Un recente sondaggio del Boston Consulting Group rivela che il 62% dei navigatori italiani pagherebbe fino a sette dollari al mese per poter leggere le news su internet.
E addirittura, stando sempre allo stesso sondaggio, siamo il popolo maggiormente disposto a pagare per usufruire dell’informazione on line, tanto che c’è già una notevole quantità di nostri connazionali che spende dei soldi in tal senso. Invece gli utenti di Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia si sono dimostrati a sorpresa i più “freddini” di fronte all’eventualità di un esborso in cambio delle notizie.
E voi, pur di potervi informare tramite il web, ci stareste ad un pagamento mensile (magari non eccessivo)?
Via | Affaritaliani.it
Continua a leggere: News on line: molti utenti italiani sarebbero disposti a pagarle!
Ieri, alle 18 ora locale, è terminato il periodo a disposizione per scaricare la versione beta di Windows 7.
Non appena è stata rilasciata, la richiesta è stata talmente alta da mandare in tilt le risorse destinate da Microsoft al download, ma sarebbe interessante scoprire, almeno tra i lettori di downloadblog, quanti abbiano portato a termine l’installazione, e di questi quanti l’abbiano fatto per provare seriamente il futuro OS Microsoft e non solo per vedere qualche nuovo effetto grafico.
A tal proposito, vi proponiamo un sondaggio:

Più di 1200 dei nostri lettori hanno dato una preferenza al nostro sondaggio lanciato una paio di settimane fa dove vi chiedevamo se scaricate le serie tv.
Circa l’80% di voi usa scaricare le serie TV, e precisamente il 51% le preferisce in lingua originale mentre il 29% con doppiaggio in italiano. E’ evidente che molti preferiscano questo sistema per poterle vedere comodamente senza interruzioni pubblicitarie, quando e dove si vuole. Il 3% di voi invece le vede in streaming. Solamente il 5% usa ancora il metodo tradizionale, la televisione, mentre il 9% dei nostri lettori priviliegia altro alle estrosità del Dr. House ed al macabro fascino di Dexter.
Ci piacerebbe conoscere le vostre impressioni sui risultati. “Così diciamo tutti“.
Continua a leggere: Scaricate le serie TV? Le vostre risposte al sondaggio
Google continua a macinare record dopo record. In questi giorni il celebre motore di ricerca è apparso come “marchio” n° 1 nei sondaggi dei consumatori, salendo di due posti rispetto all’anno scorso e battendo Microsoft e Mercedes Benz.
Il sondaggio è stato elaborato in 100 supermercati (Asda, Tesco e Sainsbury’s) coinvolgendo 2200 consumatori. Il presidente di Superbrands, società che ha commissionato il sondaggio, ha dichiarato che il cambiamento nello stile di vita, tendenzialmente più tecnologico di una volta, ha portato i cittadini a riconoscere i marchi tecnologici anche nei supermercati.
I risultati indicano anche che Google continua a crescere e ad assestare la sua posizione dominante anche nel Regno Unito. E’ chiaro come Google stia diventando un marchio importante nella vita personale delle persone, così come nel loro lavoro.
Via | News.bbc.co.uk
Avete presente i sondaggi o le gare televisive dove si può votare il Tarricone di turno o dire la propria sull’ultima discussione politica, per SMS? Poll Everywhere è un servizio online a pagamento (gratuito per i primi 30 voti) che consente di creare in maniera piuttosto semplice un sondaggio online e raccogliere dati ricevuti per SMS o web.
Come funziona? Una volta fatta la registrazione, subito si può creare il proprio sondaggio. Ad ogni voce sarà associato un codice del tipo “CAST 1665“, che dovrà essere mandato via SMS ad un numero fornito da Poll Everywhere per votare. Il sistema fornisce anche i risultati del sondaggio in formato Power Point.
Leggendo le FAQ, vedo purtroppo che il sistema via SMS attualmente è disponibile solo negli USA. Invece, il voto via browser (“Web-based and mobile web-based”) è disponibile in tutto il mondo.
Via| Lifehacker.com

