
Non se n’è parlato quasi per niente, ma alcuni attivisti dell’associazione “Cento per Cento animalisti” hanno realizzato, nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, un blitz di protesta alla sede milanese di YouTube Italia, tappezzandola con striscioni di protesta per i filmati messi in rete e che mostrano sevizio sugli animali.
L’associazione ha anche preannunciato delle denunce per gli utenti responsabili di aver caricato i filmati. “Questi video - spiegano gli attivisti - vengono messi in condivisione sui canali YouTube da utenti senza scrupoli e spesso minorenni che purtroppo vogliono far vanto di queste raccapriccianti, infauste gesta”.
Google, proprietaria di YouTube, non ha al momento rilasciato dichiarazioni in merito. Quello che sperano gli animalisti - e in realtà speriamo un po’ tutti - è che coloro che controllano il retto utilizzo del più famoso servizio di video-sharing inizino una campagna contro i video che mostrano maltrattamenti agli animali.
Google ha annunciato di aver adottato un software in grado di seguire le tracce dei pedofili sul Web e soprattutto di impedire l’accesso, da parte dei bambini, a determinate immagini o siti internet.
La tecnologia è stata creata e messa appunto per l’americano National Centre for Missing and Exploited Children, che si occupa di protezione dei minori. In pratica, gli ingegneri di “Big G” hanno preso il sistema che originariamente era stato sviluppato per evitare che su YouTube venissero caricati materiali protetti da copyright e l’hanno applicato alla sicurezza dei più piccoli.
Il programma utilizza il riconoscimento di alcuni “pattern” comuni ai file contenenti immagini di abuso sui minori. Questa prima relase in futuro potrebbe diventare la base per un grande software che combatta la pedofilia e difenda i bambini che vogliono accostarsi alla navigazione in rete.
Per creare un software simile sono stati inseriti nel sistema centinaia e centinaia di dati sulle pedofilia raccolti negli ultimi anni. “Speri sempre che il tuo lavoro possa essere usato per fare qualcosa di buono al mondo - ha spiegato il ricercatore di Google Shumeet Baluja - e questa ora è una grande chance per avverare questa speranza”.
Via | Bbc News
Google, il consorzio One Laptop per Child e l’Unicef hanno creato un nuovo sito, chiamato Our Stories, con l’obiettivo di rilanciare le favole e i racconti per bambini. Il progetto, in particolare, punta ad aiutare le persone di tutto il mondo a condividere storie e racconti delle proprie vite da qualsiasi posto della Terra.
Primi destinatari del progetto, ovviamente, i bambini dei Paesi in via di sviluppo che usano (o useranno) i laptop a basso costo della Olpc e coloro che sono protetti dall’Unicef.
Il sito, che utilizza le mappe di Google, permette di scegliere i contenuti in base alla loro collocazione geografica: una volta scelta un’area geografica e una favola, l’audio viene fornito da un player YouTube (come quello che ho inserito qui sopra) in cui la parte video è assente.
Il numero delle favole online, spiegano i creatori del sito, è in continua crescita: al momento è possibile ascoltare storie dal Museo brasiliano della Persona e da Ghana, Uganda, Tanzania e Pakistan (la maggior parte registrate con l’aiuto di volontari). Non mancano, inoltre, anche alcuni discorsi di benvenuto, tra cui quello del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.
Continua a leggere: Da Olpc, Google e Unicef tante favole per i bambini più bisognosi (e non solo)
Se la vostra passione è tenere una telecamera in mano e volete metterla a disposizione del prossimo, questo concorso fa per voi. Indetto dal World Food Program delle Nazioni Unite (che ha sede a Roma), il concorso punta a portare l’attenzione dell’opinione pubblica (e soprattutto degli utenti di YouTube) nei confronti della povertà e della sofferenza.
Per partecipare bisognerà, ovviamente, girare un videoclip della durata di 30 o 60 secondi che parli del tema della fame nel mondo. Vinceranno quelli più belli ma anche quelli che riusciranno di più a far parlare di sé (e quindi della problematica) in rete e sui social networks. I cinque lavori migliori saranno pubblicati nel canale YouTube del World Food Program, mentre il vincitore si aggiudicherà un viaggio insieme agli esperti delle Nazioni Unite nei luoghi dove queste stanno operando.
Se siete interessati potete visitare il canale YouTube del Wfp; all’inizio del pezzo ho inserito uno dei video dimostrativi. Devo dire che fa molto effetto. Siete d’accordo?
Via | Reuters
Intel e One Laptop per Child, il programma di Nicholas Negroponte per offrire Pc portatili a 100 dollari ai Paesi in via di sviluppo, uniscono le forze in un’importante alleanza. Come riporta il sito della Bbc, nel maggio dello scorso anno Negroponte aveva molto criticato Intel, dicendo che si sarebbe dovuta “vergognare” per i “tentativi di affossare” l’intento benefico di Olpc, accusando anche la multinazionale dei processori di vendere il proprio laptop a basso costo, Classmate Pc, ai Paesi in via di sviluppo a un prezzo minore di Olpc.
“Quello che è successo in passato ormai è passato - ha spiegato Will Swope di Intel - e ora le nostre due società si alleeranno per fare un lavoro ancora migliore e aiutare i bambini del mondo”.
Intel, dunque, parteciperà all’iniziativa insieme ad altre importanti società come Google e Red Hat, ma soprattutto insieme anche al suo rivale Amd (che già fornisce i processori per i laptop da 100 verdoni).
Via | Bbc News