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Tutti gli articoli con tag spam

Facebook autorizza il tagging dei marchi, cioè le pagine, sulle foto

pubblicato da Federico Moretti

Facebook Pages - TaggingFacebook s’appresta a introdurre su tutto il social network il tagging delle pagine sulle fotografie e sui video. In sostanza, le pagine saranno ancora più “vicine” ai profili personali: la scelta dovrebbe disincentivare la creazione di profili per le aziende. Per gli utenti si traduce in un pericolo, non proprio ipotetico, di SPAM.

Esiste sempre la possibilità di rimuovere le tag aggiunte sui propri contenuti, però da tempo Facebook ha rimosso l’opzione per impedire che gli amici le aggiungano. Un modo per evitare l’invasione delle tag è quello di inibire la consultazione di album e video a chi si occupa di marketing per un’impresa, agendo sulle impostazioni.

È auspicabile, insieme al nuovo modo di “taggare” gli amici, un’ulteriore modifica alla privacy del profilo. Altrimenti il tagging delle pagine potrebbe presto diventare una nuova, fastidiosissima, moda: un po’ come le etichette sulle immagini augurali. Per le aziende, di contro, è l’occasione di farsi pubblicità a titolo gratuito.

Fotografia | ZDNet

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Google si è rotto (o almeno non funziona più come prima), vittima del suo stesso conflitto di interessi

pubblicato da sigul


Una tacita ammissione di fallimento. Questo secondo Gary Marshall su Techradar il significato del nuovo plugin per Google Chrome/Chromium che consente, permettetemi di semplificare, di ripulire le nostre ricerche dallo spam, recentemente in aumento.

La nuova estensione, come ci spiega sul suo blog Google, è per ora solo un test.

Come abbiamo appena raccontato, il plugin invia a Google le nostre preferenze. Con i risultati di quelle Mountain View si propone poi di migliorare il proprio algoritmo. Ma non era questo il suo core business?

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Gli spammer cominciano ad appaltare la decifrazione dei captcha

pubblicato da giovanni de stefano


Quando si tratta di ostinazione e caparbietà, non c’è nessuno a cui gli spammer siano secondi. Ecco, forse giusto qualche troll di una certa rilevanza, o i maniaci sessuali più affermati di ChatRoulette.

Il New York Times ha riportato di come un gruppo particolarmente agguerrito di professionisti dello spam, stufo dei sistemi di prevenzione contro la loro attività (sempre più efficaci), abbia cominciato ad appaltare in India o in Bangladesh posti da “decifratore di captcha“. Si sono rivolti, manco a dirlo, a classi molto disagiate di lavoratori, perlopiù giovanissimi.

Il Times ha anche avuto modo di parlare con uno di loro, un ventenne del Bangladesh, Ariful Islam Shaon. Le paghe sono molto basse: si tratta di circa un dollaro (centesimo più, centesimo meno) per ogni 1000 unità di captcha inseriti manualmente. La speranza, a questo punto, è che presto nuove tecnologie anti-spam rendano obsoleto questo lavoro, o sarebbe meglio dire “forma di sfruttamento”. Anche se significherà far perdere dei posti di lavoro comunque sudati e disperatamente cercati.

Fra gli effetti collaterali dell’odiosa attività dello spamming, l’ultimo che ci saremmo immaginati sarebbe stato questa vera e propria emergenza sociale.

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Tutto lo spam, a fumetti

pubblicato da Gianluca Pezzi

Spam fumetti

Tutto lo spam, raccontato a fumetti. Rackspace ha pubblicato una serie di vignette simpatiche riguardanti lo spam. Niente di trascendentale, sia chiaro, ma le immagini sono carine e potrebbero essere utili per spiegare la portata del fenomeno anche ai non addetti ai lavori.

Quella più buffa riguarda i “loosers”. Considerando la popolazione di Groenlandia e delle isole Aland e Montserrant, probabilmente sono anche noti i nomi degli spammer che inviano 1-2 mail al giorno… Sempre che non siano i tre vichinghi ritratti nel disegno, ovviamente.

Spam fumettiSpam fumettiSpam fumettiSpam fumetti

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Avast 5: come averlo subito in italiano

pubblicato da Vittorio

Avast 5

Per la gioia dei suoi numerosi estimatori, la versione definitiva di Avast 5 è realtà. Il noto antivirus gratuito ha ora un’interfaccia tutta nuova, ma anche un rinnovato motore di scansione che ci mette ancora più al sicuro da virus, worm, spyware e trojan.

Nel momento in cui scrivo questo post, Avast 5 - che pare si contraddistingua anche per una maggiore leggerezza rispetto al passato - non è ancora disponibile sul sito italiano; probabilmente è questione di ore o di giorni perchè ciò avvenga, nel frattempo possiamo comunque scaricarne la versione inglese da qui.