Poco più di una settimana fa vi avevamo chiesto, attraverso un sondaggio, quale fosse il vostro rapporto con i browser e gli aggiornamenti di sicurezza. Da un’inchiesta, infatti, era emerso che il 40 per cento degli intervistati non utilizzava l’ultima versione del proprio browser preferito; e se calcoliamo che la maggior parte delle vulnerabilità di sicurezza (l’89,4 per cento nel 2007) sfrutta proprio i bachi presenti all’interno dei browser non aggiornati… la situazione è abbastanza tragica.
È chiaro che i lettori di Downloadblog.it sono per la maggior parte esperti o appassionati di informatica, internet e nuove tecnologie… perché dei 743 voti totali, ben 529 voti (il 71 per cento) sono andati alla risposta A, “installo tutti gli aggiornamenti di sicurezza, anche le più piccole relase”. Le altre preferenze, come vedete dal grafico, rappresentano decisamente una parte minore della “torta”: chi installa spesso gli aggiornamenti, soprattutto quando sono consigliati per gravi motivi di sicurezza, rappresenta il 20 per cento del totale, con 150 voti.
46 voti, il sei per cento del totale, a chi installa le nuove versioni dei browser solo in occasione di major release, mentre solo il due per cento dei nostri intervistati (18 persone) ha ammesso di non essere interessato ad avere l’ultima versione del browser, navigando con quello che capita. Grazie, come sempre, delle vostre risposte e dell’ampia partecipazione!
Continua a leggere: Browser e sicurezza, ecco le vostre risposte

La scorsa settimana vi avevamo proposto un interessante sondaggio sul modo in cui gli utenti internet controllano la posta elettronica. Secondo una ricerca statunitense, infatti, ogni anno la perdita di attenzione nel passare dal proprio lavoro alla casella e-mail costa 650 milioni di dollari nei soli Stati Uniti.
Dalle vostre risposte (siete stati oltre mille, e per questo vi ringraziamo) emerge che il 48 per cento dei nostri lettori (compreso il sottoscritto :)) tiene la posta elettronica sempre aperta, dalla mattina alla sera. Al secondo posto coloro che hanno risposto B: il 30 per cento, infatti, cerca di concentrare il controllo della posta a qualche volta al giorno (ad esempio la mattina, il pomeriggio e la sera).
A seguire, coloro (il 12 per cento) che accedono alla propria casella e-mail solo una volta al giorno. Fanalino di coda (ma era abbastanza prevedibile) con il 9 per cento dei voti quelli che controllano la posta solo alcune volte a settimana.
Grazie, come sempre, per aver partecipato al nostro sondaggio e… alla prossima!
Continua a leggere: E tu, quante volte al giorno controlli le mail? Ecco i risultati del sondaggio

Quanto di frequente controllate se ci sono nuovi messaggi di posta elettronica? Sembra incredibile, ma una ricerca condotta negli Stati Uniti ha rivelato che vengono sprecati oltre 65o milioni di dollari (pari a circa 423 milioni di euro) di produttività, a causa della distrazione che il controllo dell’e-mail provoca.
Un normale impiegato che lavora al computer apre il client di posta elettronica circa cinquanta volte al giorno, e utilizza instant messengers per circa 77 volte. Se però si guardano queste distrazioni da un punto di vista prettamente economico, si scopre che la disattenzione costa. I 650 milioni di dollari persi di produttività ogni anno nei soli Stati Uniti provengono prettamente dall’”attenzione frammentata” a causa di interruzioni inutili e comunicazione digitale non urgente da evadere. Tra l’altro, molte perdite vengono proprio dal tempo che gli impiegati ci mettono nel tornare dalla distrazione della posta all’attenzione verso il proprio lavoro.
Vediamo com’è la situazione tra i lettori di Downloadblog.it. Com’è il vostro rapporto con la posta elettronica? Se volete, partecipate al nostro sondaggio. Tra una settimana, come sempre, i risultati.
Via | AlleyInsider.com

