
AllTheBests.com è un semplice social network che si pone un obbiettivo niente affatto facile: come recita il suo motto, il suo compito è quello di “farvi scoprire nuove cose che amerete in base a quelle che già amate”. In pratica, una specie di Last.fm applicato a tutto lo scibile delle attività umane.
Si basa sul modo in cui, di volta in volta, completerete il form che occupa il centro della home page del servizio: “Trova il miglior….”. Non c’è limite a quello che potete chiedere. La richiesta di default che compare ora è “il miglior libro per un giorno di pioggia” (evidentemente non c’era bel tempo quando lo sviluppatore si è messo al lavoro su quella parte del sito). Ma naturalmente non c’è limite ai consigli per gli acquisti, per la vita privata e anche per il lavoro che potrete chiedere.
Quando una richiesta fatta al motore di ricerca di AllTheBests non può essere subito evasa, può essere rivolta agli altri utenti. E’ qui che scatta la componente social della faccenda: più risposte darete a domande “insolute” per gli algoritmi, più in futuro sarete soddisfatti ancora di più dai consigli del sito.

Se la privacy non è il vostro valore fondamentale, mentre navigate sul web, date un’occhiata a questa social app: Flexoot.com. In sintesi, non fa che estendere - a tutti i siti visitabili - un tipo di network somigliante alla funzione di YouTube che vi mostra quali utenti stanno visualizzando gli stessi video che visualizzate voi.
Ci si iscrive al servizio, si installa una toolbar e si creano connessioni con altri utenti. Dopodiché, ogni volta che un altro di essi starà visitando la stessa pagina web su cui vi trovate anche voi (pensate ai siti di squadre di calcio, solo per fare un esempio), sarete avvertiti della cosa, e abilitati a scambiarvi messaggi e impressioni.
Le perplessità, manco a dirlo, sono moltissime, riguardo a uno strumento del genere. E’ potente, ma implica una grande responsabilità (per dirla alla Spiderman): aggiungere pochissimi altri utenti. Solo quelli che davvero vi interessa avere sempre a portata di mano, e che magari avete davvero sempre a portata di mano, tramit e IM e telefonia mobile. Il sistema, in questi casi, sostituisce parzialmente altri mezzi di comunicazione. Altrimenti, state tranquilli che disinstallerete la toolbar in men che non si dica. Flexoot è disponibile come add-on per Firefox, per Internet Explorer e per Safari.
Ning è un social network di cui colpevolmente si parla molto poco, nonostante rispetto a equivalenti più blasonati offra funzionalità più interessanti — e difficilmente ospita contenuti deprecabili. Le community presenti su Ning (che è tra i preferiti dai professionisti dell’ICT) sono “decentralizzate” e oltre ad avere URL invididuali possono essere raggiunte impostando i DNS verso il proprio dominio.
Tra le feature di Ning c’è ovviamente l’integrazione con OpenSocial (perciò con Google Friend Connect, MySpace e affini) e il supporto agli aggiornamenti di stato per Twitter: ogni utente ha un singolo NingID che può essere utilizzato per iscriversi a qualunque network dell’intera piattaforma. Indovinate un po’ cosa ancora mancava.
Ovviamente all’appello risultava assente proprio Facebook, che molti utenti di Ning hanno abbandonato in favore di quest’ultimo, ma che non può essere ignorato nella realtà del web: in tempi record è stato prima annunciato e poi esteso a tutti i network il supporto a Facebook Connect — abilitando la possibilità di legare il proprio NingID al profilo su Facebook.
Continua a leggere: Ning integra Facebook Connect su tutti i network
Gli sviluppatori di Brightkite, forse il servizio di geolocalizzazione più popolare del web – e chi avesse mai avuto modo di leggere i loro interventi può confermarlo – sono particolarmente inclini a un umorismo molto britannico (benché tra gli uffici della startup non risulti alcuna sede londinese) e la presentazione del nuovo widget non fa eccezione.
Sicuramente alcuni di voi ricordano il perfido clone in miniatura del Dottor Male del ciclo cinematografico di Austin Powers, concepito dal genio comico di Mike Myers: Mini Me è un widget esportabile su qualunque pagina HTML esterna a Brightkite, configurabile per mostrare la posizione di un utente oppure le attività di un dato luogo.
Generabile esplicitamente per MySpace, Blogger, TypePad e/o WordPress è comunque inseribile ovunque con minime conoscenze del linguaggio HTML: per intenderci Mini Me ricorda molto il badge già previsto da Google Latitude, ma offre tutte le funzionalità avanzate di Brightkite — che peraltro è stato il primo social network per la geolocalizzazione a sfruttare l’estensione di Twitter per le località.
