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Perché si rimuove un amico da Facebook? Ce lo rivela un sondaggio di NM Incite

pubblicato da Daniele P.

Facebook Dislike

Perché ci si iscrive a Facebook? Perché si aggiunge o si rimuove un amico? Qual è l’utilizzo principale che si fa del noto social network? Se lo sono chiesto alla NM Incite, società di ricerca fondata dalla Nielsen e dalla McKinsey, e le risposte sono arrivate dopo aver interrogato un campione rappresentativo di 1.865 persone di età superiore ai 18 anni, tutti frequentatori di siti internet, blog e social network, Facebook in primis.

Se da un lato le risposte fornite possono sembrare ovvie, dall’altro emergono particolari piuttosto curiosi. Il 55 percento degli utenti ha rivelato di aver rimosso un amico fa Facebook per via di un commento offensivo scritto da quest’ultimo, mentre il 39 percento lo ha fatto perché un amico ha provato a vendergli qualcosa.

Si scopre, però, che c’è anche una piccola percentuale di utenti che ha pensato bene di depennare qualche amico dalla lista soltanto perché colpevole di aver aggiornato troppo poco il proprio profilo. Tra gli altri motivi sono emersi la mancanza di interazione e i commenti politici, seguiti da divorzi o interruzioni di relazioni.

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Chi ha ragione sulla nascita di Facebook? I risultati del sondaggio

pubblicato da HellSpawn

Chi ha ragione sulla nascita di Facebook? I risultati del sondaggio

La nascita del social network Facebook è sicuramente uno dei punti più interessanti dell’ultimo decennio all’interno del campo tecnologico: da essa infatti è nata in pochissimi anni quella che è a tutti gli effetti una delle superpotenze del web, proiettata verso il miliardo di iscritti (nonostante Google+).

Discussioni e film come The Social Network si sono sprecate sull’argomento: da un lato Mark Zuckerberg, ufficialmente riconosciuto come il creatore dell’intera piattaforma, e dall’altro una serie di persone impegnate a reclamare attraverso le vie legali il proprio ruolo nella nascita di Facebook: tra questi, quelli sicuramente più agguerriti sono i fratelli Winklevoss, visti anche all’interno del sopra citato film, e Paul Ceglia, colui che afferma di avere prove evidenti costituite da contratti (prontamente bollati come falsificati da Facebook) e scambi email con lo stesso Zuckerberg.

La settimana scorsa per il sondaggio del lunedì vi avevamo chiesto chi secondo voi in tutta questa confusione avesse ragione: a vincere è il partito di coloro che ormai si sono rassegnati a non sapere mai la verità, con il 54% dei voti. Singolare anche il fatto che la seconda posizione sia occupata esattamente con gli stessi voti al 20% da Zuckerberg e dai Winklevoss, mentre solo il 6% crede che Paul Ceglia (ultimamente separatosi dal suo rappresentante legale) possa avere ragione.

A proposito di social network, questa settimana si vota su MySpace: l’avete già fatto?

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Il sondaggio del lunedì: Facebook, quale verità?

pubblicato da HellSpawn

facebook logoTra i fratelli Winklevoss e il solito Paul Ceglia, non si può di certo dire che gli avvocati di Facebook non abbiano modo di guadagnarsi il loro stipendio, visto che gli stessi gemelli protagonisti del film The Social Network hanno di recente deciso di aprire una nuova causa contro il colosso del web.

Se Mark Zuckerberg viene da molti osannato come un innovatore, c’è anche chi teme che prima o poi possa cadere in tribunale: quanto raccontato dalla pellicola girata da David Fincher, supportato dalle teorie degli stessi Winklevoss (l’ultima accusa è relativa all’inquinamento delle prove) e da Ceglia potrebbe letteralmente stravolgere il futuro di Facebook. A questo punto per il nostro solito sondaggio del lunedì vi chiediamo di dirci che idea vi siete fatti sulla nascita del social network, avvenuta nell’ormai lontano 2004: credete ci sia qualcuno che ha veramente ragione? Oppure non riusciremo mai a sapere la verità?

CareerBuilder: il 45% delle aziende cerca i candidati su Facebook

pubblicato da HellSpawn

CareerBuilder: il 45% delle aziende cerca i candidati su FacebookSecondo un sondaggio condotto dal sito web CareerBuilder.com, il 45% delle aziende tenterebbe di guardare le pagine Facebook dei candidati all’assunzione per le proprie posizioni aperte, raddoppiando così la percentuale del 22% emersa dallo stesso sondaggio appena un anno fa.

Il 29% dei manager interpellati ha dichiarato guardare i profili Facebook per farsi un’idea di come siano i candidati lontani dal lavoro, mentre il 26% darebbe invece un’occhiata a LinkedIn, social network più professionale dove reperire maggiori informazioni sulla carriera e sulla formazione del candidato.

Il 10% invece cercherebbe informazioni sui blog personali e solo il 7% su Twitter. Resta da chiedersi a questo punto come facciano i responsabili per l’assunzione a guardare profili Facebook magari protetti dalle impostazioni sulla privacy: se tra le vostre foto ci sono performance come quella che vedete qui sopra, magari pensateci su un paio di volte prima di accettare nuove amicizie.

Via | Insidefacebook.com

Gli utenti passano più di 4 ore al mese su Facebook

pubblicato da PG

Gli utenti passano più di 4 ore al mese su Facebook

Facebook sempre più sulla cresta dell’onda e fenomeno di proporzioni mondiali. Secondo le statistiche raccolte da Nielsen, i navigatori trascorrono più tempo sul popolare motore di ricerca rispetto a siti come Google, Yahoo e AOL.

A giugno il tempo trascorso dagli utenti su Facebook è aumentato di oltre il 25%, passando ad una media di 4 ore e 39 minuti al mese per persona. Il che significa più di 9 minuti al giorno. Colpa delle vacanze estive? Secondo la ricerca aumenta anche il tempo trascorso su Google, mentre diminuisce il traffico nei confronti dei siti Microsoft e Yahoo.

E voi? Quanto tempo trascorrete ogni giorno su Facebook? Dopo il salto potete votare al nostro sondaggio.

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