
Come segnalato nel post di ieri sugli effetti della morte di Michael Jackson su Internet, sono già comparse le prime minacce informatiche collegate al nome del celebre cantante. Cybercriminali non hanno perso tempo per sfruttare il suo nome e l’attenzione dei media per far partire una massiccia campagna di spam e virus.
Ecco una lista delle minacce informatiche legate a Michael Jackson più pericolose delle ultime ore. Innanzi tutto attenti al typosquatting, ovvero agli errori di digitazione di un termine nella barra degli indirizzi, che può portare a siti “somiglianti” nel nome, ma dagli effetti dannosi.
Attenti allo spam: sta girando un’email con un falso video di Michael Jackson chiamato Michael.Jackson.videos.scr che in realtà è un trojan. Un secondo tentativo di spam è una catena che pretende di raccogliere tutti i messaggi dei fan del cantante e informazioni sulla sua vita privata. Una tecnica, in realtà, alquanto vecchia, visto che la maggior parte dei filtri antispam già l’hanno bloccato.
Inevitabilmente nei prossimi giorni aumenteranno le minacce legate al nome di Michael Jackson, come già segnalato da questo articolo in merito a minacce provenienti dall’Ucraina. L’impressione è che, grazie all’esplosione dei social network, i cybercriminali possano sfruttare le caratteristiche di servizi come Twitter in combinazione con Google.
Via | Blogs.zdnet.com
Google ha rilasciato i primi risultati di una ricerca per trovare un nuovo sistema di captcha, in modo da contrastare l’enorme avanzata dello spam e di altri problemi di sicurezza.
Il nuovo sistema di captcha dovrebbe presentare delle immagini capovolte, chiedendo agli utenti di raddrizzarle orientandole nella posizione giusta. In questo modo Google spera di battere i sistemi di screening automatici che riescono a leggere i numeri e le lettere presenti sulle immagini dei captcha e che consentono agli spammer di creare centinaia di falsi indirizzi email.
Questo non è l’unico progetto di Google, che sta testando sistemi basati sull’individuazione di immagini in 3D oppure sulla distinzione, per esempio, tra cani e gatti. In questo PDF i ricercatori di Google, Rich Gossweiler, Maryam Kamvar e Shumeet Baluja, hanno descritto la nuova tecnica di orientamento delle immagini.
Via | News.cnet.com
Spamela è un software sviluppato per impedire che lo spam che quotidianamente ognuno riceve nella propria mailbox venga scaricato, risparmiando così tempo e banda: agisce infatti direttamente sul server, prima che i messaggi vengano scaricati.
L’applicazione identifica la posta indesiderata tramite criteri di riconoscimento e grazie ad un database di spammers di oltre 450000 indirizzi; si possono impostare regole personali affinchè messaggi con caratteristiche impostate dall’utente (dimensione, presenza di più links, di determinate parole ecc.) siano sempre accettati o rifiutati, si può anche redigere o importare dalla rubrica di Windows una friend list per evitare che i messaggi provenienti dai contatti in rubrica finiscano cestinati.
Spamela è disponibile in due versioni, una a pagamento, che supporta più mailbox ed una gratuita, scaricabile a questa pagina.
Via | Sofotex.com
Sempre più spam corre sul web: Microsoft ha dichiarato che il 97% delle email che viaggiano in rete sono indesiderate, McAfee ha invece compiuto uno studio sull’impatto ambientale dello spam, che produce annualmente tanta anidride carbonica quanto lo stato della Giordania.
McAfee ha fatto due conti ed è arrivata ad affermare in un report sullo spam, che per l’invio e la gestione delle email indesiderate vengono consumati 33 miliardi di kilowattore ogni anno, con un impatto sull’ambiente notevole, dato che per produrre quella energia così malamente utilizzata vengono prodotti 17 milioni di tonnellate di CO2, esattamente quanto ne producono 3 milioni di auto in 12 mesi. Per fare un altro paragone, la stessa quantità di energia nello stesso tempo potrebbe essere impiegata per 2,4 milioni di case.
Il report completo può essere scaricato, previa registrazione gratuita, da resources.mcafee.com.