Continua a leggere: Brightkite introduce Mini Me, un widget alla Google Latitude

BetterMe.com è un social network basato sulla sincerità dei propri amici, nonché su quella di coloro che, proprio nostri amici, forse non lo sono.
Si tratta in pratica di un sito nato per dare la possibilità a chiunque di dare “feedback” su chiunque, restando rigorosamente anonimi. I “consigli” saranno poi resi disponibili a chi ha deciso di aprire un profilo BetterMe. Certamente un modo per migliorarsi, ma anche causa di grandi equivoci e litigi, potete starne tranquilli.
Tuttavia l’idea è buona e speriamo possa avere successo anche da noi in Italia. Solo, non prendetevela soltanto con i soliti politici. Anche le suocere vorranno la loro parte.
Continua a leggere: Con BetterMe puoi dire la tua sui tuoi amici, restando totalmente anonimo
A tutti è capitato di fissare qualcuno per strada domandandosi chi fosse: benché l’applicazione sia stata concepita per scopi più utili, Comverse Social AR potrebbe risolvere anche questi problemi. Concepita da Face.com – l’azienda che in collaborazione con Facebook ha dato vita ad applicazioni come Photo Tagger – e Comverse, serve proprio a recuperare informazioni da un volto.
Già provata nell’ambito di una conferenza, consente di visualizzare sul proprio dispositivo cellulare informazioni che riguardano l’individuo “puntato” dalla fotocamera, prendendole dal web: inevitabilmente ciò contribuirà a preoccupare ulteriormente quanti sono chiamati a gestire le informazioni di privacy cedute dai propri utenti — del resto internet è ovunque.
L’applicazione e il software di face recognition alla sua base rimangono comunque particolarmente interessanti: purtroppo le tariffe per la connettività mobile in Italia non sono ancora abbastanza competitive, ma i professionisti potrebbero già avvantaggiarsi di un prodotto simile e in un futuro non troppo remoto la gestione della web reputation anche in relazione a questo tipo di programmi diventerà cruciale.
Continua a leggere: Face.com e Comverse: la web reputation è augmented reality
Con il boom dei social network come Facebook o Twitter, è davvero facile condividere informazioni senza pensarci troppo per poi pentirsene amaramente.
Il gruppo di Common Craft ha creato un video in cui si spiega, nel consueto semplice linguaggio, come proteggere la propria reputazione online facendo attenzione alle insidie della condivisione a tutti i costi.
Così viene descritto il filmato:
Questo video analizza i rischi a lungo termine nella condivisione delle informazioni inadeguate sul web. Esso incoraggia gli spettatori a “pensare prima di cliccare su” e offre suggerimenti per essere responsabili con foto, video e storie. Punti del video sono:
* Perché le foto sono permanenti sul web
* Future conseguenze della condivisione di informazioni inadeguate
* Suggerimenti per proteggere la reputazione (personale e di amici)
* Cosa fare quando è condivisa una informazione inappropriate
Vedi il video su come proteggere la propria reputazione online e leggi il testo (in inglese).
Via | Commoncraft.com
Continua a leggere: Un video su come proteggere la propria reputazione online

Disponibile sul mercato da ormai tanti anni, Copernic Agent è un glorioso software (gratuito nella versione Basic) che ci permette di cercare parole in più motori di ricerca contemporaneamente, anche se non in Google.
Il programma consente una ricerca di termini precisi o frasi complete utilizzando motori come Altavista, Bing, Lycos e Yahoo. Inoltre è possibile ricercare delle parole anche nelle edizioni nazionali - italiane comprese - dei vari motori, nei newsgroups ed in alcuni social network. Le ricerche effettuate vengono poi mostrate per rilevanza o secondo altri criteri selezionabili di volta in volta.
Copernic Agent era molto di moda quando Google, pur avendo già una posizione prevalente sul mercato, forse non era considerato così “definitivo” come oggi. Attualmente un prodotto del genere potrebbe sembrare a tratti obsoleto ed invece a sorpresa è ancora vivo e vegeto, pronto a rivolgersi evidentemente a tutti coloro che amano cercare su internet in modo alternativo.
Per pura completezza d’informazione vi segnaliamo che di questo software esistono anche versioni a pagamento, che aggiungono alcune funzioni in più tra cui quella di escludere dalla ricerca i link non funzionanti (qui la comparativa completa delle versioni).