E se vogliamo subito localizzare il prodotto nella nostra lingua, niente di più facile: nell’angolo superiore destro dell’interfaccia cliccate su “Settings”, dopo di che selezionate la voce “Language” nella schermata successiva. Vedrete un pulsante che vi darà la possibilità di installare una nuova lingua, a quel punto scegliete l’italiano (avendo cura di essere connessi ad internet, ovviamente) ed è fatta!

Avast 5 è come sempre freeware ma solo se se ne fa un utilizzo personale, altrimenti va acquistata la versione Pro che ha qualche funzione in più. Da notare che - sempre a pagamento - esiste anche un’edizione Internet Security provvista di firewall e di antispam. Ecco la comparativa riguardante le tre versioni.

Via | Wintricks

IntenseDebate: whitelist per l'approvazione automatica

pubblicato da Federico Moretti

IntenseDebate Whitelist IntenseDebate – il controverso sistema d’amministrazione dei commenti per WordPress – dopo una serie di aggiornamenti (anche un po’ noiosi) dedicati alla localizzazione della piattaforma, si dedica al miglioramento delle funzioni di filtraggio per lo spam: a questo proposito gli sviluppatori stanno cercando di rendere più performante l’integrazione con Akismet e hanno introdotto le whitelist per gli utenti noti.

Uno degli aspetti più apprezzabili di IntenseDebate (che molti hanno invece deciso d’abbandonare per soluzioni equivalenti come DISQUS) è infatti la possibilità di avere following e follower come su Twitter e integrare i profili di molti social network tra i più popolari: sulla base dei propri contatti era già possibile creare una blacklist per la moderazione dei commenti.

La feature testé implementata da IntenseDebate – che resta a mio avviso preferibile ad altri servizi perché acquistato e mantenuto direttamente da Automattic, l’azienda alle spalle di WordPress – consente invece l’opposto: inserendo lo username di un utente che si reputa virtuoso è possibile permettergli l’approvazione automatica dei commenti, lasciando in coda di moderazione (se le impostazioni lo prevedono) tutti gli altri.

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Phishing e spam ottobre 2009: il report Symantec

pubblicato da HellSpawn

Phishing e spam ottobre 2009: il report Symantec

Come di consueto anche per il mese di ottobre 2009 l’azienda di sicurezza Symantec ha pubblicato un report riguardante la diffusione di phishing e spam su Internet, una piaga per la rete sempre presente e in grado di non passare mai di moda, come possono testimoniare le mailbox di tutti di noi.

Secondo i dati forniti da Symantec il phishing sarebbe in continuo aumento, con un rilevamento nel solo mese di ottobre di un aumento del 17% degli attacchi di questo tipo rispetto a settembre, con aumenti in particolare anche nei tentativi di frode in lingua italiana grazie alla diffusione sempre più grande di toolkit in grado di creare messaggi di phishing.

Anche per quanto riguarda lo spam non siamo di certo messi bene, visto che le email spazzatura hanno raggiunto l’87% di tutti i messaggi email circolati. Il dato più significativo di questo mese è l’aumento dello spam originato dalla regione APJ (Asia, Pacifico e Giappone) con una percentuale pari al 23%, e dal Sud America con il 22%, a cui è corrisposto un calo dello spam originato in Europa (28%) e Nord America (20%).

Come prevedibile non si salvano nemmeno i social network e Facebook in particolare, il quale boom sta procedendo di pari passo con spam e phishing sempre più presenti sulla piattaforma.

Foto | Flickr

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Lo spam farmaceutico genera guadagni fino a 4.000 dollari al giorno

pubblicato da PG

Lo spam farmaceutico genera guadagni fino a 4.000 dollari al giornoNonostante l’impegno delle società di sicurezza, sembra che lo spam continui ad aumentare il suo volume di email quotidianamente, secondo una recente stima di Sophos. Ancora più preoccupante è il dato che mostra come lo spam farmaceutico riesca ad ottenere guadagni fino a 4.000 dollari al giorno.

Sembra anche che dietro ad alcune reti di spam, conosciute come “Partnerka”, ci siano alcune tra le più grandi imprese farmaceutiche canadesi. Una delle più famose, GlavMed, sembra vere dei collegamenti con una rete conosciuta come “SpamIt”, a sua volta connessa con gli sviluppatori dei malware Storm, Waledec e Conficker.

Una statistica di luglio mostrava chiaramente come bastano poche email per generare grandi guadagni, se teniamo conto del numero spropositato di spam che ogni giorno viene prodotto. Infatti il 12% degli utenti apre una email di spam perchè interessati ai prodotti.