Via | ABCNews

Uno dei massimi status symbol per una piattaforma informatica di successo, si sa, sono i virus. Twitter se n’è accaparrato uno, nei giorni scorsi, e anche uno bello fastidioso, se è per questo.
StalkDaily agiva (e agisce e agirà ancora, almeno secondo quando promette il suo creatore, in una straordinaria intervista che ha rilasciato al blog NetNewsDaily.com), attraverso la diffusione di tweet che propongono soluzioni fasulle allo stesso worm. Oltre a postare automaticamente messaggi dagli account infetti, eliminare lo sfondo dei relativi profili, e qualche altra simpatica trovata.
Il fatto che il creatore di un worm, per quanto abbastanza ludico (seppure molto fastidioso e dannoso) come questo, abbia concesso un’intervista a un blog, è già una notizia. Ma state a sentire che tono ha usato questo diciassettenne da Winnfield, Louisiana, riferendosi alla sua creatura. Ecco una traduzione di qualche stralcio dell’intervista.
Continua a leggere: Intervista a Mikeyy, il creatore del worm per Twitter
Lo spam è diventato una minaccia per la rete, e ad oggi rappresenta oltre il 90% di tutto il traffico mondiale di email, se non di più. Secondo un rapporto pubblicato da Microsoft lo spam avrebbe raggiunto ormai il 97% di tutti i messaggidi posa elettronica.
Tuttavia in questa percentuale vanno considerate le email che si perdono per strada e non raggiungono mai i destinatari grazie al filtraggio su lato server. Rimane comunque il dato impressionante che riguarda un problema sempre più grave e, al momento, irrisolvibile.
Come di consueto le ultime ondate di spam hanno avuto come tema la pubblicità di prodotto farmaceutici (48.6% del totale), ed una buona percentuale di email a sfondo sessuale.
Quindi, nonostante il calo di fine 2008, dovuto alla chiusura della rete McColo, le bootnet si sono riorganizzate riportando i livelli di spam a quelli precedenti se non di più. Anche Symantec ha segnalato come il volume di spam stia aumentando: solo gli Stati Uniti sono responsabili del 28% di tutto lo spam di marzo 2009, mentre scendono Brasile, India e Cina. Infine segnala che le ultime tendenze dello spam si concentrano su temi finanziari, ipoteche e tasse.
Via | Arstechnica.com
Foto | Flickr
Lo spam e’ ripartito. Il fatturato di ogni singolo invio multiplo puo’ raggiungere, anche i 3 milioni e mezzo di dollari all’anno, stando ad una ricerca congiunta delle universita’ di Berkeley e di San Diego: in pratica, 7mila dollari al giorno. Lo spam aveva subito uno stop a meta’ novembre del 2008, dopo il blocco imposto dalla magistratura statunitense a una delle maggiori aziende coinvolte nello spam, la californiana McColo di San Jose’, che oltre all’accusa di spam, deve rispondere anche a quella di diffusione di materiale pedopornografico. L’uscita di scena della McColo fece crollare l’invio di posta spazzatura dall’85% del totale al 50%. Ma in pochi mesi, secondo le stime di Symantec, la spedizione di posta indesiderata e’ tornata, alla fine dello scorso febbraio, al 79%…
Scr.im è una applicazione web che offre un ottimo servizio antispam: non passivo (blocco delle email indesiderate ricevute) ma attivo, anzi attivissimo, andando a sostituire alla email un normale indirizzo web.
Ogni volta che un indirizzo email viene scritto in un blog, un forum, o qualsiasi altra parte del web, è soggetto ad essere preda degli spammer, che effettuano ricerche con speciali tool alla caccia di mailbox scritte in plain text; si può utilizzare una delle tante forme come aggiungere prefissi o suffissi (es: nome-NOSPAM@dominio.tld) oppure utilizzare Scr.im: basta inserire la propria email ed un indirizzo (del tipo http://scr.im/indirizzo, massimo 12 caratteri) e si potrà postare quello anzichè la casella di posta.
Chi ci clicca troverà una pagina in cui viene chiesto di identificare una sequenza di lettere e numeri in mezzo ad altre simili, una specie di captcha. Passato il controllo si può leggere l’indirizzo, aprirlo in gmail o copiarlo negli appunti per poi incollarlo nel mailclient preferito.
