Start-Up Tool è una piccola utility standalone (109kb, non necessita di installazione) per tenere sotto controllo i programmi che vengono lanciati automaticamente all’avvio di Windows.
Fornisce una gestione basilare dei software in startup ma in compenso è molto pratico: si possono spuntare, rimuovere, mofificare o aggiungere programmi, si può impostare se far partire una applicazione all’avvio o al logon dell’utente e tramite un pulsante in alto a destra è possibile esportare una lista dettagliata dei software e delle relative voci presenti nel registro.
Start-Up Tool è rilasciato come freeware dalla EM-TNT Software e può essere scaricato a questo indirizzo.
Via | JKWebTalks.com
Continua a leggere: Start-Up Tool: utility per gestire i programmi in avvio automatico
Un’ultima utility per configurare al meglio Windows XP nell’attesa di passare Windows 7: si tratta di StartRight, che permette di ordinare i programmi lanciati automaticamente all’avvio del sistema operativo, molto utile per far sì che quelli importanti partano prima degli altri (sarebbe stupido far partire un p2p client prima di PeerGuardian ad esempio).
StartRight è standalone ma per un corretto funzionamento è bene creare una apposita directory nella cartella dei Programmi e lasciarlo lì; una volta lanciato, e riavvato il computer, analizzerà la startup sequence e si piazzerà nella system tray, da dove potrà essere richiamata la finestra principale: basterà quindi selezionare il software desiderato e spostarlo con gli appositi pulsanti sulla sinistra.
Peccato che il programma non supporti Windows Vista e che per rimuoverlo senza dover necessariamente tornare all’ordine precedente si debba controllare che non rimanga il valore StartRight nella chiave HKEY_LOCAL_MACHINESOFTWAREMicrosoftWindowsCurrentVersionRunOnce.
Continua a leggere: StartRight: ordinare i programmi in esecuzione automatica
L’indirizzo e-mail è da tempo diventato il dato più richiesto per l’iscrizione a qualunque tipo di servizio su Internet. Spesso ci è capitato di sacrificare questa nostra piccola parte di privacy per servizi utilizzati solo una volta: un messaggio in qualche forum poco frequentato o magari un download che necessitava di un codice d’attivazione spedito via e-mail. Tempo fa vi avevamo proposto una soluzione per generare email temporanee con Firefox, oggi vi proponiamo Melt Mail.
In poche parole: Melt Mail è un servizio automatico in grado di inoltrare al nostro indirizzo reale i messaggi di posta diretti all’account temporaneo. Dopo avere deciso la durata (dalle 3 alle 24 ore) della nuova casella di posta basterà inserire il nostro vero indirizzo e-mail e premere il bottone: la casella fittizia sarà creata. La nota positiva è che allo scadere del tempo prestabilito sarà cancellato pure il nostro indirizzo e-mail e non saremo più rintracciabili dal sito.
Via | KillerStartups.com
Continua a leggere: Melt Mail: creare alias e-mail temporanei
Ogni giorno sentiamo parlare, leggiamo o scopriamo, una nuova start-up, cioè una ditta appena nata, che offre un prodotto nuovo o ne migliora uno esistente: sono loro le regine del web 2.0, lo alimentano ogni giorno, alternando clamorosi successi (come quello di Facebook) a sonori fallimenti.
E’ però errato pensare che sia un fenomeno prettamente statunitense, per l’esattezza confinato nella Silicon Valley: giovani aziende che propongono idee più o meno innovative nascono quotidianamente in tutto il mondo, anche se la densità è maggiore per il Nord America. Grazie a Startup Warrior, un mashup tra Google Maps e Crunchbase, l’archivio di compagnie hi-tech di TechCrunch, è adesso possibile vedere in tutto il mondo dove sono situate le startup.
Niente di rivoluzionario, ma aiuta molto a rendersi conto di quanto siano avanzati in questo campo alcuni paesi rispetto ad altri; a questo proposito dà da pensare il raffronto tra la nostra nazione e gli altri paesi “avanzati”: sia numericamente che come collocazione (sono 5 intorno alla capitale, altri 3 nel centro Italia), in Italia c’è ancora molto da fare!
Via | SimpleSpark.com
Continua a leggere: Startups Warrior: dove si trovano le nuove società regine del web?
Oggi il Mercury News dedica un articolo ai dieci anni di Paypal, che saranno festeggiati da Lunedì con un microsito che ripercorre la storia del famoso servizio, acquisito da eBay nel 2002. Nato come soluzione per micropagamenti tra PDA Palm Pilot, Paypal oggi vanta 60 milioni di utenti nei 190 paesi in cui è attivo nel mondo, con una quota di mercato del 12% negli USA.