Una settimana fa avevamo affrontato la problematica della pirateria informatica, che nel nostro Paese sarebbe in lieve calo (meno due per cento rispetto allo scorso anno) ma che pone comunque l’Italia al di sopra della media mondiale per quanto riguarda il software illegale.
A tal proposito vi avevamo proposto un sondaggio, come sempre anonimo, in cui vi chiedevamo quale fosse il vostro rapporto con il software piratato. Dal sondaggio, che ha avuto ottimi risultati (con oltre 880 voti e 24 commenti), si evince che la maggior parte dei nostri lettori (502 voti, 58 per cento del totale) utilizza prevalentemente software illegale senza farsi troppi problemi. Tra le motivazioni maggiori, il fatto che il software originale costi davvero tanto, soprattutto per un uso domestico.
Al secondo posto nella nostra speciale classifica, con il 19 per cento del totale (163 voti), ci sono coloro che scaricano software illegale cercando però di acquistare le licenze per i programmi più importanti, come il sistema operativo o le suite da ufficio.
Continua a leggere: Pirateria informatica in Italia. Ecco le vostre risposte

La pirateria informatica in Italia sarebbe in lieve calo: meno 2 per cento rispetto allo scorso anno. Ma non c’è da gioire: la percentuale di software illegale nel nostro Paese è infatti decisamente al di sopra della media. È quanto si legge in uno studio condotto da Idc, International Data Corporation, e presentato dalla Bsa, la Business Software Association.
Secondo lo studio, per il secondo anno consecutivo in Italia “si è ridotto il tasso d’illegalità informatica, sceso dal 53 per cento del 2005 al 51 nel 2006 per raggiungere il 49 nel 2007″, ultimo dato disponibile.
Le case produttrici di software, però, continuano a parlare di perdite sempre molto elevate, con un giro di affari illegale che arriva a toccare quota 1,15 miliardi di euro.
Prima di continuare ancora a parlare di dati, rispondete se volete al nostro sondaggio (non vi preoccupate, è assolutamente anonimo e serve più che altro a tastare un po’ il polso della situazione):
In Italia - lo sapevate? - ci sono 12mila siti d’ispirazione cattolica ed esiste anche un’Associazione di categoria che ha istituito un riconoscimento per premiare i migliori siti Web del mondo cattolico.
A vincere la categoria “diocesi” il sito Vigiova.it, il servizio diocesano per la Pastorale giovanile della Diocesi di Vicenza, “per la naturale freschezza, la navigabilità, la capacità empatica di compenetrare ruoli altamente significativi (animatori giovanili, operatori pastorali, semplici navigatori) nella formazione cristiana dei giovani con percorsi specifici e aree interattive dedicate agli utenti”. Menzione speciale anche ai siti dell’Arcidiocesi di Milano e a quello della Diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola.
Per la categoria “enti, associazioni, aggregazioni” ha vinto il sito dell’associazione Qumran, online dal 1998 “con uno stile - leggiamo nel comunicato - collaborativo basato sulla condivisione”. Tra gli altri siti premiati, il blog di Luca Paolini, insegnante di religione di Livorno “che crede nella possibilità di far interagire le nuove tecnologie con la didattica della religione”. Per quanto riguarda, infine, la categoria “parrocchie” il primo premio è andato al sito del santuario della Madonna del Divino Amore di Roma “per la ricchezza dei contenuti, l’aggiornamento di appuntamenti e news e la presenza di informazioni storiche e artistiche”.
Continua a leggere: Premiati i migliori siti cattolici tra i 12mila italiani
Tutti ci colleghiamo alla stessa internet, ma spesso il nostro approccio è completamente differente per quanto riguarda i modi di connessione e le misure di sicurezza che tendiamo a intraprendere. È la conclusione di un rapporto commissionato da Accenture, che mette in evidenza come le differenze principali dipendano dal posto in cui si vive e dall’età della persona.
Secondo i risultati, anticipati da Ars Technica, circa il 90 per cento degli intervistati crede che prevenire i furti d’identità sia una responsabilità personale. Il problema, però, è che vengono usate le stesse password addirittura per quattro o cinque account alla volta (operazione, sappiamo, sconsigliata da tutti gli esperti in sicurezza). Se, invece, si utilizzano password diverse, è difficile poi associarle poi ai servizi Web: e così si tende - altra tendenza sbagliata - ad appuntarle su fogli di carta.
In generale, inoltre, solo il sette per cento degli intervistati cambia regolarmente le password dei servizi più importanti, così come consigliato.
Continua a leggere: Il Wi-Fi è molto popolare tra i più giovani; il backup no