Via | AppScout.com
Ancora brutte notizie mettono a rischio la nostra sicurezza su Internet, in particolar modo le nostre email: il fenomeno dello spam, infatti, è tornato a crescere, come per altro, già preannunciato poco tempo fa.
E non è bastata la chiusura, a novembre 2008, della più grande rete di spam mondiale, McColo, perchè negli ultimi mesi lo spam è tornato a crescere ritornando ai livelli dell’anno scorso, ovvero circa il 94% di tutte le email.
E’ vero, la chiusura di McColo è stato un duro colpo agli spammer, che purtroppo si sono riorganizzati velocemente. Quest’anno la media di spam mondiale è cresciuta dell’1.2% ogni giorno. Gli spammer ora sfruttano tecniche più sofisticate, utilizzando reti decentralizzate e basate sul peer-to-peer. Ciò che gli spammer stanno utilizzando è una tecnica più raffinata che evita di avere una grande rete come McColo, facilmente attaccabile.
Via | Bits.blogs.nytimes.com
Foto | Flickr
Nonostante il suo successo internazionale, Facebook deve far fronte, ogni giorno, a nuove minacce per la sicurezza del sito. Al crescere della popolarità, aumentano anche le sfide da affrontare. In questi ultimi giorni si sta discutendo molto degli attacchi che il sito ha recentemente subìto.
Una nuova variante di Koobface è apparsa sul celebre social network. Koobface era comparso per la prima volta ad agosto, tentando di rubare i dari personali degli utenti e utilizzando la lista dei contatti per propagarsi. Le nuove varianti sfruttano diversi meccanismi di Facebook, che intanto sta lottando per rimuovere tutti i contenuti generati dal worm, oltre a cercare di migliorare i suoi sistemi di sicurezza.
La nuova variante di Facebook, segnalata da TrendLabs è fondamentalmente simile alla vecchia, ma si differenzia per il codice di base, che lo rende difficile da individuare. Attualmente solo una piccola percentuale degli utenti è stata colpita da questa nuova variante.
Continua a leggere: Tutte le sfide di Facebook sul fronte sicurezza
Lo spam è una realtà davvero noiosa per gli utenti, e purtroppo dobbiamo confermare che a febbraio nulla è cambiato sul fronte delle email spazzatura. Anzi, il mese appena passato ha visto un picco delle email spam che hanno raggiunto il 79.5% del traffico mondiale, per assestarsi su una media del 73.3%.
Il picco è dovuto alla ricorrenza di San Valentino, durante la quale è cresciuto esponenzialmente lo spam dovuto a contenuti sessuali o legati alla festa. In particolare, la rete conosciuta come Cutwail è stata responsabile del 6.5% delle email totali. Una tendenza in recessione è il numero di email spazzatura che contiene un link ad una query su un motore di ricerca. Questo soprattutto grazie agli stessi motori che, aggiornando i propri algoritmi, hanno eliminato i redirect provenienti dallo spam.
In ogni caso questa percentuale di spam (73.3%) è inferiore al 74.6% fatto segnare nel mese di gennaio: peccato, però, che contemporaneamente le botnet stanno aumentando il loro volume di spam, soprattutto da quando è stata chiusa la grande rete McColo. Così, nonostante il calo che ha portato ad un abbassamento delle percentuali di spam mondiale dall’80% al 68%, ora queste cifre sono ritornare a crescere. Le principali reti identificate sono Cutwail, seguita da Donbot e Mega-D, responsabile di quasi il 40% del traffico mondiale di spam.
Via | Arstechnica.com
Se non vi bastassero (o non vi fossero simpatici) i vari Melt Mail, TemporaryInbox o GuerrillaMail, potete provate un altro servizio di email temporanee: 10 Minute Mail.
Interamente in italiano (ma disponibile in moltissime altre lingue), non necessita di alcunchè se non cliccare sul link per l’assegnazione dell’indirizzo (che sarà del tipo mm1324947@spamcorptastic.com): si accede così ad una pagina in cui è riportata la mailbox fornita, con un conto alla rovescia e la possibilità di prolungare la vita dell’indirizzo per ulteriori 10 minuti.
10 Minute Mail è raggiungibile all’indirizzo http://10minutemail.com.
Via | FreeDownloadADay.com