WordPress.com ha una nuova estensione per il browser, disponibile su Google Chrome: non è la stessa che permette di scrivere sul proprio blog. La novità è dedicata alle funzioni sociali della piattaforma. In un certo senso, Automattic – la società che mantiene WordPress – ha realizzato un’infrastruttura per un nuovo social network.
WordPress.com Extension, al momento disponibile nella sola lingua inglese, s’aggiunge a WordPress.com – l’estensione precedente – integrandola con “follow” e “like” delle fonti. Un ibrido tra Facebook e Twitter, orientato ai blog: un altro passaggio in direzione d’una sorta di piattaforma sociale distribuita. O, almeno, così sembra.
Automattic offriva già dei profili per gli utenti con Gravatar, il sistema d’associazione delle fotografie agli indirizzi e-mail. In settembre, WordPress.com aveva introdotto il “follow” dei blog preferiti disponibile anche sulle installazioni personalizzate di WordPress. Qualche giorno fa è arrivato il lettore universale dei blog.
Continua a leggere: WordPress.com ha un’estensione su Chrome: è un nuovo social network?
MySpace non ha – o, almeno, non più – un’identità precisa e neanche un mentore che si rispetti. Scaricato da News Corp., è abbandonato all’estro di Justin Timberlake — che lo plasma a seconda dei trend del momento. Eppure, negli Stati Uniti genera ancora un traffico mensile di visite uniche superiore a quello di Google+ (e Tumblr).
Non possiamo prevedere quale sarà il destino dell’ennesima rivisitazione di MySpace, ma le statistiche pubblicate da comScore parlano chiaro. È il quarto social network per le pagine visitate, subito dopo LinkedIn. Arrivando quasi a raddoppiare il traffico di Google+, pressoché appaiato a Tumblr nella coda della classifica stilata.
Parliamo di circa 24 milioni di visite contro i 15 di Google+. Un numero esiguo rispetto ai 166 di Facebook. Tuttavia, possiamo trarre almeno due considerazioni: se MySpace fosse gestito meglio potrebbe tuttora competere coi migliori e, soprattutto, Google+ è vicino al sostanziale fallimento di Wave e Buzz. È un dato significativo.
Via | GigaOM
GMail ha ottenuto il supporto a Google+ con l’inserimento delle “cerchie”, ovvero le liste dei contatti del social network. La novità ha raggiunto tutti gli utenti – già tradotta in italiano – includendo quelli che utilizzano Google Apps. Rispetto alla e–mail di Facebook, GMail ha una marcia in più per ottenere davvero il successo.
L’integrazione di Google+ aggiunge a GMail tre funzionalità rilevanti: anzitutto, la possibilità d’aggiungere i mittenti e i destinatari dei messaggi alle “cerchie” sul social network. Se i contatti sono preesistenti, delle etichette individuano la “cerchia” corrispondente. Inoltre, gli allegati possono essere condivisi con un clic.
Insieme ai collegamenti per visualizzare o scaricare un allegato GMail ha ottenuto un pulsante per condividere gli elementi su Google+ senza lasciare il messaggio in lettura. Infine, è stato incluso un sistema di Customer Relationship Management (CRM) per Contacts: sulla destra appaiono i dettagli della presenza nei social network.
Via | Google Operating System
Twitter ha pubblicato Fly nella prima serata di ieri: è la nuova interfaccia della piattaforma di microblogging, concepita per essere pressoché identica sia sul desktop, sia sui dispositivi mobili e sulle applicazioni dedicate. Sul web non sembra ancora disponibile l’italiano, ma le applicazioni per Android e iOS sono già tradotte.
È il secondo restyling di Twitter e mantiene quei parametri di “pulizia” che hanno sempre caratterizzato il servizio. Il rilascio dell’aggiornamento sul web dovrebbe arrivare entro il fine settimana: Fly implementa tutte le novità della piattaforma, dagli album fotografici alla scheda delle attività che è appena apparsa sul profilo.
Twitter Fly presenta una certa somiglianza con Facebook, soprattutto pensando a Timeline — il nuovo profilo in via di distribuzione. Occorrerà del tempo per abituarsi alla nuova interfaccia, che indubbiamente è più adatta all’utilizzo dai dispositivi portatili. E, infatti, il restyling è già completo per i browser degli smartphone.
Via | Twitter

Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg torna a parlare di Google
+, suo diretto concorrente. L’aveva già definito “un piccolo Facebook” ed ora è tornato alla carica sostenendo di non sentirsi affatto minacciato dalla crescita del social network dell’azienda di Mountain View.