Pagina per il download di Copernic Agent Basic 6.12
Continua a leggere: Copernic Agent Basic, il metamotore che da sempre snobba Google
È stato un periodo festivo piuttosto laborioso per il team di Tumblr: pochi giorni fa è stato introdotto il pulsante “Ask” che ha aperto a nuove interessanti prospettive. Ma non è l’unica feature cui gli sviluppatori stavano lavorando in queste settimane. Dopo settimane di studio è stata cambiata la navigazione della dashboard.
Un aspetto che personalmente apprezzo molto degli sviluppatori di Tumblr è l’attenzione alle richieste degli utenti (i feedback sono stimolati e seguiti dagli amministratori): nella circostanza erano stati ravvisati dei problemi nel conteggio dei post non letti tra i following e rispetto alla Tumblarity — ossia una sorta di karma associato al singolo tumblog attraverso numero di interventi nel tempo, letture e preferiti.
Considerando quest’aspetto è stata creata la nuova barra di navigazione laterale, che corregge gli errori notificati e semplifica il raggiungimento delle varie sezioni della piattaforma: Tumblr ha così una migliore ergonomia (e sta testando ulteriori funzionalità come la notifica via e-mail di follower e preferiti).
Continua a leggere: Tumblr ha rilasciato la nuova versione della dashboard
Ormai HootSuite non ha più granché a che vedere con la sua funzione originaria — dal momento che dovrebbe essere un “semplice” client professionale per Twitter. Ovviamente non sto parlando di un difetto, ma della naturale evoluzione del servizio: dopo essersi messo in pari con le nuove feature del popolare servizio di microblogging e aver integrato le pagine di Facebook, HootSuite sta studiando l’integrazione con WordPress.com.
Quest’ultima può già essere abilitata dalle preferenze della dashboard di HootSuite in fase beta: occorre disporre di un blog su WordPress.com – perché la funzionalità non è ancora disponibile come plugin per il CMS – e aver abilitato le API di Twitter nel profilo. È così possibile pianificare i post e pubblicarli su più account contemporaneamente, esattamente come già avveniva per i tweet e gli aggiornamenti di stato per Facebook e LinkedIn.
Nel contempo sono state attivate altre funzioni accessorie come i tooltip per i trending topics di Twitter e le anteprime di URL e immagini: non è certo stato un Natale di riposo per gli sviluppatori di HootSuite. Non è tutto: con la funzione real time di Twitter è stata aggiunta la possibilità di visualizzare un maggior numero di tweet per ogni scheda ed è stato aperto una sorta di app store che raccoglie tutte le estensioni e le applicazioni ufficiali di HootSuite.
Continua a leggere: HootSuite lancia l'integrazione con WordPress.com
Per quanto il titolo sia paradossale (me ne rendo conto) descrive esattamente quanto è avvenuto nelle ultime ore: acclamato a furor di popolo come uno dei servizi web più interessanti del 2009, la Web 2.0 Suicide Machine – che consente di cancellare completamente i propri account dai social network più popolari – è stata “bannata” da Facebook.
Pare che in una nota (peraltro non pervenuta agli sviluppatori della Sucide Machine) il team di Facebook abbia lamentato una violazione dei propri termini sulla privacy in quanto il servizio terrebbe traccia di alcuni dati sensibili degli utenti: impugnando lo Statement of Rights and Responsibilities (SRR) l’azienda si riserva il diritto d’agire legalmente nell’immediato futuro.
Dichiarazioni più o, meno credibili a parte – dal momento che una querela a Web 2.0 Suicide Machine è comunque da escludere – la scusa ufficiale è che Facebook consente già di rimuovere il proprio account in totale sicurezza e trasparenza: in realtà, l’eliminazione dei singoli contenuti richiede molto più tempo e non è sempre possibile. Gli sviluppatori della Suicide Machine sono alla ricerca di un proxy per riabilitare il servizio bloccato.
Via | CNET
Continua a leggere: Facebook ha ucciso la Web 2.0 Suicide Machine
Avevo già parlato ampiamente di StereoMood qualche mese fa: l’internet radio per creare e condividere la propria playlist emozionale non va in vacanza e col Natale introduce nuove funzionalità per i social network più diffusi.
Il 23 dicembre scorso StereoMood ha organizzato un evento su Facebook per promuovere i propri profili online e descrivere brevemente le feature appena aggiunte: ora è possibile dare un giudizio ai brani ascoltabili — con una funzione di ban e una di like.
È stata anche migliorata la condivisione dei propri gusti musicali sui social network: le playlist – oltre che coi contatti di StereoMood – possono essere facilmente esportate su delicious, Facebook, FriendFeed, MySpace, StumbleUpon e Twitter.
Continua a leggere: StereoMood aggiunge nuove feature sociali