Google: negli scorsi mesi è stata Apple a tenere banco.

Ecco allora che Google I/O sta proseguendo con il classico convitato di pietra, ovvero Steve Jobs. Come nota Louis Gray sul proprio blog, Apple non è presente alla conferenza, non partecipa ad alcuna sessione dei lavori, e non viene mai citata come “concorrente”. Le uniche frecciatine sono riservate ad Microsoft, o per la precisione ad Internet Explorer definito come browser non moderno.

Chi sta andando all’attacco di chi? E’ Apple che attacca Google, oppure è Google che sta attaccando Apple? Google sceglie la strada dei formati aperti e del supporto a Flash, in netto contrasto con quanto fatto da Apple negli ultimi mesi. E cerca di driblare l’avversario, perchè come dice lo stesso Louis Gray, Google sta cercando di andare oltre a tutti i controlli imposti da Apple per dare all’utente la stessa “experience”, a prescindere di cosa dica o faccia Steve Jobs.

Certo, il discorso è molto più complesso e risulta impossibile condensarlo in poche righe. Quello che ci rimane impresso comunque è come i due contendenti abbiano, almeno mediaticamente, messo all’angolo Microsoft, ultimamente un po’ fuori dai giochi. E’ tutto da vedere se questa guerra possa giovare agli utenti. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensate: siamo davvero all’inizio di una guerra tra le aziende? Quanto dureranno le ostilità? Chi vincerà?

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