Lo ha dichiarato nel corso di uno speciale a lui dedicato, Mark Zuckerberg Inside Facebook, trasmesso ieri sera dalla BBC. A domanda diretta il 27enne ha risposto con un sorriso:
Google è una grande azienda e tutti vogliamo guardare a lei ed imparare qualcosa da tutto quello che fa. Allo stesso tempo, però, le persone hanno già condiviso moltissimo su Facebook ed hanno già detto moltissimo sulle loro vite. Siamo convinti che quello che abbiamo noi sia lo strumento migliore per fare queste cose.
Continua a leggere: Google+ non è una minaccia per Facebook: parola di Mark Zuckerberg
L’entrata in borsa di Facebook è oggetto di grande interesse da parte degli investitori: non esiste ancora una data ufficiale, ma i bene informati sostengono che Mark Zuckerberg avrebbe pianificato il debutto del social network a Wall Street tra l’aprile e il giugno del 2012. Facebook è una delle società più refrattarie al mercato.
Normalmente negli Stati Uniti le società entrano in borsa con una Initial Public Offering (IPO) quando possono raggiungere un valore attorno a $100 milioni di ricavi. Facebook dovrebbe superare i $4 miliardi. Tuttavia, il social network è negli obiettivi di Goldman Sachs da più d’un anno: quotarsi a Wall Street sarebbe determinante.
Zuckerberg, complice la crisi internazionale, preferirebbe mantenere privata la società il più a lungo possibile. In aprile, però, Facebook supererà il limite di cinquecento azionisti che negli Stati Uniti impone la pubblicazione dei bilanci. Non esiste l’obbligo d’entrare in borsa, ma superare quella data sarebbe controproducente.
Continua a leggere: Facebook entra in borsa tra aprile e giugno del 2012 a $100 miliardi

Publish Sync è una magnifica estensione che consente di postare su Facebook, Twitter e Google Plus in perfetta sintonia. Spesso infatti vorremmo condividere lo stesso messaggio con gli amici di Facebook, i nostri follower su Twitter o qualche cerchia di G+. Bene, con Publish Sync possiamo farlo, ovunque ci troviamo: indipendentemente dal servizio che stiamo fruendo, nel momento in cui andiamo a postare possiamo scegliere se condividere o meno quel post anche sugli altri social e, nel caso di Facebook e Google Plus, con quali cerchie o gruppi (in realtà per ora su Facebook c’è solo l’opzione tutti, amici, amici degli amici).
Al momento l’applicazione funziona solo all’interno di un browser. I quattro principali (Safari, Internet Explorer 8 e superiori, Chrome e Firefox) sono tutti supportati. Per installare l’add-on basta andare sul sito e cliccare install. A questo punto, quando possiamo fare il nostro cross-post semplicemente flaggando il social che ci interessa.
Publis Sync supporta articoli, video, foto, link e più o meno tutto quello che supportano Google Plus e Facebook, affermano gli sviluppatori. Twitter al momento supporta però solo il testo. La cosa interessante è che possiamo anche, per esempio, postare sulla nostra pagina Facebook da Google Plus o Twitter. Purtroppo non è ancora invece possibile postare sulle pagine Google Plus.
L’applicazione supporta anche Plurk, un social network alternativo invero da noi in Italia poco usato.
Ecco come sincronizza i tuoi post



Non sono solo gli utenti a pensare che Google+ sia una copia, al momento in piccolo, di Facebook. Ce lo avete detto più volte nei commenti e ora lo ha sostenuto pubblicamente anche Mark Zuckerberg, il giovane fondatore di Facebook, in un’intervista concessa al giornalista e conduttore televisivo americano Charlie Rose.
Parlando delle compagnie tecnologiche, il CEO dell’azienda di Palo Alto ha speso buone parole nei confronti di Amazon e Apple: “sono estramente in linea con noi. Abbiamo discusso spesso con persone delle due compagnie per cercare di fare qualcosa di più insieme ed abbiamo sempre trovato una buona accoglienza“.
Lo stesso non si può dire per Google che, a detta di Zuckerberg, “è più competitiva e sta indubbiamente cercando di creare una sua piccola versione di Facebook“. Lo dimostra, in effetti, anche l’ultima caratteristica introdotta da Google+, la possibilità di creare pagine ufficiali di aziende e prodotti e di far sì che gli utenti le seguano e ricevano i loro aggiornamenti, già presente su Facebook fin dagli inizi. Cosa dovrebbe spingere un’azienda - così come gli utenti - a creare un altro profilo su un altro social network e pubblicare di volta in volta un doppio status, caricare due volte le stesse foto e così via? Sarà il tempo a darci la risposta a questa domanda.