Via | Arstechnica.com

Foto | Flickr

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Google Knol è solo spazzatura: Wikipedia rimane l'enciclopedia numero 1

pubblicato da PG

Google Knol è solo spazzatura: Wikipedia rimane l'enciclopedia numero 1

Google Knol, l’enciclopedia di Google, non ha raggiunto il suo obiettivo, ovvero quello di diventare l’antagonista di Wikipedia e rivaleggiare con l’enciclopedia online più famosa del web.

Google Knol non è, quindi, il killer di Wikipedia annunciato da tutti: il modello per cui gli utenti guadagnano dalle pagine visitate è fallito, semplicemente perchè in pochi mesi il sito ha ricevuto solo 174.000 visite.

Cosa hanno deciso di fare alcuni utenti per aumentare le visite delle proprie pagine? Inserire annunci di asta e vendita di oggetti, come questa pagina, in cui un utente vende alcuni amplificatori Bose. La spazzatura è arrivata su Knol? Google non vieta espressamente la vendita di oggetti, ma d’altra parte non si tratta certo dell’obiettivo sperato per una enciclopedia creata da Google stessa!

Via | Techcrunch.com

Le email di spam al 92% dei messaggi totali

pubblicato da HellSpawn

Le email di spam al 92% dei messaggi totaliSecondo un report di McAfee i messaggi di spam al momento sarebbero il 92% del traffico totale di email circolanti tra i PC di tutto il mondo, portando quindi il livello della quantità di posta indesiderata a nuovi record nonostante i vari tentativi di abbatterla.

Dividendo il report per vari parametri si scopre che la provenienza dello spam è per il 25,5% dagli Stati Uniti, mentre il boom delle medicine porta il numero di email con Viagra e compagnia bella al 60% del totale. Chi fosse interessato può trovare dopo la pausa entrambi i grafici riguardanti proprio i paesi da cui lo spam proviene di più e la divisione per “argomento”.

Via | Thenextweb.com

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Il 12% degli utenti risponde ad una email di spam

pubblicato da PG

Il 12% degli utenti risponde ad una email di spamLo spam è ancora uno dei problemi più gravi del traffico su Internet. E non solo perchè ormai ha raggiunto e superato il 90% di tutte le email, ma anche perchè esso rappresenta un pericolo per gli utenti.

Una recente ricerca ha rivelato che il 12% degli utenti che hanno ricevuto una email di spam hanno effettivamente pagato il prodotto sponsorizzato. Lo studio è stato rilasciato dalla Messaging Anti-Abuse Working Group (MAAWG) e ha dimostrato come una percentuale non bassa di persone cade nei tranelli delle botnet.

Ciò che ancora preoccupa è che gli utenti che cadono nel tranello sono effettivamente interessati ai prodotti mostrati nelle email. E stiamo parlando, nella maggior parte dei casi, di prodotti farmaceutici ed altri che promettono sensazionali prestazioni sessuali e miglioramenti fisici.

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A pochi giorni dalla morte, compaiono le prime minacce informatiche legate al nome di Michael Jackson

pubblicato da PG

A pochi giorni dalla morte, compaiono le prime minacce informatiche legate al nome di Michael Jackson

Come segnalato nel post di ieri sugli effetti della morte di Michael Jackson su Internet, sono già comparse le prime minacce informatiche collegate al nome del celebre cantante. Cybercriminali non hanno perso tempo per sfruttare il suo nome e l’attenzione dei media per far partire una massiccia campagna di spam e virus.

Ecco una lista delle minacce informatiche legate a Michael Jackson più pericolose delle ultime ore. Innanzi tutto attenti al typosquatting, ovvero agli errori di digitazione di un termine nella barra degli indirizzi, che può portare a siti “somiglianti” nel nome, ma dagli effetti dannosi.

Attenti allo spam: sta girando un’email con un falso video di Michael Jackson chiamato Michael.Jackson.videos.scr che in realtà è un trojan. Un secondo tentativo di spam è una catena che pretende di raccogliere tutti i messaggi dei fan del cantante e informazioni sulla sua vita privata. Una tecnica, in realtà, alquanto vecchia, visto che la maggior parte dei filtri antispam già l’hanno bloccato.

Inevitabilmente nei prossimi giorni aumenteranno le minacce legate al nome di Michael Jackson, come già segnalato da questo articolo in merito a minacce provenienti dall’Ucraina. L’impressione è che, grazie all’esplosione dei social network, i cybercriminali possano sfruttare le caratteristiche di servizi come Twitter in combinazione con Google.

Via | Blogs.zdnet.com

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