Impressionante la carriera dei fondatori Levchin, Thiel e Musk: tra le aziende create dopo l’uscita da Paypal figurano mostri sacri come LinkedIn, YouTube, Yelp, SpaceX e Slide, il leader nelle applicazioni per Facebook (sono suoi SuperPoke e FunWall, mentre SuperWall è della concorrente RockYou).
Continua a leggere: Paypal festeggia i dieci anni di attività

Vi piace questa o quella celebrità e vorreste imitare il suo modo di vestire? Fino a ieri c’erano giornali, fotografie e riviste. Oggi, invece, è possibile sfruttare la rete. Come? Con un interessante sito, lanciato pochi giorni fa, chiamato Coolspotters.
Il sito ha nel proprio database una grande lista di celebrità, e per ognuna di queste diverse fotografie attraverso le quali si può analizzare il modo in cui queste celebrità si vestono. Gli utenti, oltre a commentare vestiti, accessori, cellulari e automobili, possono addirittura poi acquistare alcuni capi.
Una volta registrati, gli utenti possono, oltre che per celebrità, cercare per prodotti, marche, spettacoli, posti, eventi e tanto altro. L’idea, spiegano dalla Fantzer, la startup del Connecticut che ha avuto l’idea, è quella di mostrare le connessioni che ci sono tra le persone e gli oggetti (connessioni che sono chiamate “spots”).
Continua a leggere: Vuoi vestirti come le celebrità? Prova Coolspotters
Dopo la prima edizione del MiniBar a Milano, in cui diverse startup italiane si sono presentate ad un parterre di possibili investitori, il 6 giugno si terrà a Roma il TechGarage 2008, un grande evento dedicato al venture capitalism e al networking, inteso come mettere in relazione investitori e sviluppatori di applicazioni web.
L’evento, come riportato sul sito Techgarage.eu in lingua italiana e inglese, sarà strutturato in tre principali percorsi denominati Elevator Pitch, Seed Match, a cui si aggiungerà un barcamp.
In ognuno di questi si affronterà uno degli aspetti dell’imprenditorialità web: al primo denominato Elevator Pitchparteciperanno aziende che sono già una realtà e cercano fondi importanti nel loro “Round A”, il tutto condito con keynote e tavole rotonde di prestigiose personalità dell’imprenditoria web italiane e internazionali; gli spazi per il Seedmatch saranno dedicati alle aziende che invece hanno cominciato da poco a sperimentare il loro business model e cercano i fondi necessari a proseguire nell’attività imprenditoriale, da business angel o fondi di venture capital che vogliano scommettere su di loro, attraverso una serie di incontri singoli.
Infine il barcamp sarà dedicato alla progettualità e l’imprenditorialità appena nata o che deve ancora nascere.
Il sito che segnaliamo oggi è abbastanza particolare: Prayerit è un servizio che permette spedire le proprie preghiere e riceverne altre da parte della community, ma solo per i fedeli registrati al sito.
Il funzionamento è piuttosto semplice, dopo l’iscrizione basta inviare una preghiera (titolo, descrizione e, volendo, immagini) e sarà subito visibile da tutti i visitatori del sito. Gli utenti registrati possono aiutare unendosi a voi nella preghiera, cliccando il bottone che fa molto Digg. Le preghiere più votate scaleranno la classifica e rimarranno ben visibili in homepage. Senza contare la lista degli utenti più attivi e gli immancabili ultimi commenti inseriti.
Il potenziale bacino d’utenza del sito è piuttosto elevato, tuttavia è naturale porsi alcune domande sulla moralità e sulla religiosità del servizio offerto. Qual è la vostra opinione al riguardo?
Via | KillerStartups.com
Continua a leggere: PrayerIt: pregare online su un social network
Per fortuna il web offre diverse soluzioni per mandare file di grandi dimensioni. Generalmente mi affido a Pando grazie al client installato sul mio computer, a condizione che la persona che riceverà il file abbia lo stesso sul proprio PC.
SendAlong permette di mandare file di grandi dimensioni per email, senza alcuna installazione di software. Il funzionamento è piuttosto semplice, come spiegato nell’apposita pagina (tour). Basta inserire l’indirizzo del contatto, il testo della mail e selezionare i file da mandare presenti sul proprio computer, con password opzionale. Partirà quindi l’upload dei file con messaggio di notifica alla fine del processo. Il nostro amico riceverà una mail con il link per prelevare il file.