Se volete approfondire il pensiero di Mark Zuckerberg e quello del direttore operativo dell’azienda, Sheryl Sandberg, potete leggere la trascrizione dell’intera intervista a questo indirizzo.
Via | Allthingsd

Norton Internet Security (NIS), il firewall integrato in Norton 360, inibiva l’accesso a Facebook perché ritenuto un tentativo di phishing. Non è una barzelletta. Symantec ha dovuto predisporre un aggiornamento non programmato della propria suite di sicurezza per chiudere il bug: non sembrano essere stati coinvolti tutti gli utenti.
Gli utenti di Norton 360 non potevano più accedere a Facebook via HTTP e HTTPS: sono richiesti l’aggiornamento delle definizioni per il firewall da LiveUpdate e la cancellazione della cache del browser, per aggirare l’ostacolo. Il blocco del social network ha coinvolto tanto NIS 2011, quanto il download di valutazione per NIS 2012.
Se Norton 360 non dovesse completare con successo l’aggiornamento da LiveUpdate, è possibile accedere a Norton Update Center con le credenziali dell’abbonamento e scaricare manualmente le ultime definizioni. Il browser usato per visitare Facebook è indifferente: gli utenti sono stati bloccati su Chrome, Firefox e Internet Explorer.
Via | The Register
Facebook ha bandito il pulsante “dislike” e i termini negativi dalle applicazioni, eppure sul social network proliferano i gruppi d’interesse dedicati all’apologia della violenza nei confronti delle donne. In agosto, 127.000 statunitensi e 4.000 britannici hanno firmato delle petizioni per chiudere le pagine inneggianti allo stupro.
Tuttavia, in più di due mesi Facebook non ha preso alcuna contromisura: molte delle pagine incriminate sono ancora presenti sul social network ed è possibile crearne di nuove. La censura dei termini, adottata in Open Graph per limitare i verb alle azioni positive, non riguarda gruppi e pagine. Ogni altro tipo di violenza è bandito.
Perché a un utente non può dispiacere qualcosa che è stato condiviso, ma può gradire lo stupro? È una domanda legittima, considerando la casistica denunciata dalle associazioni femministe occidentali. Facebook in passato non ha esitato a censurare, ad esempio, le proteste nei confronti delle società petrolifere. Un pessimo segnale.
Via | The Guardian
AOL introdurrà nelle prossime settimane un nuovo social network, l’ennesimo tentativo di contrastare Facebook e Google+. Tuttavia, le circostanze rendono piuttosto credibile mqVibe: è una piattaforma basata su MapQuest, il servizio di mappatura geografica più quotato dopo Google Maps. Il social network avrà un sistema di “vicinato”.
La rete dei contatti di mqVibes non prevede il recupero di relazioni in corso o interrotte. AOL ha seguito con attenzione i suggerimenti dei professionisti che parlano del bisogno d’innovare le connessioni tra gli utenti: l’evoluzione del web in mobilità ha creato nuovi orizzonti. MapQuest aiuta il passaggio dai contatti ai vicini.
Condividere esperienze dalla propria posizione geografica è più intrigante, se a leggere i commenti è chi si trova nei paraggi. Il significato dei social network dovrebbe essere quello d’aumentare i contatti, non soltanto quello di recuperare le relazioni preesistenti. Non ci sono dettagli su mqVibes, comunque l’intuizione è buona.
Via | ReadWriteWeb
Google+ permette d’ignorare selettivamente gli utenti. Se avete aggiunto un utente alle cerchie e trovate noioso ciò che condivide, ma volete ancora dargli il beneficio del dubbio potete ignorarlo anziché bloccarlo definitivamente. Questa funzionalità è unidirezionale: l’utente, infatti, continuerà a ricevere i vostri aggiornamenti.
Dall’apertura del social network Google ha dato la possibilità di bloccare gli utenti: in questo modo tutti i contatti col profilo interessato vengono interrotti. Lui non accede alle vostre informazioni e voi non lo ritroverete più nelle cerchie. Esclusa la lista dei contatti bloccati, ovviamente, per tornare indietro sulla scelta.
Ignorare un contatto, al contrario, equivale a non ricevere più notifica delle sue condivisioni. Mantenendolo nelle cerchie cui è inserito. La stessa funzione è presente su FriendFeed dal 2008: l’opzione di Google+ è molto più “blanda” perché non consente ancora di scegliere gli aggiornamenti da censurare per tipologia o per fonte.
Via | MakeUseOf