SendAlong è gratuito fino a file di 100 MB con banda mensile di 1 GB, ed a pagamento in base alle esigenze. Un buon servizio, anche se nella versione free sembra piuttosto limitato con i suoi 100 MB per file, vista la concorrenza.
Via | KillerStartups.com
Continua a leggere: Manda grandi file per email con SendAlong
Collezionare dati è gran parte della vita informatica di chiunque, c’è chi si affida a piccoli database, a enormi fogli di calcolo, chi ancora usa la carta; ma la complessità e l’eterogeneità dei dati (numeri in varie forme, testi, ipertesti, interi file) rende difficile la vita a chi vuole catalogarli. Impossibile registrare in un unico file (ma anche su un unico pezzo di carta), tutte le informazioni relative ad una persona, un giorno o una peculiarità, tantomeno poter poi fare delle ricerche o delle analisi su quei dati. Blist potrebbe essere la soluzione.
Per soddisfare la necessità di catalogare, mixare e ricercare dati, una promettente startup di base a Seattle ha creato una web application che viene definita “il database più semplice al mondo”. Blist permette infatti di creare archivi pubblici o privati per qualsiasi cosa: feste, liste di nozze, finanza personale, contatti e molto altro; è in realtà un vero e proprio database relazionale che può essere creato, gestito e aggiornato con una facilità disarmante.
La procedura di registrazione è, al pari della applicazione, semplice ed immediata, basta un indirizzo email valido, nome e nick. Una volta attivato l’account si può creare la prima blist, partendo da una pagina vuota in cui inserire innanzitutto i campi: testo, numeri (normali, telefonici, date o soldi) foto, checkbox, indirizzi web ed email, classificazione (flag e punteggi) ed addirittura files; si possono quindi ottenere infiniti modelli per coprire ogni tipo di esigenza. Andando avanti si scopre un servizio di tagging interno, varie visualizzazioni (elenco, record per record o calendario), possibilità di analizzare i dati o filtrarli. Una volta creato il modello adatto alle proprie necessità (o i modelli, visto che si possono registrare più blist), lo si può salvare, stampare o condividere con altri utenti, che avranno la possibilità di vederlo, modificarlo, valutarlo, a seconda delle preferenze impostate.
Dopo l’era dei BarCamp, eventi organizzati dal basso e tanto amati dai blogger italiani, sono sbarcati in Italia anche i MiniBar.
Si tratta essenzialmente di microconferenze, mono argomento e spesso molto tecniche, che servono a ricercatori, sviluppatori ed investitori ad incontrarsi per cambiarsi informazioni e creare piccole sinergie per far evolvere ulteriormente il web.
Proprio per creare queste piccole sinergie gli organizzatori del MiniBar italiano daranno la possibilità a tutti di presentare in 3 minuti la propria idea ai vari investitori internazionali (e non) che parteciperanno e che vogliono investire (finalmente) anche sui “nostri cervelli“.
Il primo MiniBar italiano sarà organizzato a Milano, venerdì 15 Febbraio presso la Triennale (maggiori informazioni), e vedrà partecipare alcune delle startup italiane di cui abbiamo già discusso qui su Download|Blog, tra cui possiamo citare Zooppa, Dixero e Kiara.
Avete un’idea rivoluzionaria per un’applicazione web 2.0? Che aspettate?! Ci vediamo tutti a Milano!
Lentamente anche l’Europa sta cominciando a diventare un terreno interessante per le Venture Capital: a Londra è partita una iniziativa abbastanza insolita chiamata SeedCamp, dove, chi vorrà presentare il proprio progetto, potrebbe ottenere 50.000 euro di finanziamento per realizzarlo.
La cosa, come ogni volta che si parla di soldi, è chiaramente più complessa.
La scadenza per presentare il proprio progetto è il 12 agosto, e per settembre verranno selezionate venti idee di startup che potranno partecipare ad una intensa settimana di lavoro: un team di investitori, avvocati, esperti di marketing e altre professionalità cercheranno di ridurre i tempi per la fondazione, la progettazione e lo sviluppo di un progetto.
Tra queste venti, alla fine della settimana verranno scelti cinque progetti che otterranno il finanziamento, in cambio di una quota del 10% della futura startup ceduta a SeedCamp.
Continua a leggere: Seedcamp, anche in Europa si investe sul Web